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Categorie Riflessioni

Il Decreto Bersani

di appuntidiviaggio (05/07/2006 - 14:54)

Con il Decreto Bersani, quello che, tra l’altro, ha introdotto alcune liberalizzazioni (o pseudo tali), è stata commessa una grave violazione dei principi basilari del nostro ordinamento giuridico.

Per ora non entro nel merito dei provvedimenti, riservandomi di scrivere una mia qualche riflessione in altri post.

Qui mi limito a constatate che è stato fatto uno schifo giuridico: hanno fatto un decreto prima fantasma e poi magico. Provo a spiegarmi.

Il decreto è stato approvato venerdi 30 giugno; è stato successivamente presentato alla firma dei Ministri competenti e del Capo dello Stato ieri 4 luglio (da quanto si desume dalla data della firma del Decreto) e, in giornata, firmato e consegnato al Poligrafico dello Stato per la pubblicazione in G.U. Fin qui nulla di strano. La stranezza, anzi la porcata giuridica, si è consumata in questa fase.

Premetto che il Decreto prevede testualmente “Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.” Infine, a chiusura, indica “Dato a Roma, addi' 4 luglio 2006”.

Mi chiedo e segnalo la “stranezza giuridica”: il Decreto è stato firmato il 4 luglio e, andando sul sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, troviamo il Decreto Bersani (D.L. n. 4 luglio 2006, n.223 ) in G.U del 4 luglio ’06  (qui il testo).

  

Bene, si dirà. No. Male, anzi malissimo. La Gazzetta  Ufficiale di ieri 4 luglio ’06, nella data di ieri non era nota a nessuno semplicemente perché non è stata pubblicata ieri. E’ stata pubblicata e apparsa sul sito solamente oggi 5 luglio (ho controllato io stesso fino a tardissima notte il sito della Gazzetta Ufficiale). Ieri, nessuno – e ribadisco nessuno – era in grado di sapere ciò che era contenuto in G.U.

E’ di tutta evidenza la “incongruità”: il testo è stato firmato il 4 luglio, per quanto si legge sullo stesso decreto; il decreto è entrato in vigore il giorno di pubblicazione – 4 luglio (?) – ma il 4 luglio il decreto era solo un decreto fantasma. La magia è stata fatta oggi, con la sua apparizione-pubblicazione con data di ieri.

Con la conseguenza, giuridicamente folle, che le norme in esso contenute sono entrate in vigore prima che se ne conoscesse il contenuto e, ancor peggio, hanno assunto forza di legge retroattivamente, cioè sin dalle ore 00:01 del 4 luglio ’06, quando ancora il decreto non era stato firmato (sic!). Con tutte le conseguenze del caso.

Viva lo Stato di diritto, viva il principio di legalità.

Alle prossime puntate

 

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The Black List

di appuntidiviaggio (23/03/2006 - 22:57)

E’ dalla scorsa estate che si parla della creazione di una Black list dei vettori che non rispettano gli standard sulla sicurezza dei voli imposti dalla UE. Ieri è stata finalmente resa nota la prima Black list. Da oggi, chi viaggia, si potrà sentire - in qualche misura - piu’ sicuro:  93 compagnie aeree inserite nella BL non potranno piu’ operare con i Paesi della UE; altre 3 potranno operare con  determinate restrizioni. Nulla da eccepire. La sicurezza dei voli è fondamentale e bene ha fatto la Commissione Europea a prendere simili decisioni, specialmente dopo i numerosi incidenti dello scorso anno. Leggendo la BL , però, risulta di immediata evidenza che le compagnie aeree sotto accusa, provengono tutte da paesi sottosviluppati. E qui mi viene spontanea qualche riflessione: giusta la decisione, ma questi provvedimenti non dovrebbero anche essere accompagnati da altrettante agevolazioni da parte dei paesi piu’ economicamente sviluppati per evitare l’isolazionismo di quei paesi che alternativamente non avranno facilità ad esser raggiunti? Non si rischia, così facendo, un isolazionismo di quei paesi, che tanto hanno bisogno di un’apertura verso i paesi piu’ sviluppati? Giusto e sacrosanto il provvedimento della Commissione; ma ora mi piacerebbe leggere di qualche altro provvedimento che agevoli in qualche misura la creazione, la fusione, la riorganizzazione, la nascita, di compagnie aeree di quei paesi a rischio sicurezza nei voli. Non vorrei mai pensare a qualche strumentalizzazione di simili provvedimenti, fondati sul pensiero del “business is business”. In questi casi è opportuno pensare di risolvere, anche attraverso una qualche forma di tutoraggio, gli eventuali problemi di isolazionismo di quei paesi che, di fatto, potrebbero esserne vittima (il Congo, con ben 51 compagnie inserite in BL, per fare un esempio su tutti).

Scarica la Black List

La notizia sul Corriere.it

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Pensiero unico

di appuntidiviaggio (24/12/2005 - 12:21)

Il muro

una sedia a dondolo vuota sul patio

una nave che sbuffa all'orizzonte

dentro un pigiama pesante a strisce marroni, rannicchiato in un angolo

letti di ferro e materassi sporchi e scomposti

il passo dell'oca

lo sguardo di lacrime

il giorno dopo

il manganello

la mercificazione

mosche sulla pelle

gabbiani inguainati nel petrolio

l'occhio cattivo


volgendo altrove, però


il ventre di una madre

gli occhi innocenti ridenti

una bicicletta con le rotelle

il momento

il mio mondo e gli altri mondi

il seno

note musicali nell'aria

una mano tesa

due mani unite in un unico gesto

il sole che mi bacia al mattino e guardo il mare

il vento che porta le vele

il sorriso che c'è in te, in me.

 

by Appuntidiviaggio

 

Auguri di Buon Natale

 

 

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Andiamo negli USA?

di appuntidiviaggio (30/11/2005 - 16:36)

Andiamo negli USA? Ovvero, un rompicapo per complicarsi la vita.

Non ci credete? Bene, fate una semplice prova. Se avete deciso di andare a New York a fare shopping per il prossimo Natale o avete in testa di fare più semplicemente una vacanza negli USA, prima di fare qualsiasi programma, prendete il vostro passaporto e sbattete un po’ la testa per capire meglio come stanno le cose.

