Curieuse Island

L’Isola di Curieuse, poco distante da Praslin, raggiungibile dopo qualche decina di minuti di motoscafo, già al primo impatto si presenta in una forma che lascia presagire ciò che in essa vive.
Lì, su in cima, su uno spuntone a strapiombo sul mare, un enorme masso granitico, con le sembianze di una grande testuggine che, imponente, controlla qualsiasi movimento in mare verso l’orizzonte, è il simbolo che la natura ha regalato a questo piccolo isolotto. Sembra essere lì lì per cadere, in un equilibrio precario che lascia pensare che sia così da poco tempo: ma così non è. La sua precarietà è la normalità da diversi decenni, è allo stesso tempo bellissima, inquietante e cordiale nel suo presentarsi in una forma simpatica e, allo stesso tempo, temibile per la sua posizione, sembra più un monito al visitatore: fai attenzione! Abbi rispetto. Sbarcare su quelle bianche spiagge, circondato da un mare cristallino e da una natura rigogliosa lascia immaginare sensazioni di altri tempi, quando antichi viaggiatori scoprirono nuove terre. Il silenzio, le onde del mare con il suo profumo misto a quello della vegetazione; il sole forte che sembra riempire l’ambiente solitario, rafforzano quelle sensazioni di rivelazione. Ben presto però, percorrendo il tratto di spiaggia, poco più su in direzione della vegetazione più ricca, ad Anse St. Josè, si sente quel non so che di inquietudine, scoprendo la “vecchia casa del medico”, un edificio creolo, oggi monumento nazionale, diventato un vero museo della natura all’interno di un’isola sperduta e disabitata. Ma l’inquietudine non la si avverte per questo, quanto per la storia di quella casa e dell’intera isola: un luogo di isolamento per lebbrosi. La casa del medico era l’infermeria e la sua abitazione. Poco distante il villaggio dei lebbrosi. L’isolamento. Un ghetto miserabile, in un angolo paradisiaco, lontano dalla terra e dal mondo, come tale, ritenuto un luogo sicuro per evitare il diffondersi delle infezioni, buono per isolare gente sfortunatamente malata. Un luogo che accoglieva anche altri malati, in particolare dalle “vicine” isole Mauritius che, per una forma di reciprocità, scambiava i suoi lebbrosi con i malati di mente delle Seychelles. E’ questa la sua storia, molto sinteticamente. L’inquietudine ti assale solo a pensare alla sua storia, durata fino al 1965. Ma è principalmente per questo che l’Isola si è mantenuta intatta naturalisticamente. Oggi è un parco nazionale, con un piccolo museo e una riserva per la riproduzione di tartarughe giganti, abitata solo dai pochi rangers che ne custodiscono l’integrità.

In quel posto, in quel mare, ho fatto uno dei bagni al mare tra i più belli che ricordi.

Tartaruga

Una delle tante tartarughe che vivono alle Seychelles. Infatti in queste isole vive una numerosa quantità di tartarughe sparse nelle varie località. In particolare una importante concentrazione di questi simpatici animali si trova nell'isola di Curieuse, a poca distanza da Praslin, dove hanno a disposizione l'intero territorio controllato e abitato solo da un gruppo di guardiani. Per il resto sull'isola si può andare esclusivamente in gita e con la guida dei "rangers" che si occupano, tra l'altro, del centro di riproduzione delle tartarughe. Una bella gita da fare per chi pensa di andare da quelle parti. Nei prossimi giorni pubblicherò qualche altra foto su questa piccola isola, molto interessante. Questo esemplare di tartaruga gigante di Aldabran pare che abbia più di novanta anni e, a quanto pare, ha davanti a sè un'aspettativa di vita ancora lunga
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Prime impressioni dalle Seychelles

