Ritorno

Di ritorno da una bellissima vacanza in posti come quelli della foto, la prima cosa che mi viene in mente è che è veramente difficile ritornare alla vita normale, ma ce la farò e racconterò qualcosa di questo viaggio arricchendo tutto con moltissime foto ![]()
Buone Vacanze

Buone vacanze a tutti!
Appuntidiviaggio va in vacanza... a presto con altre novità.

Palme in spiaggia a Cayo Largo

Rispetto alle foto pubblicate in precedenza, ora ne pubblico una diversa, mettendo in evidenza le palme, presenti in quantità, sulla splendida spiaggia di Playa Sirena. All'orizzonte si intravede il mare, così come alle spalle del fotografo (io per l'ccasione), a breve distanza, c'era l'altra spiaggia e il mare.
La Bodeguida del Medio e la Santera

Altre due foto di Riccardo. Sopra la Bodeguida del Medio, famoso locale Habanero, probabilmente il più famoso, dove Ernest Hemingway amava andare a bere il suo Mojito. Sotto una santera (o almeno dovrebbe essere tale), "affaccendata" in una bancarella di vendita. In molti casi ci sono persone che si mettono in posa proprio per le foto turistiche (dietro qualche ricompensa).

Quando si dice le coincidenze

Riccardo da Osimo (An), mi ha inviato alcune sue fotografie che oggi inizio a pubblicare.
Abbiamo scoperto che ci siamo trovati, lo scorso luglio, contemporaneamente fra le spiagge caraibiche di Cayo Largo. Nella piacevole e allegra foto sopra un gruppo di ballerini durante una loro esibizione. In quella di sotto un trenino per turisti in giro verso le spiagge.