Ne vedrete delle belle. Sono lontani ormai i tempi in cui si pensava di consentire l’ingresso ai cittadini dell’UE con la semplice carta d’identità. Ora per entrare negli USA, bisogna prima di tutto passare un esame di ammissione consistente nel capire se, come e quando poter viaggiare per gli States. Sembra una scemenza, ma non è proprio così. Capire le nuove regole è diventata una vera impresa. Dipende tutto dal passaporto: se è a lettura ottica, va bene ma solo a condizione che sia stato rilasciato e rinnovato prima del 26 ottobre 2005; se è stato rilasciato o rinnovato dopo tale data va bene solo se è con foto digitale. Questi sono i punti fermi. Se si è in possesso di un passaporto con simili caratteristiche si potrà viaggiare negli USA senza alcuna necessità di un visto. In tutti gli altri casi invece sarà necessario il visto. E qui iniziano le complicazioni. Quando un passaporto è a lettura ottica? CliCk per vederne un esempio . Attenzione però, il passaporto a lettura ottica deve essere stato rilasciato o rinnovato prima del 26 ottobre 2005. Se invece la data di rinnovo o rilascio è successiva a questa data, come dicevo, sarà necessario avere un passaporto con foto digitale. E le complicazioni aumentano. Dal sito della Polizia di Stato si legge “Nel caso in cui l'ufficio passaporti della questura di competenza non sia ancora tecnicamente pronto per rilasciarlo è necessario comunque richiedere il visto. Per informazione vi segnaliamo che in questo momento solo Roma è dotata della tecnologia necessaria.” E se io sto a Milano o a Firenze o a Vattelappesca che dovrei fare? Semplice, dovrei necessariamente munirmi di regolare visto d’ingresso negli USA. Ma avete idea di che cosa significhi? Provate a dare un’occhiata al sito dell’Ambasciata USA in Italia dove è ben spiegato come e quando richiedere il visto. Poi mi direte se lo shopping natalizio a NY lo rimanderete o meno!

 

Per capirci di più sull’argomento.

 

° Ambasciata USA in Italia, Informazioni sui Visti

° Visa Waiver Program (Programma viaggio senza visto)

° Polizia di Stato, Il passaporto per entrare negli Stati Uniti d’America

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Il Passaporto

di appuntidiviaggio (24/07/2005 - 16:10)

Estate, periodo di viaggi. Per i viaggi oltre i confini Comunitari, è buona regola non dimenticare di controllare per tempo la validità del passaporto. Oltre alla sua validità è importante documentarsi in argomento sulle normative vigenti nei Paesi che si intende visitare. Alcuni Paesi richiedono dei tempi di validità del documento minimi inderogabili (ad esempio validità minima di almeno sei mesi dall’ingresso), altri richiedono tempi inferiori; altri ancora non hanno nessuna restrizione.

In materia di passaporti è intervenuta, in tempi relativamente recenti, la legge n. 3, del 16 gennaio 2003 che, all'art. 24, ha modificato la precedente normativa di cui alla legge 21 novembre 1967, n. 1185, in materia di rilascio dei passaporti. La nuova normativa ha esteso la validità del documento dai 5 anni originari agli attuali 10 anni, dalla data di rilascio eliminando l’obbligo del rinnovo quinquennale. Cio’ limitatamente ai passaporti rilasciati dopo l’entrata in vigore della legge n.3/2003 http://www.esteri.it/doc/L1601_2003.pdf (al punto 4), esattamente in vigore dal 4 febbraio 2003. Quindi, tutti i passaporti rilasciati precedentemente all’entrata in vigore della nuova normativa, mantengono comunque la loro validità originaria dei 5 anni. La nuova norma, art. 24 lett. B legge n. 3/2003, prevede che "Il passaporto ordinario, qualora rilasciato per un periodo inferiore a dieci anni, puo' essere rinnovato, anche prima della scadenza, per periodi complessivamente non superiori a dieci anni dalla data del rilascio"; lasciando discrezionalità al titolare del documento circa la possibilità di un rinnovo, anche antecedente alla scadenza, fino ai previsti 10 anni dal suo rilascio. Da quanto detto, quindi, resta l’obbligo del rinnovo quinquennale, se non si è provveduto al rinnovo volontario prima della scadenza, per tutti i passaporti rilasciati in data anteriore all’entrata in vigore della legge n.3 del 2003 (4 febbraio 2003). Per ulteriori informazioni o approfondimenti sull’argomento:

* Polizia di Stato

* Governo Italiano

* Il testo di legge dal sito del Parlamento

* L’art. 24 della legge n.3/2003

* Viaggiaresicuri il sito (indicato anche tra i link sul blog), con molte informazioni sulla condizioni dei Paesi da visitare, in particolare sulla sicurezza Paese, ma contiene anche le info sulle condizioni di validità dei passaporti.

Inoltre, chi si reca negli USA verifichi previamente se il proprio passaporto risponde alle nuove disposizioni Statunitensi in vigore dal 26 ottobre 2004: è necessario che il proprio passaporto sia un passaporto a lettura ottica, ossia del tipo leggibile attraverso lo scanner (tutti i passaporti rilasciati dopo il 15.04.1998 hanno questa caratteristiche). Ulteriori informazioni QUI .

 

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Italiani

di appuntidiviaggio (15/05/2005 - 00:33)

 Riporto  questa riflessione che ho scritto sul forum di Cubapratica pensando che sia interessante anche per il blog.

Ho sempre avuto una grande influenza e, allo stesso tempo, ammirazione per l'American way of life, per ciò che ha rappresentato e per gli intrinseci valori di libertà che ha sempre portato. Diciamo pure che mi sono sempre sentito un po' yankee dal punto di vista formativo, anche per motivi generazionali. Ho sempre apprezzato e continuo a farlo gli elementi portanti del mondo occidentale e di quello americano in particolare.

La musica, il cinema, la televisione, le mode, i giornali, i fumetti, i sogni, hanno sempre incensato quel senso diverso di interpretare la vita rispetto a noi. E io, come i ragazzi delle generazioni precedenti e successive, ho risentito di questa influenza. Non me ne dolgo, tutt'altro. Alcuni punti fermi ci sono e resteranno in me: sono valori difficilmente scardinabili.

I valori della libertà e della democrazia, principi fondamentali del nostro mondo, per me, sono intoccabili.
Ma una qualche riflessione oggi sarebbe da fare, meglio ancora, la faccio a modo mio e per me stesso. Mi è capitato e mi capita sempre più spesso, specialmente viaggiando per il mondo, di interrogarmi sulle altre realtà e di raffrontare le diverse anime del mondo.

Ho girato in lungo e in largo gli USA, e presto ci farò un'altra capatina; ho girato praticamente tutti i continenti e ho conosciuto molti paesi e culture (sempre pochi!); insomma non sono certo di primo pelo nè quello che viaggia con i paraocchi. Una certa istruzione non mi manca nè mi limito nelle mie letture e negli studi.

Non voglio essere presuntuoso, ci mancherebbe altro! Ma penso sempre più spesso che mi reputo molto fortunato di essere italiano. Dico che quel giorno che mi hanno concepito, nella lotteria degli spermatozoi, ho avuto una bella botta di culo! Mi posso immaginare come avrei potuto essere, guardando a tanti altri paesi diversi da noi.

Da italiano però, spesso mi incazzo. Perchè? Presto detto: perchè noi italiani guardiamo troppo agli altri con una sorta di complesso di inferiorità, con poco senso di appartenenza e di orgoglio nazionale. Guardiamo agli altri pensando che siano migliori di noi, come se fossero dei marziani. Come il povero guarda al ricco e lo sconosciuto guarda il famoso. Dimanticando il nostro passato e le nostre origini.

Certo, la politica di oggi non ci aiuta in tal senso, forse su questo viviamo il peggior periodo dal secondo dopoguerra, sotto il profilo del dibattito, dei principi e delle idee. Questo lo dico indipendentemente da qualsiasi colore politico, ne faccio solo una mia personale constatazione.

