Ciao sono appuntidiviaggio
Vedi il mio profilo


Agosto 2006

DLMM GVS
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Categorie Viaggi

Ferragosto a Taormina

di appuntidiviaggio (24/08/2006 - 16:06)

La mia prima volta a Taormina a ferragosto. Ci sono stato non saprei dire quante volte, ma mai in periodo agostano. Stavolta, a causa di una serie di concause, saltati i programmi vacanzieri, Taormina è stata la meta prescelta all’ultimo momento. Devo dire che è una cittadina che ha sempre il suo fascino, anche in un periodo non proprio felice per andarci in vacanza. Personalmente la preferisco di gran lunga in bassa stagione, quando ogni cosa ha il suo ritmo, i suoi tempi e si riesce a godersela a fondo senza che la folla prevalga su tutto. Però, anche così, ho passato delle piacevoli giornate, fra spiagge affollate (vips e letterine included), mare (a dir la verità non era proprio il massimo!), piscina ( evvabbè!), e il solito struscio cittadino, preso in quantità da dieta punti.

 

Anche se, ad esser sincero, sono stato molto defilato dal caos e, compatibilmente con il momento, sono riuscito a stare bene senza accorgermi della folla, grazie anche alla sistemazione che ho scelto.

 

Dicevo, giorno di ferragosto. Iniziato bene, con la colazione che mi ingolosisce di più, a base di latte di mandorla e brioche (chi non l’ha provata non sa che si perde, anche se, in verità, preferisco la granita di mandorle con brioche), sulla terrazza dell’hotel con favolosa vista mare ed Etna. Una sorpresa particolarmente gradita è stata anche la musica mattutina, a colazione, con una ragazza che suonava l’arpa, creando così, insieme al sole, al mare, al luogo e ai sapori, una suggestione particolarmente piacevole. Qualcosa che mi ha fatto riaffiorare ricordi di un viaggio alle Hawaii, altro posto dove l’ora della colazione aveva una forte atmosfera, fatta anch’essa di sapori locali, luoghi e panorami  e di quel piacevole suono dell’arpa. In quel caso direi che il posto si prestava di più ad affascinare, forse perché più vicino al sogno collettivo della vacanza sull’isola all’altro capo del mondo. Due cose diverse, molto diverse, con in comune la capacità di ammaliare.

 

La serata è stata un’altra piacevole sorpresa, fatta di un trionfo di sapori tipici siciliani, in un magnifico contesto panoramico e con una bella scenografia realizzata appositamente, con un gusto che ci riportava alla Sicilia di un tempo passato.

 

p.s. dal prossimo post aprirò una serie di post su "dove andare" con una serie di indicazioni su posti, alberghi, ristoranti etc. Non una guida (ci mancherebbe!), più semplicemente delle segnalazioni di posti dove sono stato bene. E ora penso al prossimo week end ;-)

Vota questo post

Barcellona, La Boqueria

di appuntidiviaggio (13/08/2006 - 02:23)

Quasi mi dimenticavo di fare qualche post dell'ultimo viaggio che ho fatto a Barcellona nel luglio scorso. Tra i luoghi che mi piace visitare nei paesi dove vado, ci sono certamente i mercati. Posti affascinanti, che trasmettono la vitalità, la cultura, i sapori, i colori, le abitudini della città. A Barcellona, nella centralissima e vivissima Ramblas c'è La Boqueria S. Josep (nella foto sotto, l'ingresso), un mercato molto vivace e bello, oltre che fornito di svariate prelibatezze, anche pronte da consumare in loco, come ad esempio della buonissima frutta già pulita e preparata  in comode confezioni al momento. Consigliato !
 
 
 
 
 
 

Vota questo post

Berlino, laddove c'era il muro ora c'è...

di appuntidiviaggio (14/07/2006 - 01:30)

Una grande modernità e opere architettoniche di primo livello. Nella foto sotto si evidenzia il tratto dove passava il muro; nel post precedente le croci commemorano alcuni dei tanti morti nel tentativo di superare la barricata; qui sopra un cartello indicatore del luogo della memoria e una scultura.
 

Vota questo post

Berlino

di appuntidiviaggio (14/07/2006 - 01:19)

Ha ragione Corinna (nei commenti al post precedente), ora basta con i Mondiali. E' stata una bella pagina italiana, una bella esperienza per me aver vissuto la finale allo stadio di Berlino, ma ora è tampo di rinsavire dopo la sbornia di questi giorni. Per me è stata un'opportunità ulteriore: quella di conoscere un po' una città che ancora non avevo visitato, Berlino. La prima impressione, francamente non è stata eccezionale, anche perchè ci sono arrivato a notte inoltrata e passando col taxi per vie secondarie. Però, girando e conoscendola meglio, di notte e di giorno ho potuto apprezzare una bella città, viva, moderna e ancora in divenire. Ho avuto forte la sensazione di una città molto segnata dalla storia, anche se è di tutta evidenza ciò che dico, in realtà è una sensazione palpabile ance solo girando per le strade; con tanta voglia di rinascere più viva e moderna che mai. Sopra qualche mia foto di Berlino.
 
