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Archivio Marzo 2004

Cuba - Pinar del Rio e la Valle di Vinales - Foto

di appuntidiviaggio (31/03/2004 - 15:35)

In un mio precedente post su Pinar del Rio e la Valle di Vinales, ho scritto un appunto che ora mi piace integrare da queste fotografie trovate in rete per rendere ancor più vivo il mio racconto. Le foto, di Peter Manzelli, le ho tratte da questo sito dove è possibile vederne tante altre molto belle.

Suggerisco agli amanti di Cuba di vedere le foto e di rileggere il post (se si ha voglia !), per calarsi in un luogo veramente straordinario.

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Il Macellaio di Djerba

di appuntidiviaggio (25/03/2004 - 17:08)

Dopo una lunga e piacevole giornata trascorsa al mare, tra sole, nuoto, ozio e qualche gita a cavallo lungo le bianche spiagge di Djerba, rientriamo con l’unico pensiero di fare una bella doccia e uscire. Andare alla scoperta dei luoghi soliti o insoliti del paese lasciandoci portare unicamente dal nostro istinto.

Finalmente siamo pronti, prendiamo la macchina e via. Ci addentriamo per le strade malconce di Djerba. La viabilità non è certo delle migliori sia all’interno che, ancor di più, nelle zone limitrofe. Ma non è certo questo che può scoraggiarci. La nostra macchina made in japan si comporta discretamente e noi abbiamo voglia di scoprire. Girovaghiamo, per prendere confidenza con il posto e vedere, conoscere, ammirare. Notiamo tanti cantieri aperti: è un posto che si stà ancora realizzando. Scattiamo qualche foto, chiacchieriamo con qualche ragazzo per strada. Nelle strade, molti uomini. Nei locali, molti uomini seduti intenti a misurarsi nell’arte del dolce far niente, magari a fumare il narghilè in compagnia. Di donne in giro neanche a parlarne. Vivo la sensazione di una società maschilista. Passiamo da una via all’altra, lungo le vie semi asfaltate e polverose, tra negozi, bar e banchi vari. E’ quasi buio, cominciamo ad aver fame, specialmente dopo aver mangiato solo della frutta durante la giornata. Tra una chiacchiera e l’altra con qualche tizio del luogo, ci segnalano un posto tipico dove poter mangiare della buona carne locale preparata al momento. Seguiamo attentamente le indicazioni. Ci prepariamo ad una lauta cena. Immaginiamo un ricco piatto da assaporare. Sappiamo già che non è un locale turistico e rifinito, ma ci hanno assicurato circa la bontà dei prodotti. Siamo preparati al tipico “rifugio”. Percorriamo una lunga via buia, pensiamo di aver sbagliato quando scorgiamo una luce al neon in lontananza, proprio laterale alla strada. Il posto è quello. Finalmente siamo arrivati. Lasciamo la macchina proprio di fronte al locale in un larghetto polveroso . Scorgiamo da fuori che è una macelleria, con gli animali appesi per la vendita, un piccolo banchetto interno, un paio di tavoli di plastica proprio nell’aia polverosa fronte strada. Un omino, in uno strano vestito tipico del luogo, ci accoglie simpaticamente. Il suo volto assomiglia al buio del vuoto, perduto nel suo tipico copricapo bianco che gli avvolge l’intera testa. Ha un bel gilet multicolore e delle scarpe strane sotto dei pantaloni stretti in fondo e larghi ai fianchi, con il cavallo che si perde tra le mille pieghe. E’ una persona simpatica, cordiale e allegra, mi sembra un tipo anomalo rispetto agli altri che abbiamo conosciuto. Finalmente ci sediamo. La fame ha già preso il sopravvento su di noi. Con l’amico tunisino ci capiamo fra un italiano stentato suo e qualche gesto nostro, ma riusciamo ad ordinare della carne alla griglia e delle patate. La griglia è proprio lì, in bella vista, a due passi da noi che già arrostisce qualche pezzo di carne per altri avventori nostri vicini (gli unici!). Il tavolo, le sedie, le posate, i bicchieri danno il senso di precario e provvisorio molto in linea con l’intero posto. Non possiamo chiedere altri tovaglioli di carta. Dicono che non ce ne sono altri, ma abbiamo netta la sensazione che non vogliano privarsi di merce pregiata! Ma non ci interessa niente, abbiamo fame, siamo allegri, c’è anche una musica di accompagnamento e vogliamo mangiare. Birra e patatine in attesa del piatto forte: la carne! Li vediamo indaffarati intorno al fuoco, si parlano animatamente in un linguaggio incomprensibile, senza capire se stanno parlando seriamente, se scherzano o se stanno litigando, in qualsiasi caso ,secondo noi, si sarebbero comportati ugualmente.

