Un breve viaggio nelle tendenze della blogosfera: Il Podcasting
Podcasting
Un fenomeno tutto nuovo in rete da pochi mesi: il Podcasting. Nato negli States lo scorso agosto, la cui paternità è attribuita a Adam Curry e David Winer, sta avendo in questo periodo uno sviluppo esponenziale tale da far interessare del fenomeno persino il “The New York Times” che, a firma Kate Zernike, gli dedica un servizio in prima pagina dal titolo “Tired of TiVo? Beyond Blogs? Podcast Are Here”. Ma in che consiste effettivamente il podcasting? In maniera molto semplicistica (anche troppo direi!), sarei orientato a definirlo come una specie di blog audio, in cui i post anziché essere scritti sono “postati” in formato audio Mp3. Analogamente alla lettura dei blog, con i relativi Feed aggregator , è altrettanto possibile creare degli aggregator per i Podcasting. In sostanza, detto in parole semplici, il Podcasting è una forma di complemento ai blog, unendo alla forma scritta anche quella audio. Qualche particolarità e funzionalità del Podcasting: con il relativo aggregator si può essere sempre aggiornati su ogni post audio postato che ci interessa; si scarica il file Mp3 su un iPod o un qualsiasi lettore Mp3 e si ascolta in ogni dove; si può ascoltare direttamente dal sito il relativo file Mp3 etc etc. Insomma uno strumento che se per alcuni versi può essere solo un semplice divertimento, per tanti altri può essere una grande funzionalità. Mi riferisco principalmente alle opportunità che si possono aprire per la diffusione e la comunicazione di argomenti tecnici specifici, radio, convegni, lezioni o quanto d’altro si può immaginare senza la necessità di apparati tecnici costosi. Parliamo quindi di tecnologia ad ampia diffusione che porterà con sé tanti aspetti positivi e funzionali come anche altrettante iniziative meno lodevoli. Non mi dilungo ma segnalo una serie di siti interessanti per avere una maggiore idea su cos’è e come funziona il Podcasting.
Software & help
Podcasters.org -
Adaptivehostingsolutions.com - Createyourpodcast.com - Statseek.com - audio.weblogs.com
Domanda e risposte.
Che cos’è il Pocasting?link
Che cos’è iPodder? link
Italia : Caymag.com - Qix.it (da cui si possono anche ascoltare i primi Podcasting)
Un paio di Podcast a caso : Aruntx.com - Maccast
Un bel libro giallo
Finora su questo blog non ne ho mai parlato. E’ la prima volta che mi accingo a farlo. Tra le tante cose che mi piacciono e di cui non potrei fare a meno, ci sono i libri. Sono tra quelli che alzano la media di lettura degli italiani e ne sono felice. Leggo di tutto e cambio genere periodicamente. Su questo sono un po’ lunatico. Mi piace trascorrere del tempo in libreria a scegliere i libri che mi accompagneranno in lunghi viaggi tra le fantasiose pagine degli scrittori. Pur leggendo di tutto, trovo appassionante il thriller e, in occasione del primo post “librario”, ho scelto proprio un giallo. Il libro è uno di quelli che non vorresti lasciare mai, di quelli da leggere tutto d’un fiato. Leggere un libro d’un fiato, letteralmente, un libro in un giorno, è una cosa bellissima. Una di quelle cose che si riesce a realizzare poche volte, perché non c’è mai il tempo e la solitudine o la tranquillità o l’umore o la voglia per farlo; oppure non trovi il libro adatto, pur potendolo fare. Una di quelle cose, realizzate con la giusta atmosfera, che si ricordano sempre con piacere. Un giallo in un giorno: Jeffery Deavers, l’autore. Ho letto tutti i suoi libri. Scrive benissimo e la sua mente riesce a creare delle storie che potranno avere di tutto tranne una trama scontata. Tra i suoi libri mi piace segnalarne uno in particolare, che ho già letto da qualche anno, specialmente perché ne parlo sul web: Profondo Blu. Una storia ambientata nel mondo degli hackers, dei crackers, un serial killer, un agente di polizia, le prigioni, internet, il buono il cattivo, nuove scoperte. E nuove paure. Un giallo diverso dal solito. Inaspettato. Ma non racconto nulla di questo bel libro. Almeno io, un libro, preferisco sempre scoprirlo, mai saperne qualcosa prima. Se qualcuno è alla ricerca di un libro, magari da leggere tutto d’un fiato in una notte d’inverno, con la neve fuori di casa, la luce soffusa, il caminetto acceso…