 

Vota questo post

Barcellona

di appuntidiviaggio (11/07/2005 - 23:42)

Plaza de Espania

Barcellona. Solo pochi giorni in questa bellissima città. Peccato. Mi sarebbe piaciuto restarci qualche altro giorno. Ma va bene anche così, sarà per la prossima volta pensare ad una permanenza più lunga. E’ una città che mi piace molto, sia per come è strutturata che per la sua vitalità. Una città che non dorme mai: a qualsiasi ora del giorno e della notte c’è gente in giro che la anima. E’ un ritmo di vita che mi è molto congeniale, che sento molto vicino ai miei ritmi. Dove gli orari sono più una convenzione che una scansione della vita che passa; dove chiunque può regolare a proprio piacimento il proprio fuso  trovando certamente quello più che sente più connaturale. Una città che pulsa  e che offre molto, h 24. Ne riparlerò prestissimo nei prossimi post, per ora mi limito solo a queste quattro righe

Vota questo post

Milano, moda e...

di appuntidiviaggio (03/03/2005 - 00:07)

La settimana scorsa:

“Xxx Hotel, buongiorno sono Carlo, in che cosa posso esserle utile?” Buongiorno Carlo, sono Caribe avrei bisogno di una stanza per qualche notte”.

Inizia così la mia conversazione con il receptionist dell’hotel a cui mi rivolgo per le permanenze milanesi.

Proseguendo: “oh, salve Caribe, provo a controllare se ho qualche novità, ma è veramente un periodo difficile questo, sà è la settimana della moda… ”.

La settimana della moda, penso tra me e me, ciò significa che dovrò organizzarmi meglio e diversamente dal solito. Ma non mi dispiace.

“Ho controllato, Caribe, e ho disponibile una sola stanza” dice Carlo; bene, sono fortunato, ho trovato subito la stanza senza alcun problema. Però! “E’ la nostra suite presidenziale…” breve sosta, “ al costo di 4.800 euro a notte”. Azzz… che?  Alla faccia della fortuna! Con molta nonchalance rispondo:”grazie Carlo, eventualmente la richiamerò domattina per sapere se si è liberata qualche altra stanza”. Punto. Ma che siamo matti? Giro di telefonate e finalmente trovo la stanza, albergo buono, in zona centralissima proprio vicinissimo al Duomo.

Si parte l’indomani. Vado in treno, nevica. Allora… prenotazione e biglietto. Nessun posto in prima classe, solo qualcosa in seconda. Chiaro, per Milano si viaggia in prima, mica stiamo andando a Salerno! E poi è la settimana della moda. Oh, nun scherzamo eh!

Il giorno dopo, tarda mattinata, Milano. Taxi, quattro chiacchiere con l’autista, si parla del traffico, del blocco, del freddo. Si del freddo, l’argomento che fa scattare il play del “come eravamo” “sa, quando ero bambino, a casa dei nonni giù in Calabria, non avevamo i termosifoni e stavamo tutti riuniti in famiglia intorno a braciere” e parla, parla… e io penso, penso “ Milano come New York, qui tutti i tassisti sono calabresi come a New York sono tutti indiani, solo che lì si riconoscono dal turbante e qui dal dialogo con il passeggero”. Ovviamente è persona gentile e cordiale, ma a volte  - cazzarola - di parlare non mi va proprio, però non voglio essere sgarbato. E poi è simpatico.Tra una cosa e l’altra, si fa sera. Vorrei far qualcosa. Penso “è la settimana della moda chissà che casino ci sarà in giro per locali. Meglio prenotare”. Voglio ascoltare un po’ di musica. Telefono “ si, sono …” blocco la conversazione sul nascere “è un centralino automatizzato “per le prenotazioni prema 1, per i biglietti prema 2, per … Per parlare con un operatore prema …”. Non sopporto questi centralini e adesso pure i ristoranti non riescono proprio a farne a meno. Riprovo. Alla fine, parlando con un’operatrice, non posso prenotare, ma mi assicura che il posto ci sarà. Bene.

Usciamo. Un aperitivo in compagnia, un bell’ambiente, passa anche il Lapo, la progenie delle auto italiane. Arriviamo al Blu Note, la compagnia è piacevole, suona Ray Gelato e la sua band. Ambiente american style, non mi dispiace,  rafforzato ancor di più dallo swing di Ray e dal suo chiacchierare in uno slang americano condito con qualche bicchiere di whisky. E’ una buona musica e i musicisti sono molto bravi. Anche il mangiare non mi fa sentire per niente a Milano ma a New York, quando ci portano il filetto con una salsa di mosto che sembra marmellata o la carne grigliata. Trascorre così una piacevole serata. Dopo di noi ci sarà il secondo turno. Le strade sono vuote.