Uno di loro, un tunisino vestito di bianco, dall’aria seriosa e lo sguardo un po’ truce, ci passa a fianco e si avvia oltre la strada con passo flemmatico. L’amico simpatico, col suo fare chiassoso, ci dice qualcosa di incomprensibile e noi annuiamo, facendogli capire di aver capito ma in realtà non abbiamo capito nulla! Niente di importante, pensiamo.

Dopo qualche minuto, vediamo spuntare dalla strada il tunisino vestito di bianco. Immerso nell’oscurità e al riflesso del neon sembra una specie di apparizione. Con sé, porta al guinzaglio, come un affettuoso cagnolino, un piccolo, bianco, agnellino. E’ un’immagine quasi tenera. Entrambe le figure completamente bianche, la stranezza dell’agnello al guinzaglio, un sorriso appena accennato dell’uomo che, ora, sembra meno serioso, rendono la cosa quasi surreale.

Ritorna così alla sua postazione. L’uomo e l’agnello sono lì, vicino a noi. L’agnello sempre con il guinzaglio e lui, flemmatico, prende qualcosa dal banchetto, dà una carezza all’agnello, gli toglie il guinzaglio, gli passa la mano delicatamente sotto il collo, gli alza leggermente la testolina e… zac!, con un coltello affilato, in un sol colpo, sgozza il povero, piccolo, agnello. E’ un’immagine raccapricciante. Che si sussegue in un tempo brevissimo ma che, allo stesso tempo, sembra durare un’eternità nella mia mente e nel mio ricordo. La ricordo come se fosse stata vissuta al rallentatore. In quel momento quel gesto non me lo aspettavo. Proprio lì al nostro fianco. Il corpo dell’agnello  sanguinava sul terreno, tenuto dalle mani del tunisino vestito di bianco, che aveva un sorriso ancor più accentuato, quasi un ghigno. La sensazione è stata per noi molto forte. La fame era sparita d’incanto. Ci sentivamo come se ci avessero dato un forte calcio nello stomaco. Non mangiammo più nulla.

Riprendemmo a girare nella notte.

Non ho mangiato più agnello e non ne mangerò neanche per Pasqua.

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Tunisia

di appuntidiviaggio (16/03/2004 - 15:58)

Tunisia – Il deserto

 Trascorrere qualche giorno in Tunisia, anche in primavera, può essere una bella esperienza di viaggio, relativamente vicino a noi.

Una delle mete da non mancare è il deserto ,  dove poter programmare una bella escursione a bordo di fuoristrada.

La magia del deserto, con il suo paesaggio unico, immerso nei colori cangianti sotto la luce del sole, la sua notte magica, le tipiche tende, la gente del posto, i piatti tipici, i falò nella notte, rendono questa esperienza veramente suggestiva e unica.

In questo periodo ho poco tempo, proverò a riparlarne in momenti più tranquilli.