(la Palma del Coco de Mer nella Valleè de Mai)
Riprendo a scrivere di viaggi, con le prime impressioni del viaggio alle Isole Seychelles,, di cui ho già postato una serie di foto mie e qualche curiosità. Stavolta esprimo alcune prime impressioni e sensazioni di questo viaggio, continuando a pubblicare qualche altra delle mie foto ricordo. E' solo la prima parte di un racconto dalle Seychelles che, con un pò più di tempo, spero di continuare..
Prime impressioni di un viaggio alle Seychelles.
Partire senza essere preparati sulla meta di un viaggio può riservare molte sorprese, a volte molto belle e altre volte decisamente meno. Generalmente prima di ogni viaggio cerco sempre di prepararmi sul Paese che andrò a visitare. A volte invece, quando mi trovo a partire “su due piedi”, ne faccio a meno. Nel caso delle Seychelles mi ero abbastanza preparato. Devo dire che anche così la sorpresa, positiva, è stata comunque forte. La prima sensazione che ho provato arrivando all’aeroporto di Mahè, l’isola principale dove si trova la capitale Victoria, è stata quella di un posto accogliente, con una piacevole temperatura e una ricca vegetazione. Di Mahè mi restano solo poche impressioni e il rammarico di non averla visitata come avrei voluto. Il mio viaggio ha avuto come base le Isole di Praslin e La Digue, con numerosi spostamenti in altre isole vicine.
Il trasferimento da Mahè a Praslin, la prima tappa, delle due previste, si effettua con un piccolo aeroplano ad elica di circa venti posti, utilizzato per gli spostamenti interni fra le isole principali. Il solito iniziale batticuore, che subito passa non appena, a bordo, ci si sente a proprio agio. Ormai ci sto facendo l’abitudine. Dopo circa venti minuti di volo si arriva a Praslin, la seconda, per grandezza, delle isole Seychelles, ma probabilmente la più importante come meta turistica. Già durante il volo si scopre un’isola verde che sembra poggiata sul mare, come le guarnizioni delle torte sul loro letto di panna.
Il piccolo aeroporto è più accogliente, gradevole e pulito di quello principale. Siamo stanchi dal viaggio, però sentiamo dentro di noi l’entusiasmo della nuova vacanza e di quanto quei luoghi sapranno darci e noi cogliere.
Sin da subito si scopre che quest’isola non è, come potrebbe immaginarsi, una specie di atollo, piatto, che affiora dal mare, bensì una terra piuttosto frastagliata, verde, montuosa che scende gradevolmente sulle sue belle spiagge e, infine, si incontra col suo splendido mare.
La prima e più forte sensazione che ho provato, che poi è sempre quella che segna il viaggio e il posto, come la prima impressione che si prova incontrando una persona che riesce immediatamente simpatica, è quella che nasce guardando i colori della natura che, all’apparir del sole, si illuminano come d’incanto, per poi ritornare alle normali gradazioni quando qualche nuvola rende più fioca la luce del sole. Sono rimasto a lungo a guardare questo gioco di luci, in un giorno di particolare variabilità del tempo, restando affascinato dai differenti aspetti che la natura assumeva al variare dell’intensità luminosa del sole, passando da un’aria assonnata e spenta ad un dolce, vivo e splendente sorriso, come quello di un neonato affamato all’apparir del seno materno.
La natura ci ha regalato uno splendido spettacolo, presentandosi a noi nei suoi mille colori sotto la forza della luce che solo il sole equatoriale sa offrire, accendendo e spegnendo il verde della vegetazione, le bianche spiagge, con i particolari massi granitici e l’azzurro sfumato del mare. (continua…)

(Scogli, spiaggia e mare dell'isola di Praslin)
Il Benzinaio de La Digue

Insieme ai posti dorati e incantati, ad uso e consumo dei turisti di tutto il mondo, La Digue presenta anche queste particolarità: un distributore di carburanti ancora ad uno stato "primordiale". Evidentemente, per i pochi clienti che deve servire, è più che sufficiente (per i mezzi di trasporto vedi altri post di seguito). Di certo le condizioni igieniche, di sicurezza e quant'altro sono problemi che non li sfiorano neppure. Non solo per il distributore, direi. Resta comunque interessante e affascinante vedere e scoprire anche altre facce della stessa medaglia. E' anche vero che se non si sapesse che si tratta delle famose isole Seychelles, saremmo tutti più facilmente portati a pensare che la foto l'ho scattata ad Haiti. Ma non è così!
E' una fissazione!