Ritornando invece agli altri e a noi italiani, credo che dovremmo finalmente abbandonare questi comportamenti e riconoscerci orgogliosi di essere Italiani (con la I maiuscola), invece siamo sempre alla ricerca di altro che non ci appartiene. Sempre più spesso guardiamo oltre oceano per importare modi non nostri (dico modi per dire di tutto, dalla politica alla cultura a ...).

Purtroppo però non guardiamo e importiamo solo cose positive, ma prendiamo di tutto, come un pacchetto "all inclusive". Non dico di chiuderci a riccio, dico semplicemente che dovremmo riscoprire il nostro orgoglio, la nostra storia, la nostra cultura e farla valere, prima di tutto fra noi e con noi stessi, partendo dalla bandiera italiana, simbolo della nazione e spirito di cittadinanza.

Siamo stati la culla della cultura e ce ne siamo dimenticati, siamo il Paese più bello del mondo e non lo vediamo, abbiamo un modo di essere e di vivere che il mondo intero ci invidia e che facciamo? Invece di valorizzare il meglio di noi, buttiamo a mare il bambino insieme ai panni sporchi!

Rifletto. E le mie riflessioni mi portano a pensare che il male è ovunque e non esistono società perfette, se non nella mente e nella penna di qualche "nostro" vecchio filosofo.

Credo che nel nostro caso, per questa discussione, del buono lo si può trovare anche nella società Cubana (in tal senso direi il principio di solidarietà, come esempio), però con molti se e molti ma. I primi se e ma li vedo nei principi fondamentali di libertà e di democrazia, come valori negati, che io considero come prioritari su tutto.

Mentre invece vedo negli USA affermarsi sempre più principi che, in nome di un nuovo e diverso concetto di libertà, portano paradossalmente a limitare le libertà fondamentali delle persone. Ma questa è anche la loro cultura, giovane e dinamica, come il loro Paese, economicamente ricco ma povero di storia e cultura. Che però non può essere un valido alibi.

Non riesco a condividere un sistema libero e democratico che, in nome dell'economia, trascura milioni di cittadini poveri; così come lo stato delle carceri non è certamente dei migliori (sempre per i medesimi motivi); oppure che la polizia uccida, peggio di una foca canadese ( ), in diretta tv un "povero" ladro di automobili (servizio in tv e sui giornali di oggi). Arrestarlo no? Ammazziamolo! Mentre è a terra biascicante che si tiene la gamba ferita, i poliziotti pensano bene di farci il tiro al bersaglio invece di limitarsi ad arrestarlo! E lo stato di diritto?

Tanti altri esempi si potrebbero fare, sia per le leggi vigenti sia per i trattamenti che gli USA riservano. Dalla pena di morte in giù, fino alla possibilità di vendere armi liberamente a chiunque. Comunque, con tutti i suoi difetti, per me, resta un grande Paese.

Però penso che sia più grande l'Italia, meglio ancora, gli Italiani. Abbiamo molto da insegnare sia ai grandi Paesi che ai piccoli, da tutti i punti di vista. Abbiamo anche da imparare, non c'è alcun dubbio, però senza complessi di inferiorità, con la consapevolezza della nostra cultura (ad ogni livello) e l'orgoglio di essere. Italiani.

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Il posto in aereo

di appuntidiviaggio (09/05/2005 - 23:43)

Un bel tema. Il posto in aereo è davvero un bel tema per chi viaggia. Tralascio la parte più sfigata dell’argomento, quella del posto perso o mai avuto. Penso più al posto assegnato.

 

A quella specie di lotteria a cui ogni passeggero si trova, suo malgrado, a partecipare quando prende un aereo. Si, dico proprio lotteria, non perché si vince qualche milionata di dollari o euro, ma perché ci vuole un culo come quello della vincita alla lotteria per avere un buon posto in aereo. Non solo per il posto fisicamente considerato, per la sua ubicazione, ma anche per tanti altri aspetti particolari.

 

L’argomento potrebbe essere considerato da diversi angoli visuali, in funzione delle singole esigenze del viaggiatore. C’è chi lo considera principalmente per la sicurezza, quindi è sempre alla disperata ricerca delle uscite di emergenza: vicino alle uscite si sente protetto, sicuro. In linea di massima è il superstizioso e chi ha piuttosto paura di volare ad avere queste esigenze.

 

Ma non solo. Anche chi cerca più semplicemente la comodità si rifugia verso le uscite di sicurezza, essendoci in quei posti qualche centimetro in più da sfruttare per se stessi, senza sentirsi costretti in quegli spazi angusti degli attuali aeromobili nelle economy class. C’è invece chi pensa al posto come una jattura o come una fortuna semplicemente a seconda del compagno di viaggio. Qui ce vo’ culo per davvero! Non c’è hostess che possa assegnare il fatidico numero che abbia modo di indovinare anche un buon compagno di viaggio.

 

Uno sconosciuto vicino per ore e ore può essere una piacevole scoperta come una gran rottura. Uno con cui dividere anche il sonno. Come dire… ma che abbiamo dormito insieme? Si, proprio così. Un accanito russatore, di quelli che russano col risucchio, che in quello spazio angusto è capace di dormire per ore e ore senza nemmeno sentire le gomitate del vicino di posto e, dimentico del fatto di trovarsi in aereo, allieta gli occupanti dei suoi sonori grugniti. Lui se ne frega altamente, è il vicino che si trova nel più profondo imbarazzo: si muove, si alza, sgomita, si fa vedere sveglio, come dire “mica sono io”.

 

Eppoi è proprio uno strazio stare vicino al grugnitore di turno: non riesci a leggere, a vedere un film o ascoltare un po’ di musica in pace con quel sottofondo. Il russare è causa di numerosi divorzi, se non si sopporta dal coniuge figuriamoci che può pensare uno sconosciuto, anche solo per la durata di un volo.

 

Poi c’è il logorroico, quello che invece non la smette un attimo di chiacchierare: è capace di raccontarti la sua vita sin da quando era bambino. Come una confessione fiume, solo che il prete sei tu, costretto ad ascoltare o a fare finta. Una variante sul tema è quello che conosce tutto di tutto ed in particolare sulla destinazione del volo. Quel posto lo conosce e deve farlo sapere a tutti. Ma proprio a tutti!

 

Poi si possono immaginare tutte le varianti sul tema: dal petomane, a quello che ha litigato da tempo con la doccia, dal magrolino di centoottantachili che occupa praticamente due posti e ti relega in un minuscolo spazio, fino ad una varietà che è pari solo all’immaginazione.

 

Un buon compagno di viaggio? Il tipico giapponese, quello gentile con modi affabili ed educato, piccolino di statura, che quando parla, quelle poche volte, non ci capisci una mazza e comunichi solo con muti gesti. Che non ti legge nemmeno i tuoi libri o appunti o i giornali tanto non ci capisce niente e non ha nessuna curiosità; quello che la vita lo ha abituato a fare ore e ore di file con un comportamento esemplare, quasi stoico, senza batter ciglia.