Un altro post sulla Tunisia QUI. La foto è tratta da Stefaniasofra

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Curiosità culinarie dal Giappone

di appuntidiviaggio (09/03/2004 - 19:04)

Tra le curiosità che vi si possono trovare ce n’è una che mi ha lasciato abbastanza stupefatto: Il cocomero. Si proprio il frutto dell’estate, comunissimo in Italia, in Giappone è considerato un prodotto quasi esclusivo. Molte volte si trovano cocomeri come quello nella foto, “creati” in forma cubica, attraverso un sistema di produzione che costringe la crescita del frutto in un recipiente a forma di cubo. La produzione avviene in delle serre, che di tipiche serre hanno ben poco (assomigliando più a laboratori di ricerca), addirittura coltivate non nel terreno ma in dei contenitori con una specie di base di cotone (o non so precisamente cosa), in cui crescono i cocomeri già pronti in forma cubica! Tanto per capirci, una specie di sistema simile a quello che da ragazzini ci facevano fare a scuola con i fagioli, per vedere come cresceva la pianta! Solo con dimensioni ben diverse!

Il sushi invece è una vera arte per loro. Molto apprezzato anche da noi, per la sua preparazione, leggerezza e sapore. Ci sono moltissimi locali dove poter assaporare del buon sushi, dai più lussuosi ad una specie di Mc Donald’s del sushi, ma con caratteristiche molto tipiche. Vederlo preparare è veramente interessante, per la maestria e la cura con cui cuochi esperti lavorano.

 

 

    Il gelato al thè verde, prodotto assolutamente unico, servito in piccole coppette, di colore verde intenso, dal sapore indescrivibile e particolare, ma – per me - dal gusto inesistente. Meglio un magnum! Da mangiare solo per la curiosità di provare qualcosa di diverso. Del gelato non ho foto e duplico il sushi in formato "porta a casa".

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U.S.A. J.F. Kerry for President

di appuntidiviaggio (04/03/2004 - 15:19)

U.S.A. – John Forbes Kerry for President

U.S.A. – John Forbes Kerry for President

Gli States mi hanno da sempre affascinato, sin da quando ero un bambino. Io, come tanti altri ragazzi di ieri e di oggi, abbiamo subito l’influenza culturale americana. Mi viene in mente uno dei film e degli attori che hanno segnato la mia crescita, Un Americano a Roma, con Alberto Sordi, che meglio di tanti altri è riuscito ad affrontare questo argomento in periodi ben diversi dai nostri. Nel bene e nel male, la cultura americana ha influenzato il nostro modo di vivere. Oggi ancor più di ieri condiziona le sorti del mondo.

L’America ho avuto il piacere di visitarla molte volte, ne ho conosciuto la sua variegata cultura, i suoi modi di vivere, la sua diversità fra i vari Stati dell’Unione. Continuerò a frequentarla, ogni volta che ne avrò la possibilità. Continuerò ad ammirarla e criticarla. Oggi però, da come ho titolato il mio post, parlo, contrariamente al mio solito, di politica, per la sua influenza che riporta sulla popolazione, sui modi di vivere e sul grado di consenso che riesce ad avere sul piano dei rapporti internazionali non fra gli Stati, ma fra le persone ed i popoli.

