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Archivio Gennaio 2006

Neve a Malpensa

di appuntidiviaggio (26/01/2006 - 16:29)

Neve a Malpensa

Dopo lo sciopero, ci mancava solo la neve!  Vabbè, che sarà mai... per fortuna solo un paio d'ore di ritardo. E' stato abbastanza curioso assistere al "lavaggio" della neve dall'aereo e alla mobilitazione generale dei mezzi antineve. Comunque è confermata la cancellazione di vari voli per Roma di cui parlavo ieri.

 

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Oggi mi ha chiamato l'Alitalia.

di appuntidiviaggio (25/01/2006 - 18:54)

Nuova partenza. Nuove informazioni, visti gli scioperi. Nuovi biglietti.

Confidando nella fine dello sciopero e non volendo fare altri giri con coincidenze in treno etc. potendo solo scegliere Alitalia per il viaggio, ho fatto i biglietti, sperando nella fortuna.

Tutto on line, come al solito. Con mia somma sorpresa, oggi ricevo una telefonata dall’Alitalia. No, non era Elena, ma un’altra gentile signora.

“signor Appuntidiviaggio? Visto che domani prevediamo nuove agitazioni nello scalo di Roma Fiumicino, stiamo riorganizzando i nostri voli dirottandoli, per quanto è possibile, su Milano. Per il suo viaggio avremmo pensato che anziché far scalo a Roma potremmo spostarle il volo su Milano con la coincidenza per la sua destinazione….”

Che altro fare? Accetto e ringrazio, anche per la telefonata.

Signore e signori siete avvertiti: domani ancora agitazioni e disagi per chi vola da Roma. Io spero che me la cavo, via Milano.

 

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Non è colpa di Elena.

di appuntidiviaggio (25/01/2006 - 18:52)

Sabato scorso, dovendo rientrare per il fine settimana a casa, con lo sciopero Alitalia incombente, prima di prenotare e comprare il biglietto, ho chiamato il numero 062222 della compagnia di bandiera per accertarmi che lo sciopero mi consentisse di partire.

 

Ore 10:00 del mattino: driiiin … driiinn…

- Alitalia buongiorno sono Elena, in che cosa posso esserle utile?

- Buongiorno, avrei bisogno di conoscere l’operatività del volo…

- signore mi spiace, abbiamo i computer momentaneamente fuori servizio, ci vorrà qualche minuto, richiama o resta in linea?

- resto in linea, grazie …

nasce così con Elena una chiacchierata, in attesa che rinvenga il computer; le solite cose di circostanza, anche se si parla piacevolmente e la conversazione diventa gradevole.

Mi sono sentito come il protagonista di una vecchia pubblicità del 187…

Rinvenuto il computer, la gentile Elena mi conferma l’operatività del volo delle 11:20 e del successivo alle 14:50. Saluti, baci e abbracci.

 

Conferma del volo alla mano, ho comprato il biglietto on line. Tutto ok! Era già tardi. Le ultime incombenze, il tempo di buttare letteralmente il necessario nel bagaglio a mano e di corsa verso l’aeroporto.

 

Ore 11:00 check in.

Quando una voce amplificata “ invitiamo i passeggeri del volo …per Roma a contattare il banco B7…” . Il volo è stato cancellato!

Ma come? Incredulo mi chiedo “ma che cavolo m’ha detto Elena ?”

Inconcepibile, volo cancellato e informazioni nulle o quantomeno superficiali. Non di certo però per colpa della povera Elena!

Ok, rivedo i miei piani e faccio il chek in per il volo delle 14:50.

 

Dovevo passare quelle ore fino alla partenza. Insieme al mio amico che mi ha accompagnato ce ne siamo andati. Aperitivo, qualche giro e poi verso casa per mangiare qualcosa. Presi dalla conversazione facciamo di nuovo tardi. Di nuovo di corsa verso l’aeroporto. Mi aspettava un viaggio diverso da quello programmato: anziché doppio volo, mi toccava volo più treno. Bella rottura!