 

A tutte queste ipotesi c’è ben poco da fare, però per la scelta del posto fisico qualche cosa si potrebbe anche fare. Immagino la possibilità di scelta del posto all’atto dell’acquisto del biglietto, già oggi possibile ma che spesso e volentieri, chissà come mai, al momento del check in sparisce come per magia. Immagino la possibilità di scegliere il posto on line insieme all’acquisto del biglietto. Ancora solo un miraggio.

Qualche possibilità in più la si ottiene con le varie tessere frequent flyer, quelle con programmi fedeltà che qualche piccola, ma proprio piccola possibilità in più riescono a dartela nella scelta.

 

Però c’è anche qualche altra possibilità, specialmente per conoscere la tipologia dell’aereo usato dalla compagnia con cui si viaggia e poter così provare a scegliere il posto da richiedere al momento del check in oppure, se possibile, di sceglierlo al momento dell’acquisto. C’è un bel sito, in inglese, www.seatguru.com dove c’è una lunga serie di compagnie aeree ed i relativi aeromobili utilizzati con le descrizioni dei posti e le varie indicazioni su come scegliere. Non male direi, è come scommettere conoscendo meglio il sistema. Purtroppo però per i vicini di posto, ancora non c’è niente da fare!

 

 

 

L’immagine del Boeing 747 della Qantas è tratta dal sito www.seatguru.com

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Il dramma di un uomo

di appuntidiviaggio (31/03/2005 - 22:29)

Non lo avrebbe mai pensato di arrivare alla sua età e di ripensare a tutta la sua vita. Dopo aver pensato alla sua carriera, alla sua soddisfazione professionale, alla posizione sua e della famiglia, la vita gli presenta un brutto conto. Già magistrato e deputato, oggi ricomincia da avvocato. Per amor della figlia. Luigi Saraceni sta vivendo una gran brutta stagione della sua vita. Non entro nel merito della vicenda, della figlia, del terrorismo, dell’omicidio, di per sé molto drammatica. Guardo a lui, all’uomo, al padre che lascia tutto e, per amore della figlia, ricomincia da avvocato dal processo, oggi unico motivo della sua esistenza e cartina tornasole del suo personale dramma umano. La dolce carezza alla figlia imputata, in un momento di pausa dell’udienza, è solo la spia del grande interrogativo e dramma che l’uomo si porta appresso. Un esempio di amore e un monito per chi è padre e per chi lo sarà.

Dal Corriere della Sera: Delitto D’Antona, il padre si avvicina alla gabbia per una carezza. Poi l’intervento: queste carte, lette con sofferta profondità. «Difendo mia figlia, voglio sapere la verità» L’ex giudice Saraceni in aula come avvocato: sono sicuro, Federica non ha commesso fatti di sangue.

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E l'ultimo desiderio?

di appuntidiviaggio (08/01/2005 - 17:49)

Ci siamo: da lunedì prossimo scatta il divieto di fumo in tutta Italia ( a Bolzano no! Ma non era per tutta l’Italia? Ah no, quelli sono autonomi! Sono parzialmente esteri. No sono italiani, ma italiani diversamente organizzati.)

Da lunedì sarà la svolta epocale – al grido di “dagli all’untore” -  la lotta senza quartiere ai fumatori e il nuovo il proibizionismo saranno tra noi. Il nostro legislatore, papà degli italiani, si è incazzato e adesso, dopo averci detto come dobbiamo camminare sulle strade, dopo averci rimproverato per come mangiamo, dopo averci detto che dobbiamo correre di più, adesso si incazza perché fumiamo! “No. Questo non te lo posso permettere proprio” e non è un rimprovero o una raccomandazione, è categorico: “No, al chiuso (ancora per poco) non si fuma. E da adesso ti dico io come ti devi comportare e vivere!” O così o pomì! Tutti allineati e coperti. L’esempio da seguire sono i calciatori, dobbiamo essere tutti come i calciatori: belli, in perfetta forma, ricchi e famosi. Tutti alti biondi con gli occhi azzurri. No, ma che dico? quello era un'altra idea. Adesso dobbiamo essere tutti in perfetta salute, con un fisico atletico, in perfetta forma, con un sorriso smagliante, levigati, ritoccati. E con i capelli.

Inizia così la storia della nuova generazione di italiani, la loro metamorfosi: italiani uber alles. I nuovi italiani nati dai mille divieti e dalle mille leggi. I diversi avranno di che preoccuparsi.

Cambierà anche il nostro modo di vivere e di lavorare.

Al bando tutto ciò che evoca il fumo, dai film alle pubblicità, a qualsiasi idea o richiamo ad esso. Nasce il periodo della nostalgia di H. Bogart, delle discoteche affumicate, dei casinò, dei bordelli, di W. Churchill e del Che, dei circoli del fumo, dei ristoranti…

Si afferma il periodo del salutismo forzato. Delle leggi pedagogiche del papà legislatore (che tra non molto ci dirà pure quanto e come scopare! Ohps..), con i  carabinieri in truppa contro i fumatori nei locali pubblici. Già lo vedo il brigadiere all’esterno, con la sigaretta in bocca (ma possono fumare in servizio?), che multa il fumatore reo di aver fumato al chiuso ( ma stì poveri carabinieri non li potevano utilizzare per altro di ben più importante?);

Basta con la sigaretta nei locali. Tutti fuori sul marciapiede a fumare. E allora:

- uffici all’aria aperta, sotto ai gazebo, nel parco, fuori ai balconi, sui marciapiedi, tutti armati del proprio corredo da fumatore, tutti collegati con la rete wi fi, il cellulare, il cordless, il tavolinetto portatile, la sediolina pieghevole, la valigetta, il cesto con il thermos, la colazione, la tovaglietta, come in un  pic nic. E un pacchetto di sigarette.

- aumenteranno le vendite di cabrio, almeno anche in macchina si fuma senza nessuna rottura …

- aumenteranno le discoteche all’aperto, con orario continuato dalle 6 di mattina a mezzanotte (sennò non ci va più nessuno perché tanto anche per ballare ci sono orari prefissati dal papà!);

- riapriranno i drive in, e tutti con le cabrio guardando un film e fumando un cubano;

- faranno i casinò all’aperto o faranno S. Remo, Venezia e Campione in versione cabriolet?

- riapriranno le case chiuse, ma non quelle della Merlin, quelle dei fumatori che finora sono sempre usciti da casa per divertirsi e adesso lo faranno a casa con vari turnazioni fra il network dei fumatori con casa aperta;

Insomma  il fumatore sarà come un diverso, un appestato. “Stronzo! Hai deciso di fumare? E allora non hai più diritto alla salute. Anziché fumarti una sigaretta in santa pace, per puro piacere, se vuoi fumare stattene chiuso in quel gabbiotto insieme ai tuoi simili e invece di fumarti una sola sigaretta, fatti il pieno e con fumo attivo e passivo, riempiti i polmoni del fumo di cento sigarette.” Vaffanculo! E io fumo fuori dal gabbio, e fammi la multa che tanto non me ne frega niente! Se mi prendi! Insomma, come negli aeroporti e nei locali americani, come a Bangkok, come … in Italia da ora!