Mi accorgo che ormai sta diventando sempre più una fissazione per me quella di andare in mare in Catamarano. Stò coltivando particolarmente la voglia di fare un viaggio interamente in barca. Già ho scritto cose simili in un altro post, ma la fissazione è fissazione! E finchè non lo faccio, ogni tanto ne riparlo tanto per tener viva la voglia di andare in mare per giorni e giorni sentendo solo il rumore del mare e del vento. ![]()
Nella foto, il tramonto al largo di Praslin dal catamarano.
Trasporti particolari

Nell'Isola di La Digue è frequente incontrare questi tipici mezzi di trasporto, direi piuttosto particolari, con i quali ci si può spostare per le poche strade isolane. Sono una valida alternativa alle biciclette, anche se piuttosto lenti ma molto pittoreschi. Sono usati tipo taxi dai turisti per visitare le zone di maggiore attrazione. Un giretto con questo carretto tra le palme della Tenuta de l'Union, attraversando la quale si arriva ad Anse Source d'Argent (una delle più belle spiagge di tutte le Seychelles), è comunque una piacevole gita. Anche se io preferisco la bicicletta.
Musica dalle Seychelles

Per me è stata una vera sorpresa arrivare in queste isole lontane e scoprire i loro ritmi musicali.
Sin dall’arrivo a destinazione mi ha colpito ascoltare la musica reggae delle Seychelles. Si, perché oggi è proprio il reggae (e secondo me in molti casi con forte musicalità reggaeton ), il ritmo che và di più in quelle isole dell’oceano indiano. Le origini e l’evoluzione della loro musica vanno di pari passo con le quelle dei loro abitanti, con influenze indiane, europee, africane, cinesi e arabe. Anche le loro danze tradizionali, come la Moutia, hanno origini lontane, con le sue canzoni che riprendono antiche preghiere degli schiavi che trasformavano in canti. Questa danza normalmente viene fatta intorno ad un fuoco, anche per consentire ad uno strumento tipico – un tamburo di pelle – di essere accordato con il calore del fuoco e, generalmente, è uno spettacolo molto seguito da turisti e locali. Un altro ballo tradizionale è la Séga, che ha dei movimenti e passi molto stretti con un piede che resta indietreggiato rispetto al corpo e che compie un movimento strisciante e semicircolare all’indietro. Ben difficile da spiegare, ma curioso da scoprire, specialmente durante una festa su una bella spiaggia delle Seychelles. Un importante evento culturale è il festival Kreol , che promuove e tutela, la cultura creola in tutte le sue componenti: arte, musica, danza e sapori e si svolge ogni anno ad ottobre. Per continuare a ricordare i loro ritmi ho comprato un paio di Cd di nuova musica seychellese, dove ci sono dei brani anche molto piacevoli. Anche se mi resta da capire l’influenza reggae da dove è arrivata! …Probabilmente dalla cultura rasta, presente con una nutrita comunità.

Continuo

Una nuova immagine del mare delle Isole Seychelles.
Pensando e ripensando, sono arrivato alla conclusione di continuare a giocare con il mio blog. In fondo mi ruba poco e mi stimola a fare e raccogliere fotografie e racconti dei miei viaggi, vecchi e nuovi. Forse senza il blog molte foto, racconti, riflessioni e appunti non li avrei nemmeno fatti. Anzi, toglierei il forse! Quindi manterrò in vita il mio blog e, se ci riuscirò, vorrei anche miglirarlo. Col tempo.
Qual'è il mezzo di trasporto più utilizzato alle Seychelles?