Buona lettura
Jeffery Deaver official web site - link
The 47th Annual Grammy Awards
The 47th Annual Grammy Awards
Nella lontana Los Angeles, pochi giorni fà, si è svolto l’annuale evento per premiare i migliori protagonisti della scena musicale mondiale. Un grande e prestigioso evento, in puro american style, che ha visto sfilare i grandi della musica. Credo che sia il sogno di tutti gli artisti in questo campo ambire ad un simile e prestigioso premio, ma anche solo parteciparvi. Come per gli Oscar nel cinema, il Grammy della musica è il sigillo che eleva al rango di grande. Non c’è un solo vincitore ma più vincitori a seconda delle categorie con la possibilità di partecipare contemporaneamente a più categorie. Così, quest’anno, i più premiati sono stati:
Ray Charles con ben 8 Grammys; Alicia Keys con 4 e Usher con 3. 
Da semplice appassionato di musica, devo dire che, sia per i più premiati che per tutti coloro che hanno comunque vinto in altre categorie, il riconoscimento è più che giustificato. Non solo la critica quindi, ma anche il pubblico ha tributato un grande successo ad ognuno dei premiati. Non c’è una grande scollatura tra i premi assegnati e quanto il pubblico ha già riconosciuto nei fatti. Guardando la lista dei premiati, scopro che molti di essi sono in bella mostra anche tra la mia piccola raccolta musicale. A partire da tutti e tre i più premiati, con i loro ultimi lavori, fino a molti altri, alcuni dei quali non mi sarei nemmeno aspettato: da Norah Jones agli U2; da Kanye West a Marc Anthony.
Anche se poi hanno premiato pure a… udite, udite … Bill Clinton – the past president! 
Bhè, noi intanto aspettiamo (?) Sanremo… basta però che non premieranno pure il nostro più casereccio Presidente del Consiglio insieme a Mariano Apicella!
Una curiosità: al lavoro di Ray Charles ha partecipato anche Alicia Keys; Usher e Alicia Keys hanno cantato insieme My Boo - con la quale hanno anche vinto – ma hanno anche vinto singolarmente.
Per saperne di più sull’evento:
Il sito ufficiale dei Grammys - link ; L’elenco completo dei vincitori - link ; Estratto della classifica con video in streaming - link ; Altri -link - link ; Il sito di Alicia Keys con relativo annuncio - link ; Il sito di Usher con relativo annuncio - link ; Il sito del compianto Ray Charles -link . Buona musica a tutti! ![]()
Maggior tutela per chi viaggia in aereo
Dal prossimo 17 febbraio chi viaggia in aereo sarà più tutelato. Quel giorno infatti entra in vigore il Regolamento Europeo n.261/2004 che, modificando i contenuti del precedente Regolamento n.295/91, introduce nuove regole tese a tutelare maggiormente chi viaggia in aereo in Europa o, comunque, con vettori europei.
Gli interventi principali delle nuove norme riguardano sia l’overbooking che i risarcimenti in caso di cancellazioni dei voli o di ritardi al di sopra di alcune soglie di tolleranza.
Gli utenti però, a loro volta, dovranno presentarsi diligentemente al check in almeno 45 minuti prima della partenza; o meglio, secondo quanto stabilito dalla compagnia aerea e in assenza con 45 minuti d’anticipo. Cambia qualcosa e il cambiamento è più favorevole per il viaggiatore. Anziché andare avanti nei commenti preferisco segnalare qualche interessante pagina sull’argomento, il testo integrale del Regolamento e riporto una tabella preparata dal quotidiano Il Sole 24 Ore di ieri.

