Il dramma di un uomo
Non lo avrebbe mai pensato di arrivare alla sua età e di ripensare a tutta la sua vita. Dopo aver pensato alla sua carriera, alla sua soddisfazione professionale, alla posizione sua e della famiglia, la vita gli presenta un brutto conto. Già magistrato e deputato, oggi ricomincia da avvocato. Per amor della figlia. Luigi Saraceni sta vivendo una gran brutta stagione della sua vita. Non entro nel merito della vicenda, della figlia, del terrorismo, dell’omicidio, di per sé molto drammatica. Guardo a lui, all’uomo, al padre che lascia tutto e, per amore della figlia, ricomincia da avvocato dal processo, oggi unico motivo della sua esistenza e cartina tornasole del suo personale dramma umano. La dolce carezza alla figlia imputata, in un momento di pausa dell’udienza, è solo la spia del grande interrogativo e dramma che l’uomo si porta appresso. Un esempio di amore e un monito per chi è padre e per chi lo sarà.
Dal Corriere della Sera: Delitto D’Antona, il padre si avvicina alla gabbia per una carezza. Poi l’intervento: queste carte, lette con sofferta profondità. «Difendo mia figlia, voglio sapere la verità» L’ex giudice Saraceni in aula come avvocato: sono sicuro, Federica non ha commesso fatti di sangue.
E' scoppiata la coppia?
La famosa coppia cinematografica dei piu' visti film di Natale degli ultimi anni è in crisi? A giudicare da quanto dice Boldi in un'intervista al Magazine del Corriere, parrebbe proprio di si (un link). Certo che Boldi non è stato proprio leggero nelle sue dichiarazioni verso il suo compagno di avventure De Sica e sarà difficile ricucire un simile strappo. Mhà! Non ci saranno altri film interpretati dalla celebre coppia?
Gaudio! Siiiiiii evvai! ![]()
A passerottaaaa...
Una chicca elettorale. Tra qualche giorno si andrà alle urne. In questi giorni abbiamo assistito al dibattito elettorale (ma ne siamo sicuri?). I candidati di varia qualità si sono dedicati alla loro campagna elettorale. Si è affacciata sulla scena politica una varia umanità di personaggi con aspirazioni da classe politica dirigente. Dopo la segnalazione dell'intervista all'aspirante erede politico del leader leghista (link), non posso fare a meno di segnalare anche quella della candidata Flavia Vento: una vera chicca! Tutta da leggere (qui l'articolo del Corriere della Sera) ![]()
Wireless in città
" NEW YORK - Sono gia' 30 e il numero e' in continua crescita, per cavalcare il fenomeno del momento negli Usa. Dalla California a Filadelfia, diventa sempre piu' affollato il club delle citta' che hanno deciso di offrire - a pagamento - l'Internet dovunque ai propri residenti, creando reti wireless per accedere al web da strade, piazze, panchine nel parco e abitazioni private." Inizia così l'articolo pubblicato dall'agenzia Ansa sullo sviluppo delle reti wireless in alcune città degli Usa (il testo completo qui); chissà che qualche amministratore di qualche città italiana non ne voglia seguire l'esempio!
Sarà il futuro?
Per tanti anni abbiamo ascoltato un mucchio di improperi (e continuiamo ad ascoltarli ancor oggi), da parte di un partito politico, la Lega, contro il nepotismo, i privilegi politici, le raccomandazioni. Contro un modo di fare politica o meglio, contro tutti gli “affari” della politica. Oggi assistiamo invece ad una vera e propria “investitura” del leader leghista verso il figlio [link]. Anzi, verso i figli, visto che l’altro, quello, diciamo così, escluso in un primo momento, reclama anch’egli il suo diritto ereditario (?). Ho sempre pensato che la politica sia la base della democrazia e che la democraticità di un partito sia l’inizio di una più lunga via di democraticità della vita sociale e istituzionale di un Paese. Non critico la legittima presenza (ci mancherebbe altro!), di ampie aggregazioni politiche, di ogni colore e di ogni tipologia (sempre che siano conformi a legge e a base democratica), nè entro nel merito delle loro idee o programmi politici, quanto la circostanza di una pseudo successione ereditaria di una carica politica. Di padre in figlio, in politica non funziona. E non funziona nemmeno la pratica di “sistemare” figli e parenti nei posti che più si vuole, come avviene anche in questo caso [link ].