Sin da subito non ho mai apprezzato l’attuale Presidente Bush, quando ancora era Governatore del Texas. Ancor di più dopo la sua elezione. Ma, non essendoci limiti al peggio, oggi mi piace esprimere, liberamente, la mia contrarietà a tutta la sua politica durante questi quattro anni di Presidenza. Il suo atteggiamento da Cow Boy, la sua arroganza, il suo essere ostaggio delle lobbyes degli armamenti e del petrolio, la sua scarsa attenzione all’ambiente, ai suoi partner internazionali, alle organizzazioni internazionali, ai vari sud del mondo; per non parlare dei suoi “non partner” internazionali. Ma anche nei confronti del suo stesso popolo, non mi sembra che abbia attuato una politica di crescita del Paese, né della tutela delle minoranze, dei meno abbienti, del sociale e della cultura. Tantomeno nei confronti del sistema economico americano e delle sue imprese, mi sembra che abbia ottenuto risultati che possano definirsi, anche minimamente, soddisfacenti. Tutt’altro! Si, qualcuno potrebbe addurre contingenze internazionali e situazione di crisi dovuta al terrorismo. Questo è parzialmente vero, così come posso anche pensare che con una politica diversa da parte sua, anche sul piano del terrorismo, dei rapporti internazionali e dell’economia, probabilmente avrebbe sortito risultati diversi. Ma non è con i se o con i ma…. Il bilancio di questa presidenza, dopo questo mandato, mi sembra che sia decisamente negativo sotto tutti i profili. Ancora oggi sta concentrando la sua attenzione , anche per il futuro, sul problema della sicurezza nazionale e sul terrorismo internazionale. Per me in maniera demagogica, oggi, per spostare l’attenzione dei problemi e far leva sulla sensibilità del popolo americano sulla paura del rischio terrorismo. Non che questo non sia un problema, anzi direi che è un grandissimo problema di rilevanza internazionale. Ma non condivido la sua politica nell’affrontarlo! Penso che con altri sistemi, con maggior aggregazione internazionale, si otterrebbero risultati migliori, anche perché i risultati conseguiti con i suoi sistemi, non credo che brillino per eccellenza. E a che costi in termini di vite umane ed economici? Non ne faccio un discorso di schieramento politico aprioristicamente contrario. E’ solo il risultato di un mio libero convincimento, al di fuori da qualsiasi condizionamento partitico, che non c’è! Semmai, in una prima fase ho anche condiviso alcune sue scelte, ma sia dopo, sia nel suo complesso non ho più condiviso nulla. Tra i risultati di questa sua politica, anche da un diverso angolo visuale, trovo che l’immagine degli States sia abbastanza adombrata dal suo modo arrogante di affacciarsi sulla scena internazionale. E ancor di più il suo popolo che, francamente, paga lo scotto sia a livello internazionale, sia al suo interno. Non credo proprio che sia realmente un popolo come oggi appare, con la miope visone del mondo limitata alla propria sicurezza e ai propri interessi, al pari dell’attuale politica . Sanno molto bene che le sorti delle future generazioni mondiali e dei rapporti tra i popoli e i Paesi, dipendono in larga misura dal loro Paese.

Gli americani hanno molto da insegnare, in termini di democrazia, di modi di vivere, di libertà. Il prossimo 2 novembre ne vorrei un piccolo saggio con l’elezione di J. F. Kerry. Perché l’alternanza di governo è un principio insito nella loro democrazia evoluta; perché si possa dimostrare che con una politica diversa si possono ottenere risultati migliori. Per restituire al popolo americano la fiducia che merita. Stavolta mi schiero per J.F. Kerry e spero solo che sia in grado di governare meglio di come è stato fatto sinora un popolo ed un Paese che ha il potere di condizionare le sorti e la pace nel mondo intero. Ho fiducia nel popolo americano.

Il blog di John Kerry

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Giappone

di appuntidiviaggio (02/03/2004 - 15:58)

Parco nel tipico stile giapponese. In evidenza la contrapposizione delle due foto che pubblico. Entrambe esprimono lo spirito del Giappone e dei suoi luoghi.

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Giappone

di appuntidiviaggio (02/03/2004 - 15:52)

 

Giappone - Tokyo quartiere di Ginza - il centro degli affari dellla città.

 

Pensando al Giappone, la nostra immaginazione ci porta a pensare allo stereotipo nella sua primaria accezione di moderno Paese con grandi grattacieli, strade affollate, traffico, strade e macchine dappertutto, insegne luminose sproporzionate. Il che è tutto assolutamente vero. Ma non è solo questo. E’ anche cura del particolare, ricercatezza dell’armonia, sentimento delle tradizioni, religione. E questo riesce ad esprimerlo in alcuni luoghi, anche nei grandi centri abitati, ma ancor di più nelle sue città storiche e artistiche. Questa fusione di tradizioni e modernità, contraddistingue in maniera assolutamente unica lo scandire della vita del giapponese e si esprime nelle contraddizioni che potrebbero venirne fouri dalle foto che pubblico.

Un altro post per continuare sul Giappone l’ho fatto Qui

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