La bicicletta. Può sembrar strano ma è proprio così. In particolare nelle isole di Praslin e La Digue (ancor di più). Sono poche le auto che girano nelle strade seychellesi e quasi tutte sono o di noleggio o di pubblica utilità. E’ molto bassa la percentuale di locali che usano l’automobile, se non per ragioni di lavoro, e ancor più bassa quella di coloro che ne posseggono una. Come per altri luoghi è molto diffuso l’uso collettivo dei mezzi di trasporto, tra questi i camion cassonati la fanno da padrone potendo trasportare molte persone dentro il cassone. E’ molto comodo e diffusissimo il noleggio delle biciclette per i turisti. Per girare a La Digue, in particolare, è il modo migliore (in effetti c’è ben poca alternativa se non quella del carrettino trainato dai buoi ).
Nella foto persone in bicicletta nell’isola di La Digue.
La Vallèe de Mai nell'Isola di Praslin

Per evitare di diventare noioso con continue fotografie del mare, cambio orizzonte e pubblico una foto della Vallèe de Mai, nell’isola di Praslin.
Si tratta di una densa foresta tropicale, dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, dove sono presenti numerose specie di palme, in particolare di Coco de Mer, presente nella più alta concentrazione delle intere Seychelles alcune delle quali con oltre mille anni di vita,; la palma a ventaglio, con foglie di dimensioni enormi e tante altre piante tropicali.
Si narra che i primi esploratori di questa affascinante foresta preistorica (si, proprio così!), credettero di aver individuato il Giardino dell’Eden, tanta fu la bellezza che si presentò ai loro occhi.
In effetti, camminando tra i suoi sentieri e vedere i raggi del sole filtrare attraverso la ricca vegetazione e colpire le fronde delle palme è una visione molto suggestiva. Altre curiosità, informazione sulla Vallèe e sul Coco de Mer prossimamente.
Intanto una bella visione in fotografia che rende l’idea di cosa possa essere una bella passeggiata tra quei sentieri.
Praslin - Cote D'Or

Proseguendo nella piccola rassegna delle spiagge delle Seychelles, nella foto la spiaggia di Anse volbert (o Cote D'Or), nell'isola di Praslin. La spiaggia è quella raffigurata anche nella foto con la palma al tramonto, tanto per avere un'idea di com'è anche di giorno.
Palma sotto le stelle - Praslin: piccola guida

Questa foto, scattata in quel breve momento del giorno che porta al buio della notte, raffigura la palma che mi ha fatto da ombrellone durante i giorni in cui andavo in spiaggia nel resort dove ho alloggiato. E’ stata un’utile e gradevole compagnia!
La spiaggia è quella di Anse Volbert (o Cote D’Or), sulla costa Est dell’Isola di Praslin, molto bella con il suo lungo arenile di un piacevolissimo bianco.
In questa bella isola ci sono, ovviamente, numerose spiagge, alcune più belle di altre. Tra queste la palma d’oro, secondo me, è da attribuirsi ad Anse Lazio (per chi vi si recasse, da non perdere), nel punto più settentrionale dell’isola; poi la Cote D’Or o Anse Volbert (a Est), anch’essa molto piacevole. Sempre ad est Anse Boudin e Anse Kerlan, belle e di difficile accesso, anche per la presenza di un nuovo resort con campo da golf che ne impedisce, di fatto, l’accesso ai non residenti. Ad Ovest si trova la spiaggia di Grand Anse, bella ma gradevole principalmente nelle ore mattutine, in quanto, con la bassa marea ed il fondale già basso, il mare non è più godibile. A Sud, la Baia di Ste Anne, con il porto naturale che anima l’intera isola (da segnalare più che altro per i pittoreschi spettacoli offerti dagli scenari naturali, dal porto e dalla vita dei seychellesi), e due belle spiagge: Anse Consolation e Anse Marie Louise.
La godibilità - e parzialmente la bellezza - delle spiagge può variare in funzione dei periodi in cui si visitano sia per le correnti, che per le maree, che per i conseguenti fenomeni delle alghe, mare mosso o altro.
Ma di questo e dei periodi migliori per visitarle ne farò un apposito post.
Ancora Anse Lazio