Da leggere l’intervista del figlio (inizialmente) “escluso” del leader leghista pubblicata sul Corriere della Sera di oggi, ma fate attenzione, abbiate a portata di mano una di quelle buste che danno in aereo per coloro che hanno lo stomaco sensibile: potrebbero venirvi dei conati di vomito anche se avete lo stomaco forte! [link ] ![]()
Competitività spot e il fattore B
Quando l’elefante partorì il topolino. Anzi no, perché ancora il parto è stato solo annunciato. Di che parlo? Ma dell’ormai attesissimo decreto per rendere l’Italia competitiva, di cui si parla da tanto e si descrive come la panacea. La medicina di tutti i mali dell’economia italiana. Il Consiglio dei Ministri di ieri finalmente ha varato il decreto sulla competitività. Anzi no ( e qui mi ripeto). In realtà il CdM di ieri ha preso solo delle decisioni, ma del decreto nemmeno l’ombra. Solo lo spot (qui il video in formati vari; qui il testo del comunicato stampa sul CdM ). Sono pazzo? No, non sono pazzo. Del decreto legge e del disegno di legge non c’è traccia alcuna. Probabilmente staranno scrivendo in queste ore il provvedimento… approvato. Probabilmente sapremo gli effettivi contenuti delle misure solo – se tutto va bene - lunedì, dopo che avranno messo a punto il documento. Non ci si crede eh? Ma se non ne sanno i contenuti nemmeno coloro che vi hanno partecipato! O meglio, non sanno gli effettivi contenuti delle norme... che non ci sono. Per intanto però è stato preparato lo spot per far risaltare l’effetto annuncio. Tutti contenti? Mha! Per ora ciò che tutti i giornali e tv hanno schiamazzato è stato solo l’eliminazione del notaio per le vendite di auto e moto. Cazzarola! Tutti aspettavamo la panacea e alla fine… ce l’aveva il notaio! Gli altri provvedimenti annunciati sono ancora più oscuri. Cioè, sconosciuti. Ma vediamo più da vicino il provvedimento che nello spot è attualmente quello preminente , ovvero lo slogan dello spot: vendite dei veicoli senza più notaio. Tutti i quotidiani (non inserisco link perché tutti hanno più o meno ripreso il comunicato stampa, creando però vari titoli ad effetto ma sui veri contenuti si parla solo a fantasia), il TG1 – il Granma italiano - di stasera alle ore 20.00 ha parlato addirittura di un risparmio per i cittadini di circa il 20% del costo del passaggio di proprietà. Un vantaggio! Dite? Vediamo più da vicino. Il costo medio di un passaggio di proprietà è, ad oggi, di circa 350 euro; il 20% in meno significherebbe un risparmio di circa 70 euro a vantaggio del cittadino. Sul sito dell’Aci andiamo a vedere che ci dice a proposito dei passaggi di proprietà dei veicoli:
come fare un passaggio di proprietà (link); guida pratiche auto (link); tabella Ipt (link). E verifichiamo i costi si possono così riassumere brevemente e indicativamente (essendoci alcuni costi variabili in funzione della potenza del veicolo) in questa tabella ripresa dal sito:
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SOMME DOVUTE PER IL PASSAGGIO DI PROPRIETA' DEL VEICOLO |
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importo variabile a seconda del tipo di veicolo e della provincia di residenza | |
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Emolumenti ACI |
20,92 euro |
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Imposta di bollo per trascrizione al PRA |
22,00 euro |
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Diritti MCTC |
5,16 euro |
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Imposta di bollo per aggiornamento carta di circolazione |
11,00 euro |
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A queste aggiungiamo un costo medio dell’IPT ad un valore di 180 euro, poi i costi per il pagamento con i bollettini di c/c postale di circa 7,50 euro. Aggiungiamo poi il compenso dell’agenzia di pratiche auto, a cui ci si rivolge normalmente per un passaggio, ammontante mediamente ad euro 70,00 ed infine il costo del notaio. E arriviamo al punto! Tocchiamo con mano la panacea, il fattore competitività italiano. Proprio l’altro giorno ho fatto un passaggio di proprietà (e ripensandoci oggi mi è venuta l’ispirazione del post), e ho pagato complessivamente 32,00 euro, compresa una marca da bollo di 11,00 euro (quindi una tassa!), e l’IVA (altra tassa! guarda anche qui un link interessante sul costo e sull'atto di vendita). Quindi, in definitiva, il costo reale di un atto è pari a circa 20,00 euro più le tasse varie. Ho scoperto che anche qui l’importo varia in funzione della potenza e che va da un minimo di 7,00 euro fino ad un massimo di 50 euro per i veicoli di categorie e potenze superiori. In sostanza abbiamo un costo complessivo di 350,00 euro come indicato più sopra. A questo punto mi chiedo, come sia possibile attribuire a questo intervento governativo un aumento della competitività? Quei 20 euro costituiscono veramente la panacea? Ma sbaglio oppure, da quanto elencato sopra, sono le tasse che compongono le voci preponderanti dell’intero costo del passaggio? Ancora, per ora, non si è capito però che cosa andrà a sostituire l’intervento del notaio e la relativa certezza dell’atto da cui proviene. Forse lo sapremo lunedì (si spera). Ma di una cosa sono certo, qualsiasi cosa andrà a sostituirlo non produrrà certamente un vantaggio per il cittadino, anche perché qualcun altro quei 20 euro in tasca se li metterà di certo (da aggiungere ovviamente le relative marche da bollo)! Quindi…. Un suggerimento? Nascondetevi i documenti della macchina, non si sa mai che qualcuno si alza una mattina e con i vostri documenti si rivenda la macchina vostra (autentiche delle liste elettorali docet ). Quando leggeremo i provvedimenti faremo qualche altra chiacchiera sulle altre misure. Ah! A questo punto qualcuno mi potrebbe dire:” ok per la competitività; ok per lo spot…. Ma il fattore B? Eccheccaz…!! E ve lo devo proprio dire?