Il Regolamento dal sito Ipsoa (in formato pdf) - link
Un interessante commento dal sito diritto.it - link
La tabella del quotidiano Il Sole 24 Ore qui al lato.
Un suggerimento per chi viaggia: è bene essere sempre informati!
Effetti della digitalizzazione
Un breve viaggio per l’Italia e rientro… febbre inclusive. Anche il blog ha riposato in questi giorni. Volendo, avrei potuto anche aggiornarlo, ma ho preferito lasciarlo riposare per dedicarmi a qualche altra attività meno virtuale. Mi rimetto in azione sul blog dopo aver dedicato qualche ora tra vari manuali d’istruzione, installazioni di nuovi software e nuovi giocattoli tecnologici. E mi sono fermato a pensare, forse anche per i postumi della febbre che mal mi fa sopportare lo stress delle nuove installazioni e l’apprendimento dei nuovi sistemi. Forse esagero? No. Penso proprio di no. E’ uno stress vero. Uno stress a cui gli amanti della tecnologia, che però per lavoro fanno altro, si sottopongono periodicamente quasi come una forma di masochismo, di sofferenza a cui non ci si può sottrarre. Una specie di gioco perverso di cui si conosce l’inizio ma la cui fine è ben lontana: una trappola? Forse si. In cui però ci piace perderci. Penso e ripenso, anzi mi riposo. La stanza è ormai solo un involucro di un contenuto digitale. Mi scopro sempre più digitalizzato. Rifletto, mi guardo intorno e vedo PC, Notebook, iPod, inMotion, Hub, router, fotocamera digitale 1, fotocamera digitale 2, video camera digitale 1.0, lettore Cd, mouse ottico wireless, PC card edge/gprs, multifunzione fax scanner stampante, rete wi fi, Cd, Cd, ancora Cd, confezioni Acrobat, Pinnacle, Apple, Toshiba, Win, il nuovo Media Center… Mi giro e mi rigiro, sembra un incubo che non si riesce a scacciare, come quelli della febbre, che si ripetono incessantemente anche se sei sveglio o ti sembra di esserlo o non capisci se lo sei o lo vorresti essere o immagini di esserlo o… Come un’allucinazione di un disperso e assetato nel deserto che vede in ogni dove del succulento pollo al forno quando altro non vuole che acqua! E la sete aumenta. Una overdose di tecnologia digitale. E’ meglio fermarsi a pensare, rallentare, altrimenti … Wilmaaaaa la clava!
USA - Atlantic City

Atlantic City, La città del gioco dei Newyorchesi.
Una città vicina al mare, con un suo particolare e gradevole lungomare, per lunghi tratti ricoperto da una pavimentazione per esterni in legno. Da quel lungomare si può accedere direttamente ad alcuni edifici, prevalentemente pubblici, bar, ristoranti, casinò. Il gioco ed i Casinò, sono la principale attrattiva e fonte di ricchezza di questa città. Intorno al gioco si sviluppano anche altre attività complementari e collaterali: alberghi, ristoranti, locali notturni, bar etc. La città non è un gran ché, il suo mare altrettanto. La vita, principalmente notturna, è abbastanza movimentata. Una città del gioco ben diversa dalla più blasonata Las Vegas, sia per la grandezza che per la vita che per sfarzo e la qualità della città. Infatti qui ancora convivono elementi di una vecchia città senza storia con le novità e la ricchezza portate dal gioco. Grandi alberghi, di grande impatto ma di poco charme, tipicamente americani, dove si fa sfoggio di elementi marmorei in ogni dove per poi scoprire che marmo non è ma plastica! Mille luci accompagnano l’ingresso in ogni locale; grandi limousine e valletti in divisa; enormi hall “impreziosite” da lussuose moquettes alte due dita, sono il centro di una piccola città albergo, da cui ci si avvia verso le stanze o verso le enormi sale da gioco. Dico proprio un albergo come una piccola città del gioco, completamente autonoma, dove puoi trovare ogni cosa, ma principalmente dove puoi stare a giocare continuamente, night & day, 