E’ un nuovo giorno. Il quadrilatero della moda. La Milano da bere, la Milano che pulsa. Uhè Cavà! E’ Lui, lo stilista dal mega gommone tigrato. Quattro passi per le vie. Montenapoleone, anche qui i soliti tipi che ti vogliono rifilare una delle solite cose solo per spillarti qualche euro, anche insistentemente. “Questi non fanno parte della Milano che pulsa” penso, sembrano più stereotipi di città da Roma in giù. Ma non è così, ci sono anche qui. La vita và, il lavoro corre. Le sfilate. Ah! Ho una promessa da mantenere (link - italiche divagazioni tra il serio e il faceto). Ci vado anche io. Una sfilata di moda, grandi nomi. La Marta, quella che presenzia alla italica mondanità, modelle, facce note e meno note. Mi interessano poco. Il palazzo del re della moda, nel quadrilatero più famoso del mondo. Il suo teatro, tutto è pronto per la sfilata. Atmosfera giusta, sin nei minimi particolari. Si abbassano le luci, la musica e … si inizia. Bellissime modelle in magnifici vestiti. Una dopo l’altra, in un continuum di bello, magistralmente preparato da un’attenta regia. Dura il tempo giusto, che ti lascia il piacere del retrogusto, come un cioccolatino, che se ne mangi troppi poi ti disgustano. L’ultima modella, in verde chiaro. E poi, arriva Lui, re Giorgio. Nel mezzo di un’aureola di luce bianca dell’occhio di bue, nel buio circostante, saluta e ringrazia i suoi ospiti, nella sua bianca camicia. Non ci riesco, non sono riuscito a mantenere la promessa: sugli attenti e con la mano sul cuore mi ci metterò in un’altra occasione. Se mai ci sarà. Si va via. Sembra che nessuno abbia il tempo di parlarsi, si scappa via. Saranno gli impegni…! Usciamo, la vecchietta porge il suo bicchiere di carta ai passanti con la speranza negli occhi di ricever qualcosa. Un segno, un sorriso e qualche spiccio glieli offro volentieri. Ripenso  “ce ne sono sempre di più”. Mentre il Duomo e la sua piazza si animano, di molta gente comune e tanti nomi e cariche ben più importanti, per l’estremo saluto al Don Gius.

E’ arrivato il momento di ripartire. Taxi. Silenzio. Telefonino: “ ….si, va bene, ci risentiamo al mio ritorno. Ciao”. Qualche minuto e… “ mi scusi ma lei si occupa di…?” ed io “ bhè, si, in qualche misura”, “ah, ma allora, mi potrebbe dire se….”.

Questo non era calabrese.

Vota questo post

Musici in spiaggia

di appuntidiviaggio (20/07/2004 - 15:57)

Durante i momenti di relax sulla spiaggia, è molto facile trovare qualche complessino che, per pochi dollari, improvvisa un concertino personale. Questo succede in particolare sulle spiagge cubane dove la musica è come respirare. In questo caso i musicanti erano anche particolarmente simpatici e bravi. Hanno suonato per noi e abbiamo cantato insieme trascorrendo dei simpatici momenti spensierati e divertenti. Anche queste piccole cose fanno la differenza fra una spiaggia dell’area caraibica e tante altre nel mondo, anche italiane.

 

Vota questo post

Il Catamarano

di appuntidiviaggio (18/07/2004 - 19:17)

Un'immagine del Catamarano che ci ha portati in giro tra le più belle isole caraibiche. Per uno dei prossimi viaggi mi piacerebbe molto noleggiare una barca a vela, con relativo equipaggio, per godere appieno della libertà e del piacere di stare sempre in mare.

Vota questo post

Last Minute

di appuntidiviaggio (15/07/2004 - 22:52)

Questa volta il viaggio è nato veramente all’ultimo minuto: solo due giorni prima della partenza con il mio compagno di viaggio ci siamo sentiti ed è nata la nuova vacanza.

Destinazione Mar dei Caraibi, passando dalle spiagge della Repubblica Dominicana fino a Cayo Largo, con una puntata alla splendida Ciudad de L’Habana, nella bellissima Isola di Cuba.

In quei Paesi ci sono stato più volte, ma stavolta abbiamo toccato mete e luoghi diversi, esplorando principalmente le magnifiche spiagge caraibiche.

Cercherò di raccontare le più belle emozioni in vari prossimi post su questo blog, accompagnati da molte fotografie, con un racconto più completo su Born To Travel.

Intanto inizio a mettere ordine alle fotografie e a postare la prima immagine che meglio riesce a sintetizzare lo spirito di questa vacanza (nella foto uno scorcio di un'isolotto a Cayo Largo).

Vota questo post

Un bel massaggio a Bali

di appuntidiviaggio (26/06/2004 - 12:26)

Chiunque si reca a Bali non può e non deve fare a meno di farsi coccolare da un bel massaggio balinese. L'Isola è piena di bellissime spa e centri benessere ma anche di tante capanne sulle spiagge con altrettanto brave massaggiatrici. Bellissimo, simpatico e rilassante il massaggio sulla spiaggia, informale e con il mare di fronte. Diversa è l'esperienza di una spa per  la cura, i prodotti, l'atmosfera e il particolare. In entrambi i casi, piacevoli sensazione. Da provare entrambi direi. A dire il vero, in questo momento un bel massaggio rilassante mi ci vorrebbe proprio!

Vota questo post

Atmosfere balinesi

di appuntidiviaggio (18/06/2004 - 00:09)

Continuo a parlare di Bali, pubblicando un esempio di casa balinese di particolare pregio, dimora di una “nobile” famiglia. Oggi in queste case, sovente, si riescono ad organizzare delle suggestive serate secondo gli usi, le tradizioni, i sapori e le decorazioni del luogo. Il più delle volte queste serate sono allietate da spettacoli di danza tradizionali.

Devo dire che, al di là del sapore turistico che si portano dietro, spesso riescono a trasmettere delle bellissime sensazioni, trascinando l’avventore al di fuori dei suoi normali canoni di vita per farlo sentire in un’atmosfera da fiaba. Molto dipende dal luogo e da chi organizza la serata. Mi ricordo di aver trascorso, nella mia prima volta a Bali, una serata veramente magica. Altre volte invece non sempre è stato altrettanto affascinante.