Il Corriere della Sera mi "ha rubato una foto" (atto II)
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(il primo atto è stato postato da Cubanite)
Oggi mi ha chiamato il mio amico Marco (Cubanite) per comunicarmi che sul Corriere della Sera, nella sezione Milano/Tempo libero a pag
E qui mi nasce una domanda: come sta cambiando il giornalismo con la miriade di informazioni e foto che girano su Internet? Molti giornalisti hanno spesso criticato i blog come una sovrapposizione e copiatura di notizie giornalistiche; hanno criticato i blog come fenomeno sociale e di costume, come una sorta di vetrina dove mettersi in mostra e come espressione di una voglia di esibizione da una parte e voyeurismo dall’altra. Salvo poi a crearne molti gli stessi giornalisti! Si è parlato anche della rete e dei blog come una sorta di male per il giornalismo, come un posto dove le notizie passano liberamente, mettendo potenzialmente in “pericolo” la stessa “vera” professione giornalistica. Se ne son dette tante ! E non mi dilungo. L’unica cosa che sottolineo è che, in questo caso, anche un blog (nel caso specifico Cubanite dal quale è stata scaricata la foto), nel suo piccolo, piccolo, microcosmo ha “contribuito” alla realizzazione di un articolo, in parte sovvertendo le regole del gioco: da “razziatori” di notizie e immagini a “razziati”.
Bhè che dire ? Un bel passo avanti!
A questo punto mi piacerebbe se la foto la utilizzassero anche i Cubanito 20.02: per loro uno strappo alla regola lo potrei fare volentieri! Un piccolo omaggio italiano ad un piacevole gruppo cubano.
P.S. adesso vediamo se riusciamo a pubblicare la foto dal giornale! eh eh ![]()
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Viaggiare e vivere un viaggio
Pubblico un estratto di un mio post sul forum di Cubapratica, in cui si affronta un interessante tema sul modo di viaggiare e di vivere un viaggio:
(…)
Mi riferisco al modo di essere turista / viaggiatore, al modo di conoscere un posto, di comportarsi durante un viaggio. Bhè, io una mia idea me la sono fatta e , in buona parte, coincide con molte delle tue argomentazioni.
Hai ragione, secondo me, quando dici siamo tutti turisti agli occhi degli indigeni (…). Hai tanto ragione che io continuo a sostenere che l’unico vero modo di essere è essere se stessi – sempre- anche in viaggio. Mascherarsi, intrufolarsi, cercare di essere chi non si è, è il peggiore dei modi per viaggiare, per conoscere, per relazionarsi. Non si è viaggiatori o turisti in base al modo di viaggiare, quel che fa la differenza, per me, sta nell’animus con cui ognuno si muove e si relaziona, indipendentemente se va in sacco a pelo, fa migliaia di km “avventurosi” o gode delle comodità di qualche bell’ albergo, ovviamente non parlo di chi vede un luogo dal bus turistico o da chi sta chiuso in un all inclusive, ma di chi vive un paese. E ritorno al modo di relazionarsi e al modo di essere, senza voler fare ragionamenti prolissi, cerco di darti la mia impressione e modo assolutamente personali di fare, che rispecchiano il mio modo di pensare. Quando viaggio (e anche quando non viaggio se è per questo!) ci sono due regole che penso siano regole di vita: essere sempre sé stessi e avere rispetto degli altri. Sembrano dei principi banali, ma dietro queste banalità si cela un modo di vivere. Viaggiare, scoprire, conoscere, relazionarsi, con i luoghi e con la gente (cosa più difficile di quanto a prima vista possa sembrare), significa mostrarsi, scoprirsi alla gente e ai luoghi, come una tabula rasa che deve essere scritta per la prima volta, in questo caso dalla gente che incontri e dai luoghi. Se cerchi e indossi la maschera, non si avrà mai un giusto feeling né con i posti né con la gente. Se ad esempio vuoi essere un cubano a Cuba, farai sempre la figura del cog…ne di turno, quello che evidenzia immediatamente quel che realmente non è . Se dimostri di essere te stesso, con pregi, difetti – anche da turista – sarai più apprezzato e riuscirai a relazionarti più facilmente.
Mi piace andare in giro, conoscere luoghi, persone, curiosità, culture, tradizioni, divertirmi; spensieratamente accostarmi ai luoghi e alla gente, senza pregiudizi, con rispetto, magari in maniera spiritosa, lasciando spazio solo a quella sensazione che nasce a pelle di simpatia o meno verso le persone, da come si comportano, da come rispondono, da come reagiscono, insomma scelgo io le persone senza un vero metodo. Tanto, nel caso inverso – di scelta loro – sarai sempre considerato un turista, mai un viaggiatore o uno di loro o qualcosa di vicino a loro: un turista, magari studioso, colto, interessante, che cerca di capire le loro idee ed esigenze, ma sempre uno straniero, forse in questi ultimi casi anche un tantino rompiballe, anche per l’atteggiamento che tende ad assumere, quasi un medico che visita un paziente e, sentirsi un paziente – per chiunque – fa girare un po’ le scatole. Ho conosciuto così tantissima gente, scoperto luoghi, tradizioni, culture, senza mai avere una meta precisa. Ho frequentato dai bassifondi ai posti migliori. Ho conosciuto gente di tutti i tipi e in ogni luogo, passando per tutto l’arco comportamentale: dalle puttane, ai travestiti, dai professori alle elite e ognuno che ho frequentato ha saputo regalarmi qualche sensazione ed emozione. Non compro amicizia, sesso, compagnia. Cerco e trovo solo esperienze di vita, bei momenti da dare e ricevere, divertimento e conoscenza. Devo dire che tante volte si incontra male, ma è facile cambiare rotta. Altrettanto facile è sbagliare sul tipo di persona giudicandola da dove viene e cosa fa. (…)
Penso che un posto non ha una sola chiave di lettura, come anche la gente, tutto dipende proprio dagli occhi con cui si guarda un luogo, la loro cultura, le tradizioni, le genti. Ognuno interpreta secondo ciò che ha vissuto, ciò che i suoi occhi hanno letto. Mentre mi diverto, frequento gente, luoghi e mentre conosco, vivo sensazioni, imparo, scopro e interpreto a modo mio. Mi faccio conoscere per quello che sono e conosco quel che vedo, con curiosità e attenzione a tutto ciò che vivo. Rispettando gli altrui punti di vista e opinioni, modi e cultura. Ho vissuto momenti belli e meno belli, sensazioni, emozioni, passioni e mi è sempre rimasto qualcosa di bello e di vivo dentro. Non mi elevo a giudice di nessuno, cerco solo di godermi i momenti e prenderne il meglio che c’è. E devo dire, che di cose belle se ne trovano tante anche dove non si aspetta. E la sorpresa è ancora più piacevole.
Diversamente, dando una lettura obiettiva ai luoghi, alla cultura, alle persone, significherebbe farne analisi, studio e anche se fosse questo, non credo proprio che si possa dare una sola interpretazione ad un mondo composto da un’infinità di sfumature. Forse solo i dati statistici, nella loro freddezza possono accomunare luoghi e persone dentro una serie di numeri , curve e analisi. Tutto questo mi interessa poco, a me interessano le emozioni, le sensazioni di un posto.





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