 

Le sorprese non erano finite. Per farla breve, altre due ore di ritardo prima di volare. E sono stato fortunato che sono riuscito a partire!

 

Roma. Aeroporto, stazione. Trenino per Termini. Noia mortale. Eurostar e si riparte.

Insomma, un viaggio che doveva durare poche ore è durato una giornata.

Finalmente a Firenze. Erano ormai le 21:00 circa. La stazione sembrava presa d’assalto, non per chi partiva e chi tornava, ma per la presenza di un battaglione di poliziotti là intorno.

Ho capito dopo, andando via, il motivo di quella folla di poliziotti e di una moltitudine di persone che si disperdeva ordinatamente dal centro congressi, molti dei quali con le loro bandiere di Forza Italia al seguito: il Presidente del Consiglio Berlusconi apriva la campagna elettorale a Firenze, "invitando" alla successiva cena, in un noto ristorante della zona, un ristretto numero di “supporters”, alla modica cifra di 10.000 euro. Link

 

Che c'entra, ci sarebbe da chiedersi. Nulla, ma è anche vero che le giornate storte, restano tali fino alla fine. Anche il bentornato!

 

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Uff... Uff... Pant... Pant...

di appuntidiviaggio (25/01/2006 - 18:43)

Un momento di raccoglimento. Un momento di nuovo calmo e con il pc a disposizione.

Fra un aeroporto e l’altro, una stazione e l’autostrada e una lunga serie di impegni vecchi e nuovi, finalmente ritrovo il tempo ed il modo di riscrivere sul blog.

 

Tanto per gradire, riprendo a parlare delle difficoltà a viaggiare in presenza di scioperi e disservizi vari.

 

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Oggi al mare

di appuntidiviaggio (07/01/2006 - 18:44)

 Tre fotografie dal cellulare, scattate stamattina, durante una passeggiata al mare, in una bella giornata d'inverno, con una temperatura ideale, intorno ai 18°. Oggi non potevo non fare un salto al mare e, anche se con una macchina di fortuna, ho immortalato un bellissimo momento in spiaggia. A proposito, per la curiosità di chi passa, degli amici che leggono il blog, le foto sono scattate in Calabria.  

 

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Anno nuovo vita nuova! Inconvenienti soliti

di appuntidiviaggio (04/01/2006 - 00:54)

 

Il detto “anno nuovo, vita nuova”, quest’anno mi calza veramente alla perfezione. Piu’ di una vita nuova, una vera rivoluzione nella mia vita: cambio tutto, o quasi. Ho pensato e ho deciso.  Da tempo maturavo questa decisione e ormai sono al dunque: il cambiamento è già in atto, sin dallo scoccare della mezzanotte e l’arrivo del nuovo anno. Una sfida, una nuova sfida.

 

Si ricomincia. Ancora una volta, l’ennesima volta. Nuove motivazioni, nuove esperienze e nuove idee mi aspettano, senza dimenticare il passato, facendone tesoro, semmai. Nuovi e vecchi luoghi mi attendono insieme a  nuove e vecchie esperienze. E adesso si corre!

Inizio a correre già dal primo giorno utile del nuovo anno: ieri, due gennaio 2006.

 

Primo volo, partenza da Firenze Peretola, ore 11:20.

Esco abbastanza in anticipo, contrariamente al solito. Il tempo è uggioso, molto uggioso.

Quattro chiacchiere col tassista, cose solite: le festività; i convenevoli; il tempo. Si, proprio il tempo, quel tempo uggioso che non sopporto. Ci avviciniamo verso l’aeroporto e l’uggia anziché sparire aumenta. E il tassista si lascia andare ad altre considerazioni, stavolta con qualche nota ancor piu’ pessimistica. Mi auguro che si sbagli e, per il si e per il no, faccio pure qualche scongiuro.

 

Arriviamo presto, in aeroporto c’è una gran confusione, anche se a Firenze ci vuol ben poco a farne. Solite trafile: fila, attesa, viaggiatori con carrelli, valige, una moltitudine di persone dal mondo si ritrova per partire. I piu’ in coincidenza per altre destinazioni.