Una cosa che a Bali non manca mai sono le tipiche decorazioni floreali,  una tradizione che affonda le sue origini lontano nel tempo e che porta con sé gran parte della spiritualità con cui vivono. Credo che non ci sia evento, anche il semplice giorno che nasce, che non sia in qualche modo allietato da una sua particolare, anche piccolissima, composizione. Di bellissime e particolari se ne possono vedere durante le tipiche funzioni balinesi o durante una festa qualsiasi. Una particolarità è quella di posizionare dinanzi alle porte d’ingresso delle case o dei negozi, una piccola, tipica, composizione, dal vago ricordo di un piattino formato da foglie di palma con dentro una serie di foglie, petali di fiori e spezie profumate, come gesto benaugurante.

 

Nella foto una ricca composizione decorativa tipicamente balinese.

Altre foto e una riflessione su Bali  qui

Vota questo post

Magica Bali

di appuntidiviaggio (17/06/2004 - 09:38)

Giardino con piscina nella tipica architettura locale

Mentre scrivo un racconto per B2T sull’Isola di Bali, mi piace darne un’anteprima sul Blog pubblicando un paio di foto che diano l’idea dell’atmosfera magica che si sente in maniera tangibile in quel bellissimo luogo.

Penso che una tra le sue caratteristiche fondamentali, tra le tante che essa ha, sia proprio quella sorta di “aura magica” che la circonda in qualsiasi delle sue espressioni.

La natura rigogliosa, dagli intensi colori e dalle lussureggianti presentazioni; le persone con il loro discreto sorriso, sempre gentile; la particolare architettura tradizionale, che si sposa perfettamente con l’ambiente; la religione ed i suoi rituali. Queste cose, in un fantastico mix, rendono Bali un posto unico, magico, allo stesso tempo misterioso e bellissimo, da scoprire nei suoi tanti aspetti in cui si rappresenta.

Una bella vacanza ricca di atmosfera, di tante curiosità, di cultura, natura, sport, divertimenti e molto altro da scoprire.

Prossimamente un racconto, dettagli e curiosità sull’Isola di Bali su BornToTravel.

Giardino e costruzioni nella tipica architettura balinese

Vota questo post

Il Macellaio di Djerba

di appuntidiviaggio (25/03/2004 - 17:08)

Dopo una lunga e piacevole giornata trascorsa al mare, tra sole, nuoto, ozio e qualche gita a cavallo lungo le bianche spiagge di Djerba, rientriamo con l’unico pensiero di fare una bella doccia e uscire. Andare alla scoperta dei luoghi soliti o insoliti del paese lasciandoci portare unicamente dal nostro istinto.

Finalmente siamo pronti, prendiamo la macchina e via. Ci addentriamo per le strade malconce di Djerba. La viabilità non è certo delle migliori sia all’interno che, ancor di più, nelle zone limitrofe. Ma non è certo questo che può scoraggiarci. La nostra macchina made in japan si comporta discretamente e noi abbiamo voglia di scoprire. Girovaghiamo, per prendere confidenza con il posto e vedere, conoscere, ammirare. Notiamo tanti cantieri aperti: è un posto che si stà ancora realizzando. Scattiamo qualche foto, chiacchieriamo con qualche ragazzo per strada. Nelle strade, molti uomini. Nei locali, molti uomini seduti intenti a misurarsi nell’arte del dolce far niente, magari a fumare il narghilè in compagnia. Di donne in giro neanche a parlarne. Vivo la sensazione di una società maschilista. Passiamo da una via all’altra, lungo le vie semi asfaltate e polverose, tra negozi, bar e banchi vari. E’ quasi buio, cominciamo ad aver fame, specialmente dopo aver mangiato solo della frutta durante la giornata. Tra una chiacchiera e l’altra con qualche tizio del luogo, ci segnalano un posto tipico dove poter mangiare della buona carne locale preparata al momento. Seguiamo attentamente le indicazioni. Ci prepariamo ad una lauta cena. Immaginiamo un ricco piatto da assaporare. Sappiamo già che non è un locale turistico e rifinito, ma ci hanno assicurato circa la bontà dei prodotti. Siamo preparati al tipico “rifugio”. Percorriamo una lunga via buia, pensiamo di aver sbagliato quando scorgiamo una luce al neon in lontananza, proprio laterale alla strada. Il posto è quello. Finalmente siamo arrivati. Lasciamo la macchina proprio di fronte al locale in un larghetto polveroso . Scorgiamo da fuori che è una macelleria, con gli animali appesi per la vendita, un piccolo banchetto interno, un paio di tavoli di plastica proprio nell’aia polverosa fronte strada. Un omino, in uno strano vestito tipico del luogo, ci accoglie simpaticamente. Il suo volto assomiglia al buio del vuoto, perduto nel suo tipico copricapo bianco che gli avvolge l’intera testa. Ha un bel gilet multicolore e delle scarpe strane sotto dei pantaloni stretti in fondo e larghi ai fianchi, con il cavallo che si perde tra le mille pieghe. E’ una persona simpatica, cordiale e allegra, mi sembra un tipo anomalo rispetto agli altri che abbiamo conosciuto. Finalmente ci sediamo. La fame ha già preso il sopravvento su di noi. Con l’amico tunisino ci capiamo fra un italiano stentato suo e qualche gesto nostro, ma riusciamo ad ordinare della carne alla griglia e delle patate. La griglia è proprio lì, in bella vista, a due passi da noi che già arrostisce qualche pezzo di carne per altri avventori nostri vicini (gli unici!). Il tavolo, le sedie, le posate, i bicchieri danno il senso di precario e provvisorio molto in linea con l’intero posto. Non possiamo chiedere altri tovaglioli di carta. Dicono che non ce ne sono altri, ma abbiamo netta la sensazione che non vogliano privarsi di merce pregiata! Ma non ci interessa niente, abbiamo fame, siamo allegri, c’è anche una musica di accompagnamento e vogliamo mangiare. Birra e patatine in attesa del piatto forte: la carne! Li vediamo indaffarati intorno al fuoco, si parlano animatamente in un linguaggio incomprensibile, senza capire se stanno parlando seriamente, se scherzano o se stanno litigando, in qualsiasi caso ,secondo noi, si sarebbero comportati ugualmente.