P.S. non dimentichiamoci che dal prossimo giugno o luglio scatteranno nuovi aumenti – già previsti nella finanziaria 2005, relativi alle marche da bollo e alle tasse sui passaggi degli autoveicoli che saranno certamente superiori ai 20 euro della competitività!
E qui mi linko io stesso (link) ![]()
Giro del mondo all'italiana
Il giro del mondo con Velisti per caso . Pat e Syusy stanno organizzando un nuovo giro del mondo in barca a vela. E lanciano una nuova idea: 150 persone si dividono le spese per veleggiare un mese ciascuno. "Fare il Giro del Mondo in barca è il sogno di molti. Ma sono pochissimi quelli che riescono a mollare lavoro, casa e famiglia e a partire. Cambiare vita spesso è impossibile. Ma noi velistipercaso credo abbiamo dimostrato che qualcosa si può fare. Per esempio si può entrare a far parte di un gruppo di persone che coltivano la nostra stessa aspirazione, e organizzare assieme un Giro del Mondo in barca, al quale partecipare almeno in un paio di tratte." E' questo uno dei brani salienti dell'idea di Pat (Patrizio Roversi) e Syusy (Blady), gli inventori di programmi di successo come Turisti per caso e Velisti per caso e, contemporaneamente, i più "invidiati" personaggi della tv per esser riusciti ad inventarsi un lavoro che li faccia andare sempre in giro per il mondo a divertirsi, a conoscere e a scoprire nuove mete (specialmente da tutti coloro che amano viaggiare). Quasta volta, con la loro idea danno a tutti (fino ad un massimo di 150 persone), la possibilità di partecipare ad una loro avventura. Per saperne di più: Adriatica riparte, vieni? ; le rotte possibili ; il forum . Quasi quasi ci faccio un pensierino... anzi ce lo sto già facendo! ![]()
Minivideo
Un breve filmato che ho girato a Cuba durante uno spettacolo in un noto locale della Capitale. Mi è piaciuta l'idea di metterlo on line ed è stato contemporaneamente anche un piccolo esperimento. Guarda il video .
Milano, moda e...
La settimana scorsa:
“Xxx Hotel, buongiorno sono Carlo, in che cosa posso esserle utile?” Buongiorno Carlo, sono Caribe avrei bisogno di una stanza per qualche notte”.
Inizia così la mia conversazione con il receptionist dell’hotel a cui mi rivolgo per le permanenze milanesi.
Proseguendo: “oh, salve Caribe, provo a controllare se ho qualche novità, ma è veramente un periodo difficile questo, sà è la settimana della moda… ”.
La settimana della moda, penso tra me e me, ciò significa che dovrò organizzarmi meglio e diversamente dal solito. Ma non mi dispiace.
“Ho controllato, Caribe, e ho disponibile una sola stanza” dice Carlo; bene, sono fortunato, ho trovato subito la stanza senza alcun problema. Però! “E’ la nostra suite presidenziale…” breve sosta, “ al costo di 4.800 euro a notte”. Azzz… che? Alla faccia della fortuna! Con molta nonchalance rispondo:”grazie Carlo, eventualmente la richiamerò domattina per sapere se si è liberata qualche altra stanza”. Punto. Ma che siamo matti? Giro di telefonate e finalmente trovo la stanza, albergo buono, in zona centralissima proprio vicinissimo al Duomo.
Si parte l’indomani. Vado in treno, nevica. Allora… prenotazione e biglietto. Nessun posto in prima classe, solo qualcosa in seconda. Chiaro, per Milano si viaggia in prima, mica stiamo andando a Salerno! E poi è la settimana della moda. Oh, nun scherzamo eh!