 

Al check-in, la gentile hostess di terra, eseguite le formalità di rito, non mi fa imbarcare la valigia dicendomi candidamente di ripresentarmi in area check-in intorno alle 10:45 perché ci sono problemi con l’atterraggio dell’aeromobile… causa nebbia!

Porco boia, penso, vuoi vedere che il tassista…

 

Placidamente perdo tempo nei paraggi tra qualche telefonata e una chiacchiera con qualche altro viaggiatore. Ma intanto gli aerei partono. Benissimo, penso.

Ore 10:45: “…i passeggeri del volo… sono pregati di portarsi nell’area davanti l’aerostazione per prendere il bus che li porterà all’aeroporto di Pisa…” così recitava piu’ o meno l’annuncio, tra la gran confusione che c’era.

Capisco che l’aero, causa nebbia, è stato dirottato a Pisa e da lì sarebbe ripartito. Quindi, toccava a noi raggiungerlo. Alitalia organizza il servizio sostitutivo via terra.

 

Un paio di bus pronti a partire e i  passeggeri sul piede di guerra persi nella confusione del momento, tra valige da caricare, posti da assegnare, hostess che si danno da fare con la lista passeggeri, tassisti incazzati per la strada bloccata dalla confusione. Mentre i telefonini frullano.

 

Il primo bus è quasi pronto, i passeggeri sono al loro posto, i bagagli stivati.

Si lavora ai preparativi del secondo bus. Mi fumo una sigaretta, calmo.

Contrordine: “ si va direttamente a Roma, non piu’ a Pisa”. Cosa? Ebbene si, proprio così: Roma.

Non basta. Il primo bus non può andare a Roma, sarebbe stato troppo bello, troppo facile. Bisogna cambiare bus. Si ricomincia.

 

La confusione è alle stelle tra i passeggeri e tra il personale di terra, gli autisti dei bus e di contorno i tassisti bloccati ancor piu’ incavolati.

Di nuovo la stessa trafila: bagagli, lista passeggeri, posti da assegnare, saluti degli accompagnatori - che facevano piu’ confusione che altro – autisti. Attendere, attendere, non restava che attendere che si risolvesse il problema, passando un po’ il tempo prima di prendere posto.

 

Finalmente tutti pronti, tutti ai loro posti, bus in moto e l’autista chiude le porte. Ultimissimi preparativi… quando una inglese vecchietta arzilla, si avvicina all’autista e, con fare disinvolto, gli rivolge una domanda, a lui incomprensibile. Deve andare al bagno! Ma porcaccia la miseria, ma è stata tutto il tempo lì a non fare niente e ha dovuto aspettare proprio il momento di partire per farsi scappare i suoi bisogni? E’ stata certamente questa la domanda che tutti i passeggeri, autista compreso, hanno pensato, mentre la vecchietta si avviava verso l’aerostazione.

Dieci minuti abbondanti e si parte. Maledetta nebbia! Come inizio non c’è male, direi.

 

Tre ore e mezza, dico tre ore e mezza, tra un po’ di musica dell’iPod e nulla di interessante di piu’, arriviamo a Roma Fiumicino.

Altri problemi al check-in, programmi di viaggio andati: qualche ora di attesa mi aspettano.

Fortuna vuole che incontro un caro amico e trascorriamo piacevolmente l’attesa.

Si riparte, pur con un’altra mezzora di ritardo, ma senza nemmeno dargli peso.

 

Aereo pieno, come vicino di posto un anziano e distinto signore. Immediatamente penso che i tormenti del giorno non sono finiti: l’anziano e distinto signore ha un alito che nemmeno una vasca di anitra wc risolverebbe il problema!

Fine. Basta. Tra musica e getto d’aria condizionata sul naso, arriviamo a destinazione.

 

Aspetto il primo impatto, il primo momento fuori dall’aereo. Mi accoglie una temperatura abbastanza mite per il periodo e quel piacevole profumo di mare nell’aria. E’ tutto ormai passato, una vita sta vivendo una nuova rivoluzione. Ci siamo. E il primo impatto è particolarmente piacevole.

  

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