La radio e un viaggio in autostrada
Era da un po’ di tempo che non facevo un viaggio lungo in macchina per le strade d’Italia. Esattamente da quell’ultima volta che promisi a me stesso di non viaggiare più in macchina per tratte lunghe, dopo aver passato più di cinque ore fermo in autostrada su un viadotto, fra Tir in colonna. Stavolta, complice l’esigenza di dover fare varie tappe, mi sono trovato costretto a partire in automobile. Così mi viene spontaneo farne una breve cronaca su appuntidiviaggio.
E’ una bella mattina di novembre, l’aria è abbastanza fresca quando, messi in macchina i bagagli, parto in direzione sud. Sono solo e abbastanza rilassato, mi aspettano molti chilometri, varie località e impegni più o meno piacevoli. Pieno di gasolio e via. Accendo la radio, fedelmente posizionata su Radio Dee Jay, imposto la destinazione e sono già per strada. In compagnia dei miei pensieri, delle chiacchiere di Linus e Nicola e dei brani musicali che si susseguono, sono già in autostrada. Il traffico è sostenuto. Camion, furgoni e macchine riempiono le corsie. Non ne faccio un dramma, ormai sono abbastanza abituato. Ho deciso di prendere il viaggio con filosofia e di stare rilassato. Visto il traffico, non è possibile neanche pensare di raggiungere la velocità massima prevista dal codice. Si cammina al di sotto dei 100 km/h con continui rallentamenti. E’ necessario fare molta attenzione. Suona un bel brano di Seal. Passa la pubblicità: prenota il film in dvd “Natale a casa di Dee Jay”. Lo spot lo avrò ascoltato centinaia di volte! La mia mente vola, penso alla prossima vacanza, immagino momenti piacevoli, penso al lavoro, ai miei amici, al viaggio. Prepotentemente ritorna la realtà del viaggio. Il traffico, anziché diminuire, aumenta. I primi “furbi” della guida non tardano a farsi vivi: sorpassi a destra, ingombro della corsia d’emergenza, distanze di sicurezza neanche a parlarne, gimcane tra i birilli per l’occasione con le sembianze di auto e camion, rallentamenti per i soliti lavori in corso. Insomma, un bel divertimento! Passano i chilometri e io cerco di stare sempre tranquillo, ascoltando la radio perduto tra i miei pensieri. Inizia a diradarsi il traffico. Inizio a camminare più forte. Sono in macchina da quasi due ore e ancora ho percorso poca strada rispetto al tragitto totale. L’orario previsto di arrivo, a quella media, è troppo tardi. Finalmente si inizia a camminare bene. Sorpasso uno dei soliti Tir che incontri sempre in autostrada, quello con il wurstel gigante disegnato dietro il portellone, che solo a guardarlo - quando hai fame - ti fa venire voglia di addentarlo da dentro la macchina (chissà poi perché li incontro sempre!). Esco da una curva dopo aver rallentato per qualche macchina e si apre dinanzi a me un rettilineo senza macchine. Quinta: 180 Km/h. 190 Km/h. Sono solo. La strada è libera, la giornata limpida e il motore si fa sentire. Ha voglia di riprendersi anche lui. Io ho voglia di recuperare. E’ anche un piacere. Penso, guido, guardo allo specchietto retrovisore. NO! Cazzo, NO! L’autovelox! NO! Proprio lì, dietro al guard-rail, nascosti, in una piazzola di sosta, appollaiati, come dei guardoni in procinto di spiare la loro preda, i poliziotti intenti a “catturare” il pirata della strada. Cazzo! Mi hanno fottuto. Mi hanno fotografato di sicuro. Nell’unico tratto di strada libera c’erano loro appostati. L’unico tratto di strada tranquilla, dove si poteva essere prudenti anche camminando veloce. In tutti i tratti trafficati, dove il pericolo era in ogni dove, loro… non c’erano. Solo lì! Mi girano abbondantemente le… Proseguo. Rallentando, ma non troppo. Tanto ormai … les jeux sont fait. La pubblicità, la musica, Linus e Nicola hanno ormai ceduto la postazione radio. Luciana Littizzetto e Paoletta chiacchierano simpaticamente. Io mi sento piuttosto incazzato, ma rassegnato. Il tempo passa e anche i chilometri. Mi fermo ad un Autogrill. Ho fame, ho sete e devo andare al bagno. Il solito vociare. Le solite promozioni. Il giro obbligato intorno a mille prodotti di ogni genere. Un salto al bagno, il solito obolo, l’odore fastidioso, le solite scritte di ogni tipo sui muri, il solito via vai. Poi, una coca cola, una rustichella e via di nuovo in macchina. Non mi interessa niente, penso a guidare e ho voglia di arrivare. I camion su strada, rivedo gli stessi immancabili Tir di “Catone trasporti”, nessun viaggiatore della domenica: è l’Italia del lavoro che si muove. Sono passate ormai alcune ore. Ho già ascoltato “Ciao Belli” e passa ora “Dee Jay Time”.
