Ciao sono appuntidiviaggio
Vedi il mio profilo


Dicembre 2003

DLMM GVS
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Dicembre 2003

The Bloggers: un popolo di viaggiatori

di appuntidiviaggio (31/12/2003 - 13:05)

xplane4.jpg The Bloggers: un popolo di viaggiatori. In questi giorni di festa, preso dalla frenesia dei regali, dai parenti, dalle serate in compagnia, dal lavoro, più convulso che mai (sembra che con la fine dell’anno viene la fine del mondo!), ho avuto poco tempo e poca voglia per scrivere sul blog. Principalmente per la confusione che ti creano questi periodi di festa. In compenso ho trovato qualche momento notturno per girare in rete. Ma, incredibilmente, ho notato un certo periodo di stanca. Ho pensato che un po’ tutti fossero particolarmente presi dalle festività. Poi, ripensandoci, ho constatato che fra i blog che provo a leggere, non c’era più nessuno! O quasi. E lì è aumentata la mia confusione. Qualcuno è andato a Cuba a prendersi una bella cubanite; qualche altro … sempre a Cuba, per far crescere la patologia. Chi dagli USA è tornato in Italia; chi invece negli USA c’è andato. Ancora, chi dagli USA è andato in Chiapas e chi dal Guatemala è volato in Italia (forse), per proseguire sempre per il Chiapas. E la mia confusione continua a crescere. Chi è andato in Messico e poi c’è ancora chi è andato in Palestina… (?), no, forse mi confondo, quello non blogga! Chi si trova in Iraq, suo malgrado, pensa al suo ritorno e non può neanche scrivere sul blog. Senza contare gli spostamenti per l’Italia. Io sono qui nel mio ambiente. Continuo a lavorare e mi perdo in queste feste. Ma, penso, non sono io che ho un blog da viaggiatore? La confusione sale. Incredibilmente mi accorgo che qualcuno torna e, proprio in quel momento, mi rendo conto che il tempo è passato e siamo proprio a Capodanno. Ah! Gioia, gaudio … ma allora siamo quasi giunti!? Ora è il mio momento! E’ quasi arrivata la data della partenza. Finalmente, non me ne rendevo più conto. Allora oggi mi preparo la valigia. Però, rifletto tra me e me, al ritorno andando tra i blogs amici, mi piacerebbe trovare qualche buon appunto di viaggio di questo periodo di festa. Perché no!? Ci si potrebbe scambiare anche gli appunti e le foto, magari usando il track back (scoprendo magari come funziona!). Allora parto anch’io, vado a recuperare un po’ di materiale per il blog, magari per scambiarlo con qualcuno. Però, quando ritorno, rimettiamo tutte le carte al loro posto, in mezzo a tutta questa confusione non ci riesco proprio a stare! ;-) Buon Anno nuovo a tutti.

Vota questo post

Hawaii - Solo immagini

di appuntidiviaggio (30/12/2003 - 00:41)

hawaii-ohau-alba.jpg sunset-ohau.jpg oahu-ala moana di notte.jpg Tre suggestive e contrastanti visioni di queste splendide isole.

Vota questo post

Buon Natale e buone feste

di appuntidiviaggio (22/12/2003 - 00:54)

oahunatale.jpg A chi parte e a chi resta, Buon Natale e Buone Feste a tutti (nella foto Natale alle Hawaii, da www.Hawaii.com).

Vota questo post

L'Orologio

di appuntidiviaggio (19/12/2003 - 00:17)