Uno di loro, un tunisino vestito di bianco, dall’aria seriosa e lo sguardo un po’ truce, ci passa a fianco e si avvia oltre la strada con passo flemmatico. L’amico simpatico, col suo fare chiassoso, ci dice qualcosa di incomprensibile e noi annuiamo, facendogli capire di aver capito ma in realtà non abbiamo capito nulla! Niente di importante, pensiamo.

Dopo qualche minuto, vediamo spuntare dalla strada il tunisino vestito di bianco. Immerso nell’oscurità e al riflesso del neon sembra una specie di apparizione. Con sé, porta al guinzaglio, come un affettuoso cagnolino, un piccolo, bianco, agnellino. E’ un’immagine quasi tenera. Entrambe le figure completamente bianche, la stranezza dell’agnello al guinzaglio, un sorriso appena accennato dell’uomo che, ora, sembra meno serioso, rendono la cosa quasi surreale.

Ritorna così alla sua postazione. L’uomo e l’agnello sono lì, vicino a noi. L’agnello sempre con il guinzaglio e lui, flemmatico, prende qualcosa dal banchetto, dà una carezza all’agnello, gli toglie il guinzaglio, gli passa la mano delicatamente sotto il collo, gli alza leggermente la testolina e… zac!, con un coltello affilato, in un sol colpo, sgozza il povero, piccolo, agnello. E’ un’immagine raccapricciante. Che si sussegue in un tempo brevissimo ma che, allo stesso tempo, sembra durare un’eternità nella mia mente e nel mio ricordo. La ricordo come se fosse stata vissuta al rallentatore. In quel momento quel gesto non me lo aspettavo. Proprio lì al nostro fianco. Il corpo dell’agnello  sanguinava sul terreno, tenuto dalle mani del tunisino vestito di bianco, che aveva un sorriso ancor più accentuato, quasi un ghigno. La sensazione è stata per noi molto forte. La fame era sparita d’incanto. Ci sentivamo come se ci avessero dato un forte calcio nello stomaco. Non mangiammo più nulla.

Riprendemmo a girare nella notte.

Non ho mangiato più agnello e non ne mangerò neanche per Pasqua.

Vota questo post

Tunisia

di appuntidiviaggio (16/03/2004 - 15:58)

Tunisia – Il deserto

 Trascorrere qualche giorno in Tunisia, anche in primavera, può essere una bella esperienza di viaggio, relativamente vicino a noi.

Una delle mete da non mancare è il deserto ,  dove poter programmare una bella escursione a bordo di fuoristrada.

La magia del deserto, con il suo paesaggio unico, immerso nei colori cangianti sotto la luce del sole, la sua notte magica, le tipiche tende, la gente del posto, i piatti tipici, i falò nella notte, rendono questa esperienza veramente suggestiva e unica.

In questo periodo ho poco tempo, proverò a riparlarne in momenti più tranquilli.

Un altro post sulla Tunisia QUI. La foto è tratta da Stefaniasofra

Vota questo post

Giappone

di appuntidiviaggio (02/03/2004 - 15:52)

 

Giappone - Tokyo quartiere di Ginza - il centro degli affari dellla città.

 

Pensando al Giappone, la nostra immaginazione ci porta a pensare allo stereotipo nella sua primaria accezione di moderno Paese con grandi grattacieli, strade affollate, traffico, strade e macchine dappertutto, insegne luminose sproporzionate. Il che è tutto assolutamente vero. Ma non è solo questo. E’ anche cura del particolare, ricercatezza dell’armonia, sentimento delle tradizioni, religione. E questo riesce ad esprimerlo in alcuni luoghi, anche nei grandi centri abitati, ma ancor di più nelle sue città storiche e artistiche. Questa fusione di tradizioni e modernità, contraddistingue in maniera assolutamente unica lo scandire della vita del giapponese e si esprime nelle contraddizioni che potrebbero venirne fouri dalle foto che pubblico.

Un altro post per continuare sul Giappone l’ho fatto Qui

Vota questo post

Santo Domingo

di appuntidiviaggio (17/02/2004 - 12:11)

Una serata a  Santo Domingo

Sottotitolo: “la pozione magica”.

 

Era pomeriggio quando ci avviammo in pulmino verso Santo Domingo, dopo aver trascorso qualche giorno di relax  in un villaggio “all inclusive” sulle spiagge di Punta Cana.

Avevamo voglia di testare la vera vita della città caraibica. Fino a quel momento fu come vivere alla finestra e chi, come me, vuole sentirsi coinvolto, riesce a resistere poco senza lasciarsi andare.