La barriera di Salerno e il telepass che emette il suo tipico bip. Abbandono l’autostrada a pagamento e inizio un nuovo percorso, in mezzo al caotico traffico della zona di Salerno. Traffico, traffico. Siamo quasi fermi. Lentamente riprendo a viaggiare più regolarmente. L’A/3 Sa- Rc adesso è più accessibile e riprendo velocità. Musica, chiacchiere, pubblicità, “Playdeejay”. I chilometri restanti sono sempre di meno. Adesso posso andare. Affondo l’acceleratore, la velocità aumenta rapidamente. La strada è libera. Rifletto. Ho già preso una foto. Rallento. 160 km/h. Curva, galleria, rettilineo. Frenata! E no! Ancora! Ancora acquattati dietro il guard rail altri poliziotti con la loro mostruosa macchinetta. Vaff…! Stavolta non lo so se mi hanno beccato. Forse sono al limite. Spero in uno scarto del tachimetro e nell’impostazione della macchinetta. Impreco. Mi girano come un frullatore! Proseguo. Penso: sarà che hanno trovato il sistema per incassare soldi per il deficit dello stato? Non mi sembra che abbiano a cuore la sicurezza della gente, quanto il bisogno di fare cassa con un gran quantitativo di multe. Nei posti dove era necessario un’attenzione maggiore alla sicurezza stradale non ho incontrato una sola pattuglia, mentre nei posti tranquilli… Vabbè, ormai sono rassegnato. Continuo il mio viaggio, mi manca ancora un bel pezzo di strada. Musica, pensieri, parole, “la Pina”. Guido e la strada è sempre più corta. Rettilineo, curva e poi… il mare al tramonto. All’orizzonte, al di là del guard rail l’acqua ed il cielo in un caleidoscopio di colori cangianti: una visione che mi riconcilia il buon umore. Sono arrivato. Penso al viaggio di ritorno e mi scappa una nuova promessa: viaggi lunghi in macchina? Mai più! … Sarà così? ![]()
Foto scattate con il cellulare
Basso costo?
Stanno nascendo sempre più compagnie aeree cosiddette low cost, cioè a basso costo. Altre si stanno convertendo man mano in low cost, oppure creano delle "seconde linee" low cost. Poche si stanno dedicando veramente ai servizi verso il cliente. Non voglio neanche pensare di fare un saggio su queste compagnie a basso costo, mi limito solo a qualche piccola considerazione e ad una riflessione sui tempi che cambiano. Penso innanzitutto che queste linee aeree abbiano dato comunque un grande impulso al mercato con evidenti vantaggi anche per i viaggiatori. Di certo però non regalano niente a nessuno. Quindi si tratta di un nuovo modo di affrontare il mercato con nuove tecniche di marketing e diversi servizi offerti ai viaggiatori. Dietro le grandi promozioni e offerte si cela una grande conoscenza dei dati di mercato e un sistema di reporting completo e sofisticato. E la possibilità di fare business anche dove finora non era neanche pensabile: i contributi - rimborsi, o come diavolo si preferisce chiamarli, concessi a queste compagnie dagli scali aeroportuali utilizzati o dagli Enti locali di competenza, etc. Personalmente credo che si stia andando verso la saturazione di queste tecniche, sia per l'eccessivo affollamento di compagnie che usano sistemi e tecniche simili, sia perchè è in corso una battaglia legale sui "contributi", sia - principalmente - perchè i viaggiatori iniziano a non apprezzare molto alcune "tecniche di costi nascosti". Quante volte si trovano biglietti "scontati" rispetto alle proprie esigenze? Che servizi vengono offerti al viaggiatore? Perchè io che pago il biglietto intero viaggio nello stesso modo di chi paga un costo molto inferiore? Per i voli nazionali solo alcune di queste considerazioni sono valide. Per i voli internazionali le cose