ro_chrono.jpg Penso che l’orologio sia un oggetto molto bello. Un accessorio talmente personale che rispecchia il carattere di chi lo indossa. Specialmente per un uomo, che lo porta quale unico accessorio di pregio, a differenza delle donne che hanno la possibilità di portare altri gioielli. Oltre che come oggetto di culto, di passione, mi piace anche come macchina misuratrice del tempo. Con le sue complicazioni, i suoi meccanismi particolari, a volte molto sofisticati, scandisce il tempo implacabilmente. Anche troppo, non ci dà tregua. Ma non è lui a non darci tregua, è il nostro ritmo di vita che è tiranno, che non ci lascia tempo per pensare, per svagarci, per fare le cose secondo i modi che ci sono più congeniali. Viviamo di stress, con tempi troppo ristretti ma, allo stesso momento, con grandissime perdite di tempo inutili, tra le file, il traffico e quanto ognuno possa giudicar tali. Forse è per questo che però ho con questo particolare oggetto un rapporto di amore e di odio. Perché è “lui” che ci ricorda, che ci segna il passare tempo. E’ proprio “lui” il simbolo della freneticità del nostro vivere quotidiano. Ed è per questo che, per quanto mi piaccia per quello che è, non lo uso mai per quello che a me rappresenta. Anche nella vita di tutti i giorni. Può sembrare quasi impossibile, a molti, ma vivere senza di “lui” mi fa sentire più libero (senza perdere o ritardare un appuntamento!). Quando viaggio, quel senso di libertà cresce ancora di più. Mi piace vivere senza orari, mangiare quando ho fame, dormire quando ho sonno … lasciarmi portare dal sole fino alla “svolta” della giornata, quando la sera trasforma il modo di vivere. Dormire poco, riposare quando ne sento la necessità, e vivere senza sentire lo scandire costante delle ore. Durante il viaggio, specialmente se lungo, avverto un minimo di sensazione che mi fa sentire spaesato, non mi rendo ben conto dell’orario, del tempo passato, ma poi mi ci abituo immediatamente all’arrivo. Difficilmente soffro il jet lag (anche perché, generalmente ho un fuso tutto mio), così inizio quasi immediatamente a vivere il nuovo posto. Non c’è nient’altro che riesca a farmi sentire il sapore della libertà, da ogni cosa, da ogni vincolo, che quella di vivere così, come meglio credo! Ed è per questo che amo, in maniera particolare, quei luoghi che vivono sempre, pulsano, indifferentemente di giorno e di notte. Dove, con le dovute differenze, la vita continua a qualsiasi ora, non si ferma mai. L’unico neo di questa mia fissazione? A volte qualche aereo “mi aspetta”, ma dipende più dalla pigrizia che dalla mancanza dell’orologio. Eppoi, molte volte mi sento combattuto, vorrei tanto utilizzarLo perché mi piace, anche molto. Provo ad indossarlo e … fatalità, lo ripongo al suo posto. Mhà! Forse un giorno! Mi ripeto nella mia mente...

Vota questo post

Parigi - panorama by Night

di appuntidiviaggio (16/12/2003 - 20:03)

View image Veduta panoramica di Parigi di notte. E' una foto bellissima trovata in rete. Vale veramente la pena di vederla. Essendo una foto panoramica a 360° suggerisco di scaricarla e visualizzarla sul pc, a tutto schermo, e muoversi avanti e indietro con il cursore; oppure trascinarla con il mouse verso destra o sinistra. Altre soluzioni ai più esperti.

Vota questo post

Le isole Hawaii - 1

di appuntidiviaggio (13/12/2003 - 22:53)

oahu-khailua beach.jpg Le Hawaii, dove le tradizioni sposano la modernità. Da sempre considerate icona del bel viaggio, le Hawaii mantengono ancor oggi il fascino della meta esclusiva. Vuoi perché il viaggio è molto lungo (e costoso). Vuoi perché è un luogo ricco di bellezze naturali e di tradizioni, che gode di un clima invidiabile e dove si riesce a coniugare perfettamente lo stile di vita di chi vuole tutto ciò che la modernità, la grande città, i benefici della ricchezza di un Paese evoluto può offrire, con la serenità e la qualità della vita di un luogo da sogno, ameno, immerso nella natura. Qui tutto questo è possibile. La città di Honolulu, grande e moderna, offre tutto ciò che può dare qualsiasi città americana (o meglio, qualsiasi grande città occidentale). I suoi grandi palazzi a ridosso delle spiagge, i grandi alberghi, i centri commerciali, e quant’altro costituisce elemento comune alle grandi città, si sposa bene con la tutela della natura circostante sì da riuscire a creare un “unicum” nel suo genere. Dove, a pochi passi dal caos cittadino, si trovano spiagge e natura pressocchè incontaminate. Ci sono luoghi, che da soli, meritano un viaggio. Qui il rispetto dell’ambiente è un elemento caratterizzante del modo di vivere. Non immaginate questi luoghi solo come una grande città a ridosso di belle spiagge, che non lasci ricordi al posto che fu. Certo c’è pur sempre una grande città, ma permangono prepotentemente luoghi incontaminati, i suoi vulcani, il mare, le spiagge, la flora rigogliosa. Anche la gente è molto diversa dall’americano medio, che per tradizioni e cultura è molto lontano da loro. Si, non ha il calore dei popoli latini, ma ha l’apertura degli americani, mista a quel non so chè, forse rispetto (disponibilità?), o modo di fare, dei popoli orientali, una connotazione che li rende unici e veri. Qui le tradizioni si ripropongono nel loro quotidiano, nel loro modo di vivere, al punto da poter parlare di uno stile Hawaiano. Anche il loro modo di vestire, con le ampie camicie a fiori e palme, fa parte di questa tradizione; i loro suoni e la loro danza, insegnata sin da tenera età, unita ad antichi rituali, sono tutti elementi di un forte carattere di popolo. Non ha niente a che vedere con il tipico mondo americano. Questo luogo è un’altra faccia dell’America, per carattere, modo di vivere e tradizioni, diversa da ogni altra, forse la meno americana (nel senso tradizionale del termine); anche per i caratteri fisici della popolazione. E’ un posto dolce. (Continua…) Foto tratte da www.hawaii.com ohau-panorama.jpg