Proseguendo la rassegna di fotografie sulla spiaggia di Anse Lazio, nell’Isola di Praslin, pubblico due immagini che catturano due diversi scorci della spiaggia vista dal mare. Questo sia per cercare di rappresentare meglio le bellezze di quelle spiagge, sia perché mi piacciono quelle immagini, ma anche perché prendo tempo e nel frattempo ordino le foto.
In compenso, nei ritagli di tempo, ho iniziato a scrivere qualcosa su queste isole
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Anse Lazio

Ecco come si presenta la spiaggia di Anse Lazio a chi vi si reca passando dal suo accesso principale. Direi che ci sono ben pochi commenti da fare, preferisco lasciare esprimere la foto e l'immaginazione. Il posto comunque è lo stesso della foto precedente. E' stata una gran bella emozione oltrepassare la vegetazione ed essere accolto da quel paesaggio. L'ideale per goderselo appieno è di raggiungerlo la mattina presto, visto che poi tende a popolarsi (in maniera limitata, si intende!); oppure godersi il sole tramontare proprio lì dove si incontrano l'orizzonte, il cielo, il mare e la terra alla fine del capo. Interessante anche per trascorrere un pò di tempo a fare snorkeling.
Le Isole Seychelles

Le Seychelles
Pensando alle Isole Seychelles l’immaginazione corre a quei posti fantastici descritti sui vari depliants delle agenzie turistiche con proposte di viaggi, su carta patinata, che fanno sembrar bello qualsiasi posto. Sole, mare, spiagge da sogno. In questo caso è tutto vero e preponderante. Ma le Seychelles sono anche altro: posti tutti da scoprire dove la natura è protagonista indiscussa. Esiste un detto che dice che le Seychelles sono il posto in terra più vicino al Paradiso. Pur senza arrivare a simili paradossi devo riconoscere che in questi posti la natura è stata particolarmente generosa nelle sue migliori espressioni.
Come dicevo, l’immaginazione di un simile viaggio farebbe pensare a stereotipi mari equatoriali e poco altro ancora. Anche informandosi, leggendo e capendo di più, difficilmente si riesce a immaginare quanto questi luoghi possono realmente offrire al fortunato avventore. Non posso paragonarle ad altri viaggi o ad altri luoghi. Non posso e non voglio, pensando sempre che ogni luogo ha le sue peculiarità e ricchezze. Non voglio anche perché ogni viaggio è un’interpretazione assolutamente personale di chi lo compie, di come sente il posto, di come vive determinate emozioni, delle proprie aspettative del momento in cui viene vissuto. Quel che cercherò di fare sarà solo e semplicemente esprimere la mia personalissima impressione su quei luoghi, cogliendo e proponendo anche molte immagini, arricchite con qualche curiosità e offrendo anche una diversa visione da quelle solitamente proposte e immaginate. Non basterebbe una vita per conoscere a fondo un Paese, qualsiasi esso sia, per cui non si può pretendere di affermare verità assolute e immutabili nel descrivere luoghi e culture. Ciò vale ancor di più se lo si è visitato solo per poche settimane. Semmai si può dare solo la propria personale impressione di un viaggio e delle proprie esperienze. Chiudendo questa breve parentesi riflessiva, alle Seychelles ho scoperto un Paese veramente ricco di tante cose al di là del sole, del mare e delle spiagge incantate. Un Paese giovane di storia, per la sua scoperta relativamente recente, ma pieno di tradizioni, luoghi, cultura, natura e ritmi particolarmente interessanti e affascinanti.
Ai prossimi post.
Nella foto un particolare di Anse Lazio, nell'isola di Praslin, una delle spiagge più belle di tutte le Seychelles e considerata una delle più belle del mondo. Questa foto mi piace considerarla come l'icona di questo viaggio.





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