E poi perché solo i fumatori come degli appestati? Estendiamo il divieto agli influenzati, ai malati, ai petomani, a chi gli puzzano i piedi, ai lebbrosi e a tutti gli untori. Consentiamo di vivere normalmente solo ai “normalizzati”?

Oppure all’ingresso dei locali pubblici, oltre ai metal detector avremo il peto detector, l’nfluenza detector, il fumo detector, il tutto diagnosi detector? e prima di entrare, tutti in fila apassionatamente, come le mucche pazze e i polli della sars a subire i controlli prima di entrare.

E si eh! Perché non sono mica solo i fumatori i nuovi untori. I fumatori giustamente reclamano l’uguaglianza di trattamento con gli altri untori. Quindi …detector per tutti!

E’ la politica del tutto contro tutti: fumatori contro non fumatori; imprenditori contro professionisti; autonomi contro dipendenti; nordisti contro sudisti in un gran calderone brulicante dove tutti litigano con tutti e la politica si fa con i sondaggi alla ricerca di una sempre maggiore quota di mercato. Ohps! Ma che dico? Mica si parla di quote di mercato in politica, semmai di consenso. In politica non si guarda ai vari target ma alla collettività; non si pensa all’interesse del particolare ma a quello comune; si fanno progetti, programmi, studi, si argomentano, ci si confronta. Si costruisce. No, quella è un’altra politica, è un’altra cosa, adesso si fa così con la politica e il marketing che vanno a braccetto insieme ai sondaggi e alle ricerche di mercato.

Per ricreare la pax sociale è sparito anche  il calumet della pace.

E per l’ultimo desiderio?

  

Chiarimento. Io sono un border smoker (che non vuol dire un cazzo ma fa figo) – un fumatore di confine – un anomalo tra gli anomali. Quello che fuma per piacere, che quando fuma se la gode e fuma poco, non è incallito. Tra le cinque e le sei sigarette al giorno. Quello che fuma fuori al balcone, che non fuma al ristorante, in aereo, in treno, nei negozi. Quello al quale il fumo, da fumatore, dà fastidio. Quello che è visto peggio perché non si schiera né con gli uni né con gli altri, ma che riconosce entrambe le ragioni.

 

Intanto l’associazione fumatori e non fumatori tolleranti propone il party dell’ultima sigaretta 

 

 P.S. Ehy tu! Tu che stai leggendo…. Si proprio tu, lì davanti al monitor… chiama i carabinieri che io sto fumando… sul web un luogo chiuso aperto al pubblico.

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Questa notte avrei voluto essere a Parigi

di appuntidiviaggio (04/01/2005 - 20:55)

Questa notte avrei voluto essere a Parigi

Davanti al pc, con la musica che suona piacevoli musiche sudamericane, improvvisamente sento la sensazione, riaffiorano i ricordi e sale in me la voglia e la nostalgia di ritrovarmi a Parigi. A rivivere nuove emozioni e piacevoli serate. Camminare lungo gli Champs Elisèe, ora illuminati a festa, il freddo pungente che mi lascia pensare ad una piacevole compagnia, stretti lungo il cammino, fra i cappotti e le sciarpe che si confondono, i nostri profumi confondersi ai mille altri della notte, i nostri sguardi intriganti che si incontrano e, da soli, dicono tante cose. Nasce il sorriso sulle nostre labbra.

Mi immagino i sapori del mare, in una delle tante brasserie lungo le vie, la musica che ci accompagna e le nostre piacevoli chiacchiere ad un tavolino. La gente ci circonda, ma è come se non esistesse nessun altro, sono solo un piacevole contorno, come i fiori in una tavola, niente che possa disturbare i nostri sguardi e i discorsi felici. Le luci della strada, come una lunga guida, ci scortano verso la meta. L'atmosfera soffusa, gradevole, quasi avvolgente, un pianoforte che suona. Un altro piccolo attimo di gusto, per brindare a noi, per farci sentire più vicini e avvicinarci di più all'intimità, fianco a fianco sul rosso divano. La mia stanza, la tua stanza. Il pensiero vola. L'attimo di esitazione si spegne quando sento il frizzante sapore del vino sulle tue labbra. Ed è solo un attimo. Ci ritroviamo abbracciati, nella calda intimità del tuo letto, la mattina al sorger del sole.

Ma è solo un pensiero, un sogno, in una fredda notte davanti al pc.

P.S. questo post lo ripropongo su Appuntidiviaggio dopo averlo pubblicato su Il Ghiro nella teiera qualche settimana fa, prima dei cambiamenti del Ghiro, dipesi da problemi tecnici.

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Anno nuovo, argomenti nuovi

di appuntidiviaggio (03/01/2005 - 22:44)

nuovi temi

Ebbene si, con il nuovo anno rinnovo Appuntidiviaggio. Da oggi non parlerò più solo di viaggi ma anche di tante altre cose di cui mi piace parlare. Ciò non significa che abbandonerò il tema dei viaggi, tutt’altro! Proprio su questo argomento ci sono in cantiere ben altre novità… che ancora non dico.

Appuntidiviaggio lo rinnovo arricchendolo di argomenti, i più disparati, quelli di cui momento per  momento mi sentirò di parlare, penso anche con un certo spirito critico. Ci sono tante cose che mi fanno riflettere, mi fanno incazzare, ragionare e gioire, quindi ho pensato di parteciparle con chi vorrà passare di qui per leggerle e, magari, anche per commentarle, non necessariamente per condividerle ma, almeno, per dialogare e confrontare diversi modi di pensare.

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Non riesco a parlarne ...

di appuntidiviaggio (29/12/2004 - 14:35)

Maldives - La città di Malè

Maldives - Vista panoramica della Città di Malè

Scene di vita quotidiana

Maldives - Scene di vita quotidiana

Indonesia - preparativi per una funzione religiosa

Indonesia - Preparativi per una funzione religiosa

Proverò a scrivere qualcosa in altri momenti. Questo è il momento del rispetto, del dolore e della prima solidarietà.

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Un percorso di auguri artistici

di appuntidiviaggio (17/12/2004 - 01:15)

Joan Mirò

Joan Miró. Hermitage. 1924. Oil, pencil on canvas. 114.3 x 147 cm. The Philadelphia Museum of Art, Philadelphia, PA, USA

Mi capita spesso di andare in una delle più belle città del mondo, che considero la mia città adottiva, dove ho vissuto e dove torno sempre molto volentieri: Roma. Nei giorni scorsi, durante una di queste puntate, ho passato una piacevole serata in un luogo veramente affascinante che, devo dire, non conoscevo, se non da fuori per esserci passato innumerevoli volte: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. . A parte l’occasione che mi ha portato a visitare questo bellissimo museo, per me è stata, ovviamente, un’occasione per poter ammirare delle pregevoli opere d’arte. In occasione di queste feste natalizie mi è venuta l’idea di fare un “augurio artistico”, una specie di percorso emozionale virtuale guidato da alcune foto di opere d’arte, riprese proprio dal sito della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, e scelte da me in con l’unico criterio che in questa materia sono in grado di esprimere: la sensazione personale che quelle opere mi hanno suscitato. Seguendo questo criterio, riporto anche una interpretazione di Joan Mirò su ciò che “deve” esprimere, o meglio, suscitare, un’opera d’arte. E mi immagino il proseguimento di questo percorso artistico.