iniziano a cambiare. Ma non è tanto su questo che mi volevo soffermare (ho solo enunciato qualche considerazione), quanto sul diverso approccio e riguardo verso il cliente. Da compagnie "client oriented" sono diventate "client disoriented", dalla customer satisfaction si è passati a... fate voi. Provate a chiamare al call center di una compagnia che offre servizi low cost. Scoprirete che il costo della telefonata può superare il costo del biglietto. Non ci credete? Ecco un esempio dal sito di Air One. Se chiamate il call center al 199 20 70 80 il costo che verrà addebitato per la chiamata sarà questo:
| I costi sono espressi in centesimi di Euro al minuto; IVA esclusa |
Mi sembra che siamo passati dai numeri verdi, quelli gentili, quelli che non ti facevano spendere nulla, quelli che ti avvicinavano alle aziende per fidelizzarti, per chiedere informazioni etc, ai telefoni rossi, quelli che ... quando chiami preparati un mutuo! E se poi sei proprio costretto a chiamare, perchè per esempio hai comprato il biglietto su internet e non ti hanno mandato l'e-mail di conferma? Oppure, durante la procedura di acquisto si "imballa" il sistema dopo aver indicato i dati della carta di credito? In tutti questi casi... chiamate il call center! Personalmente preferirei vedere nascere anzichè tante low cost, anche qualche qualche compagnia con forte capacità di rinnovamento, al di fuori dell'omologazione, che offrisse "il miglior volo al giusto prezzo", con la giusta considerazione per il cliente: una intera compagnia Business a basso costo.
Una compilation d'atmosfera
Domenica scorsa, giornata piovosa e uggiosa, mi sono dedicato a creare una playlist musicale, per gioco, per passione ma principalmente per dare una particolare atmosfera ad un giorno importante
. La selezione musicale è stata abbasatanza lunga e, alla fine, ne sono usciti due Cd che, secondo me, riescono a creare una particolare atmosfer
a e piacevoli sensazioni. Ho voluto esprimere con le emozioni che sa regalare la musica, quello che le parole, a volte, non riescono a dire. Non ho voluto deliberatamente scegliere un Cd o una compilation già creata: ho pensato di crearne io una tutta nuova, molto personale, scegliendo i brani uno per uno. Ho creato così Nawal il mio doppio Cd, scegliendo il titolo dall' antica simbologia Maya (un esempio nella foto a lato). Che dire? ... riporto i brani che ho scelto e riversato nei Cd.
Cd 1
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Alicia Keys Gotan Project Katie Melua Bilal Nicola Conte Dusty Springfield Gato Barbieri Les Nubians & Casey Nicola Conte New Funk Generation Gato Barbieri Katie Melua Paolo Conte Norah Jones Manuel Franjo Guadalupe Pineta & Los Tres Ases Rae & Christian |
Harlems Nocturne La Cruz del Sur The Closest thing to crazy Soul sista Kind of sunshine The look of love I want you Tabou Sea and sand The messenger Blue Eyes Via con me Come away with me Tiempo Historia de un amor A distant invitation |
Cd 2
Nick the Night Fly Norah Jones Astor Piazzola Carlinhos Brown Koop Remy Shand Orishas Katie Melua Agricantus Gato Barbieri Amalia Grè Katie Melua Nitin Sawhney Nicola Conte Andreas Wollenweider Say Goodbay Don’t know why Vuelvo al sur Carlito Marron Summer sun Take a Message Mujer Crawling up the hill Amatevi Blue gala Io cammino di notte da sola Blame it on the moon Moonrise Wanin’ moon Sena stanjena?
Curieuse Island

L’Isola di Curieuse, poco distante da Praslin, raggiungibile dopo qualche decina di minuti di motoscafo, già al primo impatto si presenta in una forma che lascia presagire ciò che in essa vive.