Il giorno dopo, tarda mattinata, Milano. Taxi, quattro chiacchiere con l’autista, si parla del traffico, del blocco, del freddo. Si del freddo, l’argomento che fa scattare il play del “come eravamo” “sa, quando ero bambino, a casa dei nonni giù in Calabria, non avevamo i termosifoni e stavamo tutti riuniti in famiglia intorno a braciere” e parla, parla… e io penso, penso “ Milano come New York, qui tutti i tassisti sono calabresi come a New York sono tutti indiani, solo che lì si riconoscono dal turbante e qui dal dialogo con il passeggero”. Ovviamente è persona gentile e cordiale, ma a volte - cazzarola - di parlare non mi va proprio, però non voglio essere sgarbato. E poi è simpatico.Tra una cosa e l’altra, si fa sera. Vorrei far qualcosa. Penso “è la settimana della moda chissà che casino ci sarà in giro per locali. Meglio prenotare”. Voglio ascoltare un po’ di musica. Telefono “ si, sono …” blocco la conversazione sul nascere “è un centralino automatizzato “per le prenotazioni prema 1, per i biglietti prema 2, per … Per parlare con un operatore prema …”. Non sopporto questi centralini e adesso pure i ristoranti non riescono proprio a farne a meno. Riprovo. Alla fine, parlando con un’operatrice, non posso prenotare, ma mi assicura che il posto ci sarà. Bene.
Usciamo. Un aperitivo in compagnia, un bell’ambiente, passa anche il Lapo, la progenie delle auto italiane. Arriviamo al Blu Note, la compagnia è piacevole, suona Ray Gelato e la sua band. Ambiente american style, non mi dispiace, rafforzato ancor di più dallo swing di Ray e dal suo chiacchierare in uno slang americano condito con qualche bicchiere di whisky. E’ una buona musica e i musicisti sono molto bravi. Anche il mangiare non mi fa sentire per niente a Milano ma a New York, quando ci portano il filetto con una salsa di mosto che sembra marmellata o la carne grigliata. Trascorre così una piacevole serata. Dopo di noi ci sarà il secondo turno. Le strade sono vuote.
E’ un nuovo giorno. Il quadrilatero della moda. La Milano da bere, la Milano che pulsa. Uhè Cavà! E’ Lui, lo stilista dal mega gommone tigrato. Quattro passi per le vie. Montenapoleone, anche qui i soliti tipi che ti vogliono rifilare una delle solite cose solo per spillarti qualche euro, anche insistentemente. “Questi non fanno parte della Milano che pulsa” penso, sembrano più stereotipi di città da Roma in giù. Ma non è così, ci sono anche qui. La vita và, il lavoro corre. Le sfilate. Ah! Ho una promessa da mantenere (link - italiche divagazioni tra il serio e il faceto). Ci vado anche io. Una sfilata di moda, grandi nomi. La Marta, quella che presenzia alla italica mondanità, modelle, facce note e meno note. Mi interessano poco. Il palazzo del re della moda, nel quadrilatero più famoso del mondo. Il suo teatro, tutto è pronto per la sfilata. Atmosfera giusta, sin nei minimi particolari. Si abbassano le luci, la musica e … si inizia. Bellissime modelle in magnifici vestiti. Una dopo l’altra, in un continuum di bello, magistralmente preparato da un’attenta regia. Dura il tempo giusto, che ti lascia il piacere del retrogusto, come un cioccolatino, che se ne mangi troppi poi ti disgustano. L’ultima modella, in verde chiaro. E poi, arriva Lui, re Giorgio. Nel mezzo di un’aureola di luce bianca dell’occhio di bue, nel buio circostante, saluta e ringrazia i suoi ospiti, nella sua bianca camicia. Non ci riesco, non sono riuscito a mantenere la promessa: sugli attenti e con la mano sul cuore mi ci metterò in un’altra occasione. Se mai ci sarà. Si va via. Sembra che nessuno abbia il tempo di parlarsi, si scappa via. Saranno gli impegni…! Usciamo, la vecchietta porge il suo bicchiere di carta ai passanti con la speranza negli occhi di ricever qualcosa. Un segno, un sorriso e qualche spiccio glieli offro volentieri. Ripenso “ce ne sono sempre di più”. Mentre il Duomo e la sua piazza si animano, di molta gente comune e tanti nomi e cariche ben più importanti, per l’estremo saluto al Don Gius.
E’ arrivato il momento di ripartire. Taxi. Silenzio. Telefonino: “ ….si, va bene, ci risentiamo al mio ritorno. Ciao”. Qualche minuto e… “ mi scusi ma lei si occupa di…?” ed io “ bhè, si, in qualche misura”, “ah, ma allora, mi potrebbe dire se….”.
Questo non era calabrese.






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