Così iniziammo a vivere l’avventura dominicana. E fu, sin dall’inizio, qualche cosa di atipico per noi.

Una delle caratteristiche dei popoli latini che più di ogni altra mi entusiasma è la loro spontaneità e semplicità con cui vivono qualsiasi cosa, in particolare tutto ciò che è natura. Ancora oggi dopo aver visitato vari Paesi, anche più volte, riesco a sorprendermi per tanti loro atteggiamenti.

Fra un merenghe ed una rumba, che l’autista teneva a palla nel suo impianto hi fi, il viaggio proseguiva lentamente con un entusiasmo crescente via via che ci avvicinavamo alla meta. Ci accompagnava un ragazzo olandese che, da tempo, viveva a Santo Domingo. Insieme a noi viaggiavano alcuni dominicani che rientravano in città. Tra loro anche alcune belle ragazze mulatte che, al ritmo di musica, tenevano alto l’umore di tutti i viaggiatori. Anche se a qualcuno non piaceva si doveva comunque adattare. Ma, a dire il vero, nessuno si lamentò, anzi un po’ tutti si lasciarono coinvolgere da quell’atmosfera allegra, era come trovarsi in un’ambiente tipo quello che alcuni spot pubblicitari descrivono in maniera fantasiosa, invece era vero.

Curiosamente, nel bel mezzo del viaggio, in una strada paragonabile ad una nostra strada di campagna e non ad una principale, una delle ragazze dominicane si sofferma a parlare con l’autista che, senza batter ciglio, si ferma qualche centinaio di metri avanti. In aperta campagna, al buio, soli. Non ci sono mica gli autogrill. Lei, nel suo bel vestitino in stile anni cinquanta, avvolgente ai fianchi e con la gonna scampanata e corta fino al ginocchio, con fare disinvolto e sempre al ritmo musicale, scende dal bus e, ben visibile a qualche metro da noi, si alza il vestitino, tira giù le mutandine e si lascia andare ai suoi bisogni fisiologici. Con una naturalezza e spontaneità, come se avesse fatto la cosa più naturale del mondo, come masticare un chewing gum.

A ripensarci, continuo a chiedermi se non avesse ragione lei!

In verità qualcosa di analogo mi è capitato anche a Cuba.

Arrivammo così a Santo Domingo, stanchi e affamati. Ognuno prese la sua strada. Con l’amico olandese,  andammo in un posto modesto che solo lontanamente ricordava un ristorante.

Fu proprio lì che mangiai la migliore paella che io ricordi. La servirono in una grande casseruola, specifica per questo tipo di piatto, dove era stata anche cucinata; solo a vederla, forse anche per la fame, aveva un aspetto eccezionale, nei colori e sapori del sole della terra e del mare. Su di un letto di riso giallo fuoriuscivano delle splendide aragostine e poi la carne, le verdure, le varietà di pesce, nel suo profumo speziato, la paella aveva conquistato tutti. Quando assaporammo la pietanza, nessuno profferì parola, nel silenzio, con il solo rumore mandibolare,  consumammo un vero rituale che aveva del mistico. Lo riconosco, la buona cucina mi conquista.

Vagammo per la città, per cercare di capirne i suoi ritmi.

Santo Domingo è una città latina, con tutte la caratteristiche di una città caraibica. L’atmosfera, la gente, le contraddizioni. Ad esser sincero non ebbi una prima buona impressione, insieme a grandi palazzi, strade, neon luminosi, pubblicità di ogni genere, esempi di ricchezza, convivono grandi povertà. La gente, cordiale e affabile, a differenza di altri luoghi, è molto più interessata. L’atteggiamento è molto furbesco, più diretto che altrove, fra i paesi caraibi. Si sente “a pelle” la loro occidentalizzazione, nei ritmi, nelle vie, nelle strutture cittadine. In alcuni difetti che ci contraddistinguono. Qui più che altrove avverti la sensazione di essere merce, turista, da sfruttare. E’ meglio abituarsi a questa idea. Comunque, ciò non tolse nulla alle nostra vacanza, passammo delle belle giornate.