Vota questo post

Tunisia. Profumo di spezie ed un matrimonio berbero.

di appuntidiviaggio (07/12/2003 - 19:40)

Ad una distanza relativamente breve dall’Italia, solo un’ora e mezza di volo, si possono scoprire usi e costumi, posti e genti molto diverse da noi. A prezzi molto accettabili. Parlo della Tunisia. E’ un viaggio breve, che ci porta a girare per questo luogo, ancora ricco di misteri, di tradizioni e culture lontane. E’ un bel pomeriggio d’aprile, decidiamo di andare un po’ in giro per mercati. Ci addentriamo in un tipico mercatino. Nell’aria si spande il profumo delle mille spezie che, una moltitudine di venditori, propone agli avventori. Hai l’idea di trovarti in un caleidoscopio dove, nell’attraversare tutte le sfumature dei colori, combatti con intensi profumi, più o meno gradevoli. (continua nella parte estesa)
L’ambiente è tipicamente arabo, dove le contrattazioni sono piuttosto animate e finalizzate a spuntare il prezzo migliore, ma allo stesso tempo un modo, tutto loro, per comunicare e per scoprire gli altri. Probabilmente, se un cliente acquistasse un qualcosa senza contrattare, non saprei valutare se resterebbero più soddisfatti dal prezzo spuntato o insoddisfatti da una mancanza di contrattazione. Questo è un elemento che fa parte di loro, a cui non sanno rinunciare. Ci sono tante cose interessanti, lontane dal nostro mondo dello shopping, anche se in tanti propongono la stessa mercanzia, prodotta in serie. Le cose che più mi attraggono sono le tipiche lampade di terracotta, lavorate grezze con tipici disegni che lasciano attraversare la luce. Più ci addentriamo e più crescono i vari venditori che ti “perseguitano”. Ci ritroviamo in un negozio/fabbrica artigianale di tappeti, dove cercano di appiopparti di tutto, ma resta comunque interessante scoprire quel luogo. Il mercato, un posto tumultuoso, caotico, dove le grida si confondono alle musiche, i profumi gradevoli di alcune spezie ad altrettante puzze nauseabonde, i prodotti locali di artigianato sulle mille bancarelle mischiati ai tipici sapori del mondo arabo. E’ un posto molto vero, che esprime bene il carattere della loro terra. Cerchiamo di divincolarci dal mercato, ne abbiamo abbastanza! Ci addentriamo in strade a noi sconosciute. Dopo un breve cammino, ci ritroviamo, senza sapere come, al centro di una moltitudine di persone che si agita. Non riusciamo a capire cosa stia accadendo. Capiamo che non si tratta di qualcosa di cui preoccuparsi, sembra piuttosto un evento programmato. Ci soffermiamo e vediamo tanta gente indaffarata in varie attività. Un capannello di persone sta preparando qualcosa intorno a dei ragazzi in costume tipico. In breve, da un momento di completo disordine, si crea un largo varco in modo da consentire l’attraversamento della folla, in direzione di un, più o meno lontano, campetto all’aperto. Ancora non capiamo. Già in lontananza però sentiamo delle grida e delle specie di fischi (ma tali non sono, è un tipico gridare arabo che assomiglia ad un fischio ripetuto, che si protrae a lungo in modo alternato); sentiamo un rumore di cavalli in corsa e, proprio dal varco tra la folla, d’un tratto appaiono dei cavalieri in corsa su dei tipici cavalli berberi. Sono abbigliati in costumi sgargianti, che evidenziano una loro tipicità; si agitano sul loro destriero, gridano, schiamazzano e, portano con sé dei fucili. Capiamo che ci troviamo nel bel mezzo di una