"In un quadro, dovresti essere in grado di scoprire nuove cose ogni volta che lo guardi. Ma puoi guardare un quadro per una settimana intera e poi non ripensarci mai più. Puoi anche guardare un quadro per un secolo e poi pensarci per il resto della vita. Per me, un quadro deve fare scintille. Deve abbagliare come la bellezza di una donna o di una poesia. Deve emettere raggi come le selci che i pastori dei Pirenei usano per accendere le loro pipe. Anche più importante della pittura in se stessa è quello che essa emana, quello che proietta. (…) Un quadro deve essere fertile. Deve fare nascere un mondo. Non importa che ritragga fiori o uomini o cavalli, purchè riveli un mondo, qualcosa di vivo."

Joan Mirò (Barcellona 1893 – Palma de Majorca 1983) – in “XXe Siecle“ , 15 febbraio 1959

Il percorso degli auguri artistici:

Edgar Degas - Dopo il bagno, 1886

Claude Monet - Le ninfee rosa, 1898

Vincent van Gogh - Il giardiniere, 1889

Paul Cézanne - Le cabanon de Jourdan, 1906

Telemaco Signorini - Il ghetto di Firenze, 1882

Ercole Rosa- Busto del generale Garibaldi, 1875

Antonio Canova - Ercole e Lica, 1815

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In Calabria una nuova Stonehenge?

di appuntidiviaggio (07/12/2004 - 23:01)

I megaliti a Nardodipace

Visitando uno dei siti ricorrenti della mia navigazione sul web, velistipercaso.it , leggo di una nuova trasmissione televisiva di Syusy Blady, “Misteri per caso”, leggendo, leggendo, scopro che, per la trasmissione, vorrebbe approfondire, tra gli altri, alcuni misteri, di nuovi ritrovamenti in Calabria (clik here )

 

Già da qualche anno seguo le vicende intorno alla scoperta di un sito archeologico di estremo interesse in Italia. Non sono un grande appassionato di archeologia, tutt’altro! Mi incuriosisce molto il mistero che questa scoperta porta con sé. Mi riferisco al ritrovamento, o meglio, all’attenzione che alcuni ricercatori le stanno dedicando, di un antico sito con alcuni massi granitici, strutture megalitiche lavorate, con molte similitudini con la ben più nota Stonehenge e con altrettante differenze, nascenti principalmente dalla caratterizzazione dei blocchi sovrapposti, risalente ad un periodo stimabile fra il cinquemila ed il  tremila A.C; altre similitudini sono state fatte con il noto sito Incas di Machu Picchu. Il luogo della scoperta è nel comune di Nardodipace, un piccolo paesino dell’entroterra calabrese, in provincia di Vibo Valentia, tra le verdi zone delle Serre. Un paese che, qualche anno addietro, si ritrovò all’attenzione dei mass media per uno sgradito primato nazionale: è stato indicato come il paese più povero d’italia. Oggi, invece, la rinnovata attenzione per una scoperta di notevole portata scientifica. Un motivo di vanto e di orgoglio per la popolazione e, allo stesso tempo, anche un riscatto, se vogliamo. Ma, per tornare alla scoperta, prima parlavo di interesse degli studiosi a questo sito proprio perché, in realtà, non si tratta di una scoperta vera e propria, il sito era già da epoca remota conosciuto (e temuto?) dalle popolazioni locali. Infatti molte leggende e storie si sono tramandate, attraverso generazioni, su quel luogo misterioso. La narrazione popolare ha portato fino a noi alcune di esse. Niente di scritto. Niente di verificabile. Ora, da qualche anno, gli studiosi, si stanno occupando in maniera scientifica sulle origini di quei massi e, contemporaneamente, aprono nuove visioni e prospettive alla stessa storia dell’era neolitica. La gente, come dicevo, conosceva quei luoghi, li temeva per le vicende narrate e, allo stesso tempo, li ha rispettati. Sono arrivati fino a noi e agli studiosi, apparentemente, senza aver subito particolari manomissioni. Mi piacerebbe molto andare a vedere quel luogo misterioso, immerso nel verde lussureggiante delle montagne calabresi, tra le zone di Serra San Bruno e La Ferdinandea, ricco del tempo trascorso e ancora ignoto. Ci andrò!

 

Per approfondire l’argomento segnalo il sito www.nardodipace.org , dal quale ho anche tratto la foto pubblicata in alto. Più precisamente:

 

Qui il link  per la rassegna stampa con numerosi articoli di approfondimento ed un interessante articolo in evidenza;

 

Qui il link per un articolo pubblicato su La Repubblica ;

 

Qui il link  per la galleria fotografica.

 

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La radio e un viaggio in autostrada

di appuntidiviaggio (26/11/2004 - 23:00)

in autostradaEra da un po’ di tempo che non facevo un viaggio lungo in macchina per le strade d’Italia. Esattamente da quell’ultima volta che promisi a me stesso di non viaggiare più in macchina per tratte lunghe, dopo aver passato più di cinque ore fermo in autostrada su un viadotto, fra Tir in colonna. Stavolta, complice l’esigenza di dover fare varie tappe, mi sono trovato costretto a partire in automobile. Così mi viene spontaneo farne una breve cronaca su appuntidiviaggio.