Lì, su in cima, su uno spuntone a strapiombo sul mare, un enorme masso granitico, con le sembianze di una grande testuggine che, imponente, controlla qualsiasi movimento in mare verso l’orizzonte, è il simbolo che la natura ha regalato a questo piccolo isolotto. Sembra essere lì lì per cadere, in un equilibrio precario che lascia pensare che sia così da poco tempo: ma così non è. La sua precarietà è la normalità da diversi decenni, è allo stesso tempo bellissima, inquietante e cordiale nel suo presentarsi in una forma simpatica e, allo stesso tempo, temibile per la sua posizione, sembra più un monito al visitatore: fai attenzione! Abbi rispetto. Sbarcare su quelle bianche spiagge, circondato da un mare cristallino e da una natura rigogliosa lascia immaginare sensazioni di altri tempi, quando antichi viaggiatori scoprirono nuove terre. Il silenzio, le onde del mare con il suo profumo misto a quello della vegetazione; il sole forte che sembra riempire l’ambiente solitario, rafforzano quelle sensazioni di rivelazione. Ben presto però, percorrendo il tratto di spiaggia, poco più su in direzione della vegetazione più ricca, ad Anse St. Josè, si sente quel non so che di inquietudine, scoprendo la “vecchia casa del medico”, un edificio creolo, oggi monumento nazionale, diventato un vero museo della natura all’interno di un’isola sperduta e disabitata. Ma l’inquietudine non la si avverte per questo, quanto per la storia di quella casa e dell’intera isola: un luogo di isolamento per lebbrosi. La casa del medico era l’infermeria e la sua abitazione. Poco distante il villaggio dei lebbrosi. L’isolamento. Un ghetto miserabile, in un angolo paradisiaco, lontano dalla terra e dal mondo, come tale, ritenuto un luogo sicuro per evitare il diffondersi delle infezioni, buono per isolare gente sfortunatamente malata. Un luogo che accoglieva anche altri malati, in particolare dalle “vicine” isole Mauritius che, per una forma di reciprocità, scambiava i suoi lebbrosi con i malati di mente delle Seychelles. E’ questa la sua storia, molto sinteticamente. L’inquietudine ti assale solo a pensare alla sua storia, durata fino al 1965. Ma è principalmente per questo che l’Isola si è mantenuta intatta naturalisticamente. Oggi è un parco nazionale, con un piccolo museo e una riserva per la riproduzione di tartarughe giganti, abitata solo dai pochi rangers che ne custodiscono l’integrità.

In quel posto, in quel mare, ho fatto uno dei bagni al mare tra i più belli che ricordi.

Tartaruga

Una delle tante tartarughe che vivono alle Seychelles. Infatti in queste isole vive una numerosa quantità di tartarughe sparse nelle varie località. In particolare una importante concentrazione di questi simpatici animali si trova nell'isola di Curieuse, a poca distanza da Praslin, dove hanno a disposizione l'intero territorio controllato e abitato solo da un gruppo di guardiani. Per il resto sull'isola si può andare esclusivamente in gita e con la guida dei "rangers" che si occupano, tra l'altro, del centro di riproduzione delle tartarughe. Una bella gita da fare per chi pensa di andare da quelle parti. Nei prossimi giorni pubblicherò qualche altra foto su questa piccola isola, molto interessante. Questo esemplare di tartaruga gigante di Aldabran pare che abbia più di novanta anni e, a quanto pare, ha davanti a sè un'aspettativa di vita ancora lunga
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Ha vinto ... l'altro

Bush ha vinto democraticamente le elezioni USA. Il popolo americano ha preferito lo scherzetto!
Tanti commentatori, opinionisti, esperti e pseudo tali, si stanno avvicendando nelle varie trasmissioni televisive per analizzare il voto. Provano ad interpretare il risultato. La mia modestissima opinione è che ha vinto la paura... del cambiamento. Speriamo bene. Ma ora è tempo di riprendere a parlare di viaggi. Ho dedicato una certa attenzione a questo appuntamento elettorale, alla politica, adesso è ora di riprendere il volo... riprendo a scrivere un pò di "appuntidiviaggio". ![]()





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