Non ricordo né come né perché, non rientra fra le mie mete preferite, anche se, in verità, ne ho girati diversi, ci ritrovammo nel Casinò. All’interno la solita atmosfera, falsa, ovattata, formale, dove si consumano anche brutte avventure. A  chi piace può anche divertirsi molto, io assaporo soltanto. Tra i tavoli da gioco e le slot machine, si consumò una delle mie brutte serate in vacanza, la mia personale brutta avventura. Fu così che imparai a conoscere, a mie spese,  la cosiddetta maledizione di Montezuma. Solo un’altra volta, in Tunisia, ebbi la stessa triste esperienza. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, la maledizione di Montezuma è una diarrea che ti prende quando ti trovi all’estero, dovuta generalmente all’acqua, non sempre potabile. Non dimenticherò facilmente quella serata al casinò. Avevo degli spasmi da non reggermi in piedi, un colorito che, in mezzo ad una moltitudine di vacanzieri abbronzati e locali mulatti, mi faceva sembrare come una camicia bianca illuminata da una luce stroboscopia. Fu così che conobbi un gentile signore, dall’aria d’antan, che lavorava all’interno del casinò, il quale al primo sguardo capì che cosa io avessi. Con fare trasognato e divertito, mi invitò a prendere qualcosa al bar. Fossi matto, pensai. Col suo fare gentile, ma risoluto, mi rassicurò che mi avrebbe fatto passare tutto il malessere, non si trattava di una semplice bevuta. Insistette a tal punto, che mi lasciai convincere. Tanto non avevo niente da perdere, più male di così non potevo stare. Fra uno spasmo e l’altro, ci avviammo al bar del Casinò. Ero veramente disperato, non si può comprendere quella sensazione fino a quando non la si prova. Apparve quindi il mio “amico”, tutto gentile, con la sua bella pozione. Mi insistette moltissimo a bere tutto d’un fiato quel miscuglio infernale. Disse “se non la bevi d’un fiato non potrà farti effetto”. Fu proprio così! Si trattava di un vero miscuglio infernale, composto da tequila, limone, aceto e sale, in una miscela e dosaggio che, giuro, riuscì a sentire completamente il percorso che fece fino scendere nello stomaco: era peggio di Attila, dove passava infiammava tutto! Una sensazione mai provata (e mai vorrei ripetere!).  Passato quel momento di panico, tra le risate, dei baristi, del mio “amico gentile” e di qualche cliente del bar, tirai un respiro di sollievo e, in meno di dieci minuti, ripresi colore e vitalità: il miscuglio aveva fatto effetto. Mi sentì come Asterix dopo aver bevuto la pozione magica! Non mi risulta che i Galli si spostarono fin laggiù, altrimenti avrei pensato ad una strana discendenza. Fu così che mi ripresi benissimo dai miei malori, certo non potevo essere al massimo della mia forma, ma l’amico gentile, quella sera, mi fece rinascere.

 

 

Vota questo post

Repubblica Dominicana

di appuntidiviaggio (13/02/2004 - 19:47)

Repubblica Dominicana

 

Questa immagine riesce a esprimere bene il mare e le spiagge che possono trovarsi nella Repubblica Dominicana. Forse le spiagge più belle e famose si trovano a Punta Cana. Anche se, girando tra località meno famose, si trovano delle bellezze da incanto. Punta Cana: un paradiso per vacanzieri “all inclusive”, dove si possono realizzare i propri sogni. Chi ama questo tipo di vacanza avrà di che goderne. E’ un posto nato per soddisfare le esigenze dei vacanzieri da tutto il mondo. Le spiagge e il mare; gli alberghi, belli e lussureggianti; il casinò; il golf e tutti gli sport e sfizi per tutte le tasche e per tutte le età. E’ una bella industria delle vacanze. Chi invece preferisce un contatto più immediato e vero, probabilmente non resterà molto soddisfatto. In questo posto è molto difficile capire la vera vita dominicana, conoscere i loro usi, costumi, il loro mondo.

 Io  personalmente preferisco un modo di viaggiare più vero, che riesca a darmi un  vero contatto con la gente e la terra che mi ospita. Tanti altri preferiscono la vacanza “all inclusive”. Non me ne vogliano, questo post è dedicato a loro.

P.S. Cerco di ridare dignità al mio blog. Riprendo i miei racconti, partendo da qui. Proseguirò a raccontare qualcosa sulla Repubblica Dominicana, vista da me, nei prossimi giorni.

Vota questo post

Parigi - panorama by Night

di appuntidiviaggio (16/12/2003 - 20:03)

View image Veduta panoramica di Parigi di notte. E' una foto bellissima trovata in rete. Vale veramente la pena di vederla. Essendo una foto panoramica a 360° suggerisco di scaricarla e visualizzarla sul pc, a tutto schermo, e muoversi avanti e indietro con il cursore; oppure trascinarla con il mouse verso destra o sinistra. Altre soluzioni ai più esperti.

Vota questo post

Tunisia. Profumo di spezie ed un matrimonio berbero.

di appuntidiviaggio (07/12/2003 - 19:40)