24/24; dove puoi avere i tuoi orari personali sia per mangiare che per giocare che per qualsiasi altra attività; una vita senza sosta. Quando andai alla scoperta di questa città, il primo impatto fu quello di una città senza una sua identità ben definita, la cui forza era legata principalmente a quelle grandi strutture recettive votate alla soddisfazione del vizio del gioco, in modo tutto americano. Vivere quella città, anche se per pochi giorni, è stato, da una parte, divertente e piacevole; dall’altra, istruttivo. Il divertimento non manca: locali di ogni genere dovunque e sempre aperti ti fanno solo imbarazzare nella scelta finale. Quanto al lato istruttivo, si tratta più di una vera scoperta di un modo di vivere che altro. Vedere gente di ogni tipo perdersi completamente al gioco; votati alle macchinette – le slot machine – per ore e ore, quasi in balia di una specie di ipnosi. Vedere gente, principalmente di una certa età, nei loro grassi corpi, con i pantaloncini corti, le calze alla caviglia, la t-shirt e il cappellino, spesso in coppia – che sembravano confondersi tra maschio e femmina, avendo assunto una similitudine anche fisica – o in gruppi, finchè erano in giro, per poi perdersi nella solitudine di un gioco con una macchinetta e ritrovarsi dopo chissà quanto tempo, mi ha messo una certa tristezza. La casa da gioco non è il mio ideale di divertimento, anche se mi è capitato di andarci in moltissimi Paesi che ho visitato, sia in Europa che altrove nel mondo (ne riparlerò in un altro post). Però vedere la gente perdersi nel gioco come ho visto fare lì, non mi era mai capitato. Non nego che la cosa mi ha trasmesso tristezza e malinconia. In quelle sale enormi, ma dico veramente enormi, migliaia di metri quadrati, dove i corridoi d’accesso sono più larghi della Sa-Rc (non scherzo! Ci entrano benissimo due macchine); dove il personale è cortese ma molto formale; dove girano tanti tipi con l’uricolare, quelli della security per intenderci; dove ti servono qualsiasi cosa da bere senza pagare, solo se sei ad un tavolo da gioco; dove si respira l’aria del vizio, di qualsiasi vizio e di molti espedienti. In quei luoghi dove tanta gente sogna la fortuna, ho visto come la fortuna si materializza… per i gestori dei Casinò. Era un’ora indefinita della notte, poco prima dell’alba immagino, dopo aver passato una nottata in giro con amici, al rientro in hotel, una capatina al Casinò era d’obbligo, visto che di voglia di dormire non ne avevamo proprio. Una puntatina qua e là, niente di importante, un drink fra uno scherzo e l’altro, poco graditi dai frequentatori della sala, corrucciati per qualche perdita in più. A quell’ora, tra la sistemazione dei tavoli, dei locali, l’attività continuava, anche se a ritmo ridotto. Proprio a quell’ora c’era il cambio dei turni e la raccolta dei soldi. E’ stato così che abbiamo visto il raccolto di una giornata di lavoro. Come nei campi si raccolgono i frutti lì si raccolgono i soldi. E come nei campi si usano le macchine per i raccolti, anche lì si usano le macchine: con un trenino elettrico (tipo quei trenini turistici che portano a spasso per le città), composto da una motrice e da svariati vagoni, il guidatore si aggirava tra i larghi corridoi, mentre molti addetti provvedevano a caricare il raccolto, guardati a vista dagli uomini della sicurezza. I vagoni erano colmi di monete, tanto da non credere a quel che vedevo. Una scena degna delle migliori storie di Paperon dè Paperoni, soddisfatto dei lauti guadagni e pronto a farsi un nuovo tuffo tra le sue montagne di soldi. Non andammo a dormire, ci mangiammo sù un piatto di uova, salsiccia e becon in un letto di ketchup. Ammmerica!
Un link della città QUI





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