E’ una bella mattina di novembre, l’aria è abbastanza fresca quando, messi in macchina i bagagli, parto in direzione sud. Sono solo e abbastanza rilassato, mi aspettano molti chilometri, varie località  e impegni più o meno piacevoli.  Pieno di gasolio e via. Accendo la radio, fedelmente posizionata su Radio Dee Jay, imposto la destinazione e sono già per strada. In compagnia dei miei pensieri, delle chiacchiere di Linus e Nicola e dei brani musicali che si susseguono, sono già in autostrada. Il traffico è sostenuto. Camion, furgoni e macchine riempiono le corsie. Non ne faccio un dramma, ormai sono abbastanza abituato. Ho deciso di prendere il viaggio con filosofia e di stare rilassato. Visto il traffico, non è possibile neanche pensare di raggiungere la velocità massima prevista dal codice. Si cammina al di sotto dei 100 km/h con continui rallentamenti. E’ necessario fare molta attenzione. Suona un bel brano di Seal. Passa la pubblicità: prenota il film in dvd “Natale a casa di Dee Jay”. Lo spot lo avrò ascoltato centinaia di volte! La mia mente vola, penso alla prossima vacanza, immagino momenti piacevoli, penso al lavoro, ai miei amici, al viaggio. Prepotentemente ritorna la realtà del viaggio. Il traffico, anziché diminuire, aumenta. I primi “furbi” della guida non tardano a farsi vivi: sorpassi a destra, ingombro della corsia d’emergenza, distanze di sicurezza neanche a parlarne, gimcane tra i birilli  per l’occasione con le sembianze di auto e camion, rallentamenti per i soliti lavori in corso. Insomma, un bel divertimento! Passano i chilometri e io cerco di stare sempre tranquillo, ascoltando la radio perduto tra i miei pensieri. Inizia a diradarsi il traffico. Inizio a camminare più forte. Sono in macchina da quasi due ore e ancora ho percorso poca strada rispetto al tragitto totale. L’orario previsto di arrivo, a quella media, è troppo tardi. Finalmente si inizia a camminare bene. Sorpasso uno dei soliti Tir che incontri sempre in autostrada, quello con il wurstel gigante disegnato dietro il portellone, che solo a guardarlo - quando hai fame - ti fa venire voglia di addentarlo da dentro la macchina (chissà poi perché li incontro sempre!). Esco da una curva dopo aver rallentato per qualche macchina e si apre dinanzi a me un rettilineo senza macchine. Quinta: 180 Km/h. 190 Km/h. Sono solo. La strada è libera, la giornata limpida e il motore si fa sentire. Ha voglia di riprendersi anche lui. Io ho voglia di recuperare. E’ anche un piacere. Penso, guido, guardo allo specchietto retrovisore. NO! Cazzo, NO! L’autovelox! NO! Proprio lì, dietro al guard-rail, nascosti,  in una piazzola di sosta, appollaiati, come dei guardoni in procinto di spiare la loro preda, i poliziotti intenti a “catturare” il pirata della strada. Cazzo! Mi hanno fottuto. Mi hanno fotografato di sicuro. Nell’unico tratto di strada libera c’erano loro appostati. L’unico tratto di strada tranquilla, dove si poteva essere prudenti anche camminando veloce. In tutti i tratti trafficati, dove il pericolo era in ogni dove, loro… non c’erano. Solo lì! Mi girano abbondantemente le… Proseguo. Rallentando, ma non troppo. Tanto ormai … les jeux sont fait. La pubblicità, la musica, Linus e Nicola hanno ormai ceduto la postazione radio. Luciana Littizzetto e Paoletta chiacchierano simpaticamente. Io mi sento piuttosto incazzato, ma rassegnato. Il tempo passa e anche i chilometri. Mi fermo ad un Autogrill. Ho fame, ho sete e devo andare al bagno. Il solito vociare. Le solite promozioni. Il giro obbligato intorno a mille prodotti di ogni genere. Un salto al bagno, il solito obolo, l’odore fastidioso, le solite scritte di ogni tipo sui muri, il solito via vai. Poi, una coca cola, una rustichella e via di nuovo in macchina. Non mi interessa niente, penso a guidare e ho voglia di arrivare. I camion su strada,  rivedo gli stessi immancabili Tir  di “Catone trasporti”, nessun viaggiatore della domenica: è l’Italia del lavoro che si muove. Sono passate ormai alcune ore. Ho già  ascoltato “Ciao Belli” e passa ora “Dee Jay Time”. guidandoLa barriera di Salerno e il telepass che emette il suo tipico bip. Abbandono l’autostrada a pagamento e inizio un nuovo percorso, in mezzo al caotico traffico della zona di Salerno. Traffico, traffico. Siamo quasi fermi. Lentamente riprendo a viaggiare più regolarmente. L’A/3  Sa- Rc adesso è più accessibile e riprendo velocità. Musica, chiacchiere, pubblicità, “Playdeejay”. I chilometri restanti sono sempre di meno. Adesso posso andare. Affondo l’acceleratore, la velocità aumenta rapidamente. La strada è libera. Rifletto. Ho già preso una foto. Rallento. 160 km/h. Curva, galleria, rettilineo. Frenata! E no! Ancora! Ancora acquattati dietro il guard rail altri poliziotti con la loro mostruosa macchinetta. Vaff…! Stavolta non lo so se mi hanno beccato. Forse sono al limite. Spero in uno scarto del tachimetro e nell’impostazione della macchinetta. Impreco. Mi girano come un frullatore! Proseguo. Penso: sarà che hanno trovato il sistema per incassare soldi per il deficit dello stato? Non mi sembra che abbiano a cuore la sicurezza della gente, quanto il bisogno di fare cassa con un gran quantitativo di multe. Nei posti dove era necessario un’attenzione maggiore alla sicurezza stradale non  ho incontrato una sola pattuglia, mentre nei posti tranquilli… Vabbè, ormai sono rassegnato. Continuo il mio viaggio, mi manca ancora un bel pezzo di strada. Musica, pensieri, parole, “la Pina”. Guido e la strada è sempre più corta. Rettilineo, curva e poi… il mare al tramonto. All’orizzonte, al di là del guard rail l’acqua ed il cielo in un caleidoscopio di colori cangianti: una visione che mi riconcilia il buon umore. Sono arrivato. Penso al viaggio di ritorno e mi scappa una nuova promessa: viaggi lunghi in macchina? Mai più! … Sarà così?

Foto scattate con il cellulare

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Basso costo?

di appuntidiviaggio (16/11/2004 - 22:29)

Stanno nascendo sempre più compagnie aeree cosiddette low cost, cioè a basso costo. Altre si stanno convertendo man mano in low cost, oppure creano delle "seconde linee" low cost. Poche si stanno dedicando veramente ai servizi verso il cliente. Non voglio neanche pensare di fare un saggio su queste compagnie a basso costo, mi limito solo a qualche piccola considerazione e ad una riflessione sui tempi che cambiano. Penso innanzitutto che queste linee aeree abbiano dato comunque un grande impulso al mercato con evidenti vantaggi anche per i viaggiatori. Di certo però non regalano niente a nessuno. Quindi si tratta di un nuovo modo di affrontare il mercato con nuove tecniche di marketing e diversi servizi offerti ai viaggiatori. Dietro le grandi promozioni e offerte si cela una grande conoscenza dei dati di mercato e un sistema di reporting completo e sofisticato. E la possibilità di fare business anche dove finora non era neanche pensabile: i contributi - rimborsi, o come diavolo si preferisce chiamarli, concessi a queste compagnie dagli scali aeroportuali utilizzati o dagli Enti locali di competenza, etc. Personalmente credo che si stia andando verso la saturazione di queste tecniche, sia per l'eccessivo affollamento di compagnie che usano sistemi e tecniche simili, sia perchè è in corso una battaglia legale sui "contributi", sia - principalmente - perchè i viaggiatori iniziano a non apprezzare molto alcune "tecniche di costi nascosti". Quante volte si trovano biglietti "scontati" rispetto alle proprie esigenze? Che servizi vengono offerti al viaggiatore? Perchè io che pago il biglietto intero viaggio nello stesso modo di chi paga un costo molto inferiore? Per i voli nazionali solo alcune di queste considerazioni sono valide. Per i voli internazionali le cose iniziano a cambiare. Ma non è tanto su questo che mi volevo soffermare (ho solo enunciato qualche considerazione), quanto sul diverso approccio e riguardo verso il cliente. Da compagnie "client oriented" sono diventate "client disoriented", dalla customer satisfaction si è passati a... fate voi. Provate a chiamare al call center di una compagnia che offre servizi low cost. Scoprirete che il costo della telefonata può superare il costo del biglietto. Non ci credete? Ecco un esempio dal sito di Air One. Se chiamate il call center al 199 20 70 80 il costo che verrà addebitato per la chiamata sarà questo:

Origine della chiamata
 

Costo
alla risposta
Costo del traffico
al minuto
Rete fissa Telecom Italia ed Albacom
10,33
4,90
Rete fissa Wind
10,33
4,90
Rete mobile TIM
12,91
20,14
Rete mobile Wind
10,33
35,00
Rete mobile Vodafone
10,33
33,57
Rete mobile H3G
25,00
40,00
I costi sono espressi in centesimi di Euro al minuto; IVA esclusa

Mi sembra che siamo passati dai numeri verdi, quelli gentili, quelli che non ti facevano spendere nulla, quelli che ti avvicinavano alle aziende per fidelizzarti, per chiedere informazioni etc, ai telefoni rossi, quelli che ... quando chiami preparati un mutuo! E se poi sei proprio costretto a chiamare, perchè per esempio hai comprato il biglietto su internet e non ti hanno mandato l'e-mail di conferma? Oppure, durante la procedura di acquisto si "imballa" il sistema dopo aver indicato i dati della carta di credito? In tutti questi casi... chiamate il call center! Personalmente preferirei vedere nascere anzichè tante low cost, anche qualche qualche compagnia con forte capacità di  rinnovamento, al di fuori  dell'omologazione, che offrisse "il miglior volo al  giusto prezzo", con la giusta considerazione per il cliente: una intera compagnia Business a basso costo.

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Ha vinto ... l'altro

di appuntidiviaggio (03/11/2004 - 23:36)

Bush ha vinto democraticamente le elezioni USA. Il popolo americano ha preferito lo scherzetto!   Tanti commentatori, opinionisti, esperti e pseudo tali, si stanno avvicendando nelle varie trasmissioni televisive per analizzare il voto. Provano ad interpretare il risultato. La mia modestissima opinione è che ha vinto la paura... del cambiamento. Speriamo bene. Ma ora è tempo di riprendere a parlare di viaggi. Ho dedicato una certa attenzione a questo appuntamento elettorale, alla politica,  adesso è ora di riprendere il volo... riprendo a scrivere un pò di "appuntidiviaggio".

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Ricorrenze d'ottobre

di appuntidiviaggio (15/10/2004 - 19:05)

Cristoforo Colombo

Sono trascorse le prime settimane di questo mese di ottobre e sono trascorse anche delle ricorrenze che, per dimenticanza, per mancanza di tempo, per svogliatezza, non ho preso molto in considerazione.

E’ passato un anno da quando ho aperto questo blog, esattamente il 4 ottobre 2003. E, per dimenticanza, non ho fatto i dovuti festeggiamenti né il “punto della situazione”. Ebbene si, non mi sono ricordato il “mio” compleanno: tutta colpa del ritmo di vita o… della mia testa? Mhà!…

Sono passati due anni da quando, di ritorno da un viaggio a Bali, da poco sceso dall’aereo durante il tragitto in taxi verso la città, appresi del feroce massacro di tanti ragazzi in quel disco bar – il Sari Club – che da poco avevo lasciato di frequentare. Il ricordo dei volti di quei ragazzi mi accompagnerà per sempre, con il dubbio di sapere quanti di loro sono rimasti in vita.

Fu questo il mio primo post su Appuntidiviaggio, dedicato a loro. Ma fu anche l’inizio di una nuova avventura, virtuale ma non troppo. Ho imparato a conoscere meglio un mondo, che se non si frequenta non si potrà mai conoscere; ho conosciuto delle belle persone, alcune solo “virtuali” altre personalmente, con la stessa intensità, dovuta al cammino comune; ho appreso tante cose di cui prima ignoravo l’esistenza. Ho apprezzato, ho scherzato, ho conversato con molte care persone; mi sono arrabbiato seguendo alcune brutte vicende, ma ho anche imparato, che qui, nel mondo virtuale, per tanti aspetti, si possono scoprire persone più vere che nella vita reale. E’ un mondo parallelo, con gli stessi pregi e difetti di quello reale, con alcune regole e principi non scritti ma generalmente rispettate, pena l’auto-emarginazione dalla comunità, ma con un’apertura ed una libertà sorprendente. Ricordo con grande piacere uno scambio di idee sull’argomento sul blog di una “compagna di rete”, che ora ha lasciato di scrivere. Con altrettanto e ancor vivo piacere penso a percorsi comuni con altri “compagni di rete”.

Non sto qui a magnificare pubblicamente un’esperienza di blog, cerco solo di condividere una breve riflessione.

Sono passati 512 anni, da quel 12 ottobre 1492, da quando Cristoforo Colombo scoprì le Americhe: il più grande tra i grandi viaggiatori. Resta in noi la stessa voglia e curiosità di conoscere nuovi mondi: lui ne ha scoperti nuovi reali, noi, non avendone altri da scoprire, cerchiamo di sperimentarne nuovi virtuali. In un “kaos” di virtuale e reale, percorrendo strade vere e virtuali, viaggiando e confondendo il vero ed il “falso” senza più opporre alcun confine tra questi due mondi.

In questo post ho appena ri-percorso un viaggio reale, la progenie dei viaggi e, insieme a voi, un viaggio virtuale. Solo quest’ultimo, tra le ricorrenze di ottobre, riesce a darmi piacevoli sensazioni.

 

 

 

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Lascio o continuo?

di appuntidiviaggio (08/09/2004 - 22:48)

Spiaggia con palma dal cellulare In questi giorni, nei momenti dedicati al blog, più volte mi è girata nella testa questa domanda:    lascio o continuo? In che senso? Proprio nel senso di abbandonare - uccidere - questo blog, oppure di continuare a farlo vivere, alimentandolo con nuove emozioni, sensazioni, foto e quant'altro ho pubblicato. Da una parte mi piacerebbe continuare questa esperienza, possibilmente riorganizzando le idee e il blog stesso, aggiungendo categorie, racconti e migliorandone le funzionalità in generale, per molti motivi. Primo fra tutti la piacevole scoperta di un mondo "parallelo", quello dei blog, che vive e si alimenta della linfa dei bloggers che riversano nella rete; per le persone che ho imparato a conoscere e che hanno saputo regalare stimoli e simpatia a me e al mio blog. Per tutti coloro che sono passati da qui e hanno espresso una loro opinione o un semplice commento; per la possibilità che mi dà di dedicarmi, nel tempo libero, ad una mia grande passione e condividerla con altre persone. Di contro, inizio semplicemente a non sentire più la vibrazione della rete che mi stimola a continuare a condividere i miei racconti, le mie foto e le mie sensazioni. Non è altro che questo. Nient'altro! Il mio non è un commiato, ma solo una riflessione che mi aiuti a chiarirmi i  dubbi. Ancora continuerò nei miei post e aggiornerò questa riflessione fin quando non avrò risolto l'amletico dubbio.

Nella foto in alto, la palma della spiaggia di Anse Volbert, dal cellulare.

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Ritorno

di appuntidiviaggio (30/08/2004 - 23:06)

Anse Source d'Argent

Di ritorno da una bellissima vacanza in posti come quelli della foto, la prima cosa che mi viene in mente è che è veramente difficile ritornare alla vita normale, ma ce la farò e racconterò qualcosa di questo viaggio arricchendo tutto con moltissime foto

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