Ad una distanza relativamente breve dall’Italia, solo un’ora e mezza di volo, si possono scoprire usi e costumi, posti e genti molto diverse da noi. A prezzi molto accettabili. Parlo della Tunisia. E’ un viaggio breve, che ci porta a girare per questo luogo, ancora ricco di misteri, di tradizioni e culture lontane. E’ un bel pomeriggio d’aprile, decidiamo di andare un po’ in giro per mercati. Ci addentriamo in un tipico mercatino. Nell’aria si spande il profumo delle mille spezie che, una moltitudine di venditori, propone agli avventori. Hai l’idea di trovarti in un caleidoscopio dove, nell’attraversare tutte le sfumature dei colori, combatti con intensi profumi, più o meno gradevoli. (continua nella parte estesa)
L’ambiente è tipicamente arabo, dove le contrattazioni sono piuttosto animate e finalizzate a spuntare il prezzo migliore, ma allo stesso tempo un modo, tutto loro, per comunicare e per scoprire gli altri. Probabilmente, se un cliente acquistasse un qualcosa senza contrattare, non saprei valutare se resterebbero più soddisfatti dal prezzo spuntato o insoddisfatti da una mancanza di contrattazione. Questo è un elemento che fa parte di loro, a cui non sanno rinunciare. Ci sono tante cose interessanti, lontane dal nostro mondo dello shopping, anche se in tanti propongono la stessa mercanzia, prodotta in serie. Le cose che più mi attraggono sono le tipiche lampade di terracotta, lavorate grezze con tipici disegni che lasciano attraversare la luce. Più ci addentriamo e più crescono i vari venditori che ti “perseguitano”. Ci ritroviamo in un negozio/fabbrica artigianale di tappeti, dove cercano di appiopparti di tutto, ma resta comunque interessante scoprire quel luogo. Il mercato, un posto tumultuoso, caotico, dove le grida si confondono alle musiche, i profumi gradevoli di alcune spezie ad altrettante puzze nauseabonde, i prodotti locali di artigianato sulle mille bancarelle mischiati ai tipici sapori del mondo arabo. E’ un posto molto vero, che esprime bene il carattere della loro terra. Cerchiamo di divincolarci dal mercato, ne abbiamo abbastanza! Ci addentriamo in strade a noi sconosciute. Dopo un breve cammino, ci ritroviamo, senza sapere come, al centro di una moltitudine di persone che si agita. Non riusciamo a capire cosa stia accadendo. Capiamo che non si tratta di qualcosa di cui preoccuparsi, sembra piuttosto un evento programmato. Ci soffermiamo e vediamo tanta gente indaffarata in varie attività. Un capannello di persone sta preparando qualcosa intorno a dei ragazzi in costume tipico. In breve, da un momento di completo disordine, si crea un largo varco in modo da consentire l’attraversamento della folla, in direzione di un, più o meno lontano, campetto all’aperto. Ancora non capiamo. Già in lontananza però sentiamo delle grida e delle specie di fischi (ma tali non sono, è un tipico gridare arabo che assomiglia ad un fischio ripetuto, che si protrae a lungo in modo alternato); sentiamo un rumore di cavalli in corsa e, proprio dal varco tra la folla, d’un tratto appaiono dei cavalieri in corsa su dei tipici cavalli berberi. Sono abbigliati in costumi sgargianti, che evidenziano una loro tipicità; si agitano sul loro destriero, gridano, schiamazzano e, portano con sé dei fucili. Capiamo che ci troviamo nel bel mezzo di una celebrazione. Quei cavalieri non sono soli, dietro di loro ce ne sono molti di più e tutti si avviano verso “il campetto”. Anche la gente intorno, va in quella direzione, creando una specie di processione. Siamo molto incuriositi e ci avviamo anche noi. Intanto fervono i preparativi in quel capannello di persone in costume locale. Prendiamo posizione. In un tempo brevissimo, che lascia intendere l’organizzazione dell’evento, i cavalieri sono già tutti posizionati. All’interno del campetto inizia così un’esibizione di cavalieri, che ha tutti gli attributi di un arcaico rituale: si cavalca in piedi, urlano cose incomprensibili a noi, sparano colpi con i fucili (a salve), corrono con quei cavalli all’interno del campetto. Fanno evoluzioni di vario genere. La gente partecipa festosa. Ci siamo anche noi, insieme a qualche altro turista capitato lì per caso. E’ molto suggestivo, ma ancora non abbiamo svelato l’arcano. Sentiamo un vociare, poi delle grida, dei tamburi (? - o non sappiamo esattamente cosa), e nel frattempo si avvicina in lontananza un gruppetto di persone alla testa di altri cavalieri. In breve vediamo che, tra essi, su un bel cavallo bianco, c’è un cavaliere completamente coperto da una specie di tenda variopinta, ma di base bianca, sorretta da un qualcosa che tiene rigida la struttura. Tutto gira intorno a quel cavaliere, che, capiamo, deve essere l’interprete principale. Si avvicina con fare calmo e disinvolto. E’ così che capiamo, da alcuni movimenti, dal rituale che si consuma, dai gesti, gli atteggiamenti della gente che ci troviamo nel bel mezzo di un matrimonio berbero. Che quel cavaliere coperto, in realtà, è la sposa. Per la quale si sta celebrando quella funzione. Lo spettacolo è molto particolare, unisce in sé il sapore di antiche tradizioni mista ad un chè di numero da circo (per indicare le grandi capacità dei cavalieri). E’ un rituale che si ripete da secoli, seppur in modo diverso. Scopriamo così il fascino di quelle tradizioni e scopriamo che, per loro, esiste tutto un rituale che inizia già molti giorni prima. In particolare, la sposa sarà al centro delle attenzioni, di parenti e amici, per giorni e giorni. Il rituale prevede anche la realizzazione di tatuaggi di hennè sulle mani e sul corpo della donna, per significare che la festeggiata, la protagonista, non potrà fare nessun tipo di lavoro e, pare, che abbia anche una simbologia erotica e beneaugurate per la coppia. E’ stato piacevole scoprire quei rituali, conoscere cose nuove, vedere quello spettacolo, quella festa. Sulla strada del ritorno un pensiero mi accompagna: quella donna sta vivendo oggi il suo giorno di festa, il suo momento di gloria che sogna da quando era bambina, ma domani l’accompagnerà un’altra realtà, il rovescio della medaglia di quanto ha vissuto quel giorno. Un ruolo, quello della donna in quella realtà, fatto di soprusi e di mancanze (di libertà e di rispetto principalmente), che noti facilmente guardandoti intorno. Questo secondo il nostro comune sentire e interpretare la vita ed il rapporto di coppia, ma non penso che anche per loro sia proprio così…

Vota questo post

Parigi - panorama dalla Torre Eiffel

di appuntidiviaggio (04/12/2003 - 23:47)

Parigi dalla Torre Eiffel.jpg Pubblico una foto a caso di Parigi, per mantenere una continuità anche quando non riesco a scrivere quello che vorrei. Spero che mi riesca almeno nel fine settimana.

Vota questo post