celebrazione. Quei cavalieri non sono soli, dietro di loro ce ne sono molti di più e tutti si avviano verso “il campetto”. Anche la gente intorno, va in quella direzione, creando una specie di processione. Siamo molto incuriositi e ci avviamo anche noi. Intanto fervono i preparativi in quel capannello di persone in costume locale. Prendiamo posizione. In un tempo brevissimo, che lascia intendere l’organizzazione dell’evento, i cavalieri sono già tutti posizionati. All’interno del campetto inizia così un’esibizione di cavalieri, che ha tutti gli attributi di un arcaico rituale: si cavalca in piedi, urlano cose incomprensibili a noi, sparano colpi con i fucili (a salve), corrono con quei cavalli all’interno del campetto. Fanno evoluzioni di vario genere. La gente partecipa festosa. Ci siamo anche noi, insieme a qualche altro turista capitato lì per caso. E’ molto suggestivo, ma ancora non abbiamo svelato l’arcano. Sentiamo un vociare, poi delle grida, dei tamburi (? - o non sappiamo esattamente cosa), e nel frattempo si avvicina in lontananza un gruppetto di persone alla testa di altri cavalieri. In breve vediamo che, tra essi, su un bel cavallo bianco, c’è un cavaliere completamente coperto da una specie di tenda variopinta, ma di base bianca, sorretta da un qualcosa che tiene rigida la struttura. Tutto gira intorno a quel cavaliere, che, capiamo, deve essere l’interprete principale. Si avvicina con fare calmo e disinvolto. E’ così che capiamo, da alcuni movimenti, dal rituale che si consuma, dai gesti, gli atteggiamenti della gente che ci troviamo nel bel mezzo di un matrimonio berbero. Che quel cavaliere coperto, in realtà, è la sposa. Per la quale si sta celebrando quella funzione. Lo spettacolo è molto particolare, unisce in sé il sapore di antiche tradizioni mista ad un chè di numero da circo (per indicare le grandi capacità dei cavalieri). E’ un rituale che si ripete da secoli, seppur in modo diverso. Scopriamo così il fascino di quelle tradizioni e scopriamo che, per loro, esiste tutto un rituale che inizia già molti giorni prima. In particolare, la sposa sarà al centro delle attenzioni, di parenti e amici, per giorni e giorni. Il rituale prevede anche la realizzazione di tatuaggi di hennè sulle mani e sul corpo della donna, per significare che la festeggiata, la protagonista, non potrà fare nessun tipo di lavoro e, pare, che abbia anche una simbologia erotica e beneaugurate per la coppia. E’ stato piacevole scoprire quei rituali, conoscere cose nuove, vedere quello spettacolo, quella festa. Sulla strada del ritorno un pensiero mi accompagna: quella donna sta vivendo oggi il suo giorno di festa, il suo momento di gloria che sogna da quando era bambina, ma domani l’accompagnerà un’altra realtà, il rovescio della medaglia di quanto ha vissuto quel giorno. Un ruolo, quello della donna in quella realtà, fatto di soprusi e di mancanze (di libertà e di rispetto principalmente), che noti facilmente guardandoti intorno. Questo secondo il nostro comune sentire e interpretare la vita ed il rapporto di coppia, ma non penso che anche per loro sia proprio così…

Vota questo post

Parigi - panorama dalla Torre Eiffel

di appuntidiviaggio (04/12/2003 - 23:47)

Parigi dalla Torre Eiffel.jpg Pubblico una foto a caso di Parigi, per mantenere una continuità anche quando non riesco a scrivere quello che vorrei. Spero che mi riesca almeno nel fine